Media in Macedonia: รจ crisi

Una grave crisi si abbatte sui media di Skopje. In molti stanno chiudendo. Penalizzati i media di opposizione. Nel frattempo, il parlamento adotta una legge bollata dallโ€™opposizione come faziosa. Quello che preoccupa perรฒ รจ lโ€™assenza di una voce critica e obiettiva

28/07/2011, Risto Karajkov Skopje

Sembra che i media  in Macedonia stiano andando di male in peggio. La tendenza non รจ certo nuova, ma non sta nemmeno diminuendo. I membri del nuovo parlamento, appena formato, non si erano ancora accomodati sui loro scranni che giร  avevano adottato una nuova legge sulle trasmissioni radio-televisive. La legge prevede un aumento dei membri del  Consiglio per le Trasmissioni Radio-Televisive, cambiandone di conseguenza  le modalitร  di amministrazione.

Lโ€™opposizione ha criticato la manovra e sostiene che il governo voglia assumere il controllo del potente organo di regolamentazione, riempiendo i nuovi scranni di parlamentari faziosi. I parlamentari appartenenti allโ€™ala del VMRO DPMNE hanno prontamente ribattuto che lโ€™istituzione era giร  faziosa in sรฉ, visto che al momento il suo presidente รจ un membro attivo dellโ€™opposizione.

Tuttavia, non รจ tanto la nuova legge, ma il modo in cui viene sostenuta, senza interpellare nessuno dei media macedoni nรฉ lo stesso Consiglio, a suscitare perplessitร . Alle obiezioni sollevate dai rappresentanti dei media e  dai think-tank  il partito di governo si รจ limitato a ribattere sostenendo che gli argomenti "erano simili"  a quelli portati avanti dallโ€™opposizione.

Chiudono i giornali di Ramkovski

Allโ€™inizio del mese, e precisamente il 2 luglio, i tre quotidiani Vreme, Shpic e Koha e Re, parte dellโ€™impero del potente Velija Ramkovski sono usciti per lโ€™ultima volta. Lโ€™Agenzia delle Entrate ha infatti scoperto un buco di in 1 milione di euro nei pagamenti di imposte arretrate. Siccome non potevano pagare, i quotidiani sono stati costretti a chiudere. Circa 150 giornalisti hanno perso il lavoro. La chiusura dei giornali รจ stato un ulteriore shock dopo la serrata governativa del gruppo Ramkovski, motivata, secondo molti analisti, dalla sua vocazione fortemente anti-governativa.

Il principale canale di Ramkovski, il canale nazionale A1 TV, potrebbe avere lo stesso destino, giacchรฉ l’Agenzia delle Entrate pretende dal canale televisivo il pagamento di 10 milioni di euro di tasse arretrate. La scorsa settimana i funzionari dellโ€™Agenzia delle Entrate, con lโ€™aiuto dei corpi speciali di polizia, hanno sequestrato alcuni veicoli di proprietร  di A1. Ramkovski รจ detenuto da dicembre a causa di svariate accuse connesse a presunti crimini finanziari, e il suo processo รจ appena cominciato.

Ai primi di luglio, il quotidiano dโ€™opposizione Utrinski vesnik, parte del gruppo di testate macedoni di proprietร  della tedesca WAZ (insieme a  Dnevnik e Vest), ha licenziato diversi giornalisti e annunciato il taglio di altre unitร  a causa di difficoltร  finanziarie. Si mormora inoltre che il giornale potrebbe addirittura chiudere. Un mese prima, il settimanale dโ€™opposizione Globus, anchโ€™esso fortemente critico nei confronti del governo, ha dichiarato bancarotta.

In risposta alla situazione generale dei media in Macedonia, i giornalisti hanno organizzato proteste nel centro della capitale Skopje nei primi mesi di luglio.

รˆ normale che i media che non riescono a pagare le bollette chiudano. รˆ altrettanto giusto che i proprietari di giornali e televisioni e le loro societร  paghino le tasse come chiunque altro. Eppure รจ sintomatico che i media nei guai in Macedonia  siano sistematicamente quelli di opposizione.  

