La svolta politica in Serbia รจ un’occasione per tutti i Balcani
La vittoria del movimento studentesco in Serbia ha riacceso la speranza che le relazioni tra i paesi ex jugoslavi, da decenni ormai appesantite da divisioni e nazionalismi, possano finalmente migliorare

Le festa a Belgrado dopo la vittoria degli studenti alle elezioni parlamentari anticipate del 25 ottobre 2026. Foto: Andrea Lazzaroni
Le festa a Belgrado dopo la vittoria degli studenti alle elezioni parlamentari anticipate del 25 ottobre 2026. Foto: Andrea Lazzaroni
La svolta politica a Belgrado ha avuto una vasta eco in tutta lโarea ex jugoslava. Ora si spera che le relazioni tra la Serbia e i suoi vicini possano entrare in una fase piรน pacifica. Lโattenzione รจ rivolta in particolare alla Bosnia Erzegovina e al Montenegro, paesi le cui relazioni con la Serbia da anni ormai sono segnate da tensioni e controversie politiche.
โPresto vedrete dei cambiamenti nei rapporti con la Republika Srpska, ma anche con Sarajevoโ, ha dichiarato Aleksandar Vuฤiฤ dopo la sconfitta elettorale. Vuฤiฤ per anni รจ stato leader indiscusso della Serbia, detenendo tutte le leve del potere nelle sue mani.
Il suo messaggio รจ stato rivolto alla popolazione di entrambe le sponde della Drina, fiume che segna il confine tra Serbia e Bosnia Erzegovina. Un messaggio che riguarda soprattutto la Republika Srpska, dove Vuฤiฤ ha ricevuto un massiccio sostegno da parte degli elettori che, oltre a quella bosniaco-erzegovese, hanno anche la cittadinanza serba.
Segnali da Banja Luka
Tuttavia, รจ accaduto qualcosa di completamente inaspettato. A Banja Luka