La svolta di Dnevnik

Nel mese di  aprile, Dnevnik, il quotidiano piรน influente del paese, anchโ€™esso parte del gruppo WAZ, ha subito una trasformazione piuttosto interessante. Il quotidiano ha sempre mantenuto una posizione indipendente, ugualmente critica di tutti i governi. Negli ultimi due anni, Dnevnik รจ entrato in un confronto aperto con il governo guidato dal VMRO. O meglio, il governo ha aperto un contenzioso con Dnevnik. Ai primi di aprile il caporedattore, Sasho Kokalanov, fortemente critico del governo, รจ stato sostituito. Tutti i principali redattori pro-opposizione hanno abbandonato il giornale.  Il quotidiano ha cambiato linea praticamente da un giorno all’altro, ed รจ diventato filo-governativo in maniera quasi imbarazzante. โ€œLo compro ancora per inerziaโ€ afferma un osservatore โ€œma non riesco a leggerloโ€.  

Secondo alcuni analisti, Dnevnik ha cambiato linea anche per motivi finanziari. Il governo capeggiato dal VMRO, con le sue continue campagne pubbliche su temi come lโ€™amore  per la patria e le conseguenze negative  dellโ€™aborto, รจ diventato il maggiore inserzionista sul mercato. Ai tempi in cui criticava il governo infatti, Dnevnik aveva perso le pubblicitร  governative profumatamente pagate. Lโ€™improvvisa conversione di Dnevnik tuttavia ha fatto sรฌ che unโ€™ampia fetta di pubblico macedone abbia perso un giornale autenticamente indipendente.  

Manca una voce obiettiva e indipendente

Piรน che la chiusura di qualche organo di informazione (che forse erano effettivamente troppi per un mercato di soli due milioni di persone) ciรฒ che preoccupa maggiormente รจ, purtroppo, la crescente difficoltร  di trovare una voce autenticamente indipendente nel rumore generale. Praticamente tutte le TV e i giornali sembrano agire in base a un programma, solitamente fazioso, che viene seguito ciecamente, a volte in maniera davvero spudorata.

Il primo ministro Nikola Gruevski senza dubbio governa con mano pesante. รˆ preoccupante osservare come lo spazio per il dissenso in Macedonia si contragga sempre piรน. Ma ciรฒ che alcuni facevano su A1 era una triste parvenza di giornalismo. Lo stesso dicasi del suo alter ego filogovernativo, Sitel TV.  

La politica e gli interessi privati dei proprietari hanno avuto unโ€™influenza tale sui media negli ultimi anni che รจ diventato difficile trovare una vera notizia, per non parlare di un’opinione obiettiva. I giornalisti sostengono che il loro lavoro รจ davvero duro da portare avanti in un posto come la Macedonia. Il che, probabilmente, รจ vero, ma molti di loro non sembravano obbligati a farlo.  

Molti degli attuali eventi sono riconducibili al declino dellโ€™impero dei media di Ramkovski. Alcuni alla mancanza di standard di etica professionale. Lโ€™incapacitร  dellโ€™attuale leadership di accettare il dissenso รจ sicuramente unโ€™altra concausa.

Fino a 16-17 anni fa, in Macedonia non esisteva la libertร  di stampa, un retaggio dell’epoca comunista. In seguito, lo spazio dei media si รจ aperto e il settore ha subito una vera e propria impennata. Sono fiorite decine di testate cartacee e online, sono stati creati migliaia di posti  di lavoro. Questi forse sono solo segnali di un surriscaldamento, temporaneo, si spera. Tuttavia, occorre adottare misure correttive. Forse la veritร  emerge dal confronto di opposti interessi che illustrano soltanto il proprio punto di vista. Ciรฒ nonostante, il cittadino ha bisogno anche di una voce che dica le cose come stanno.

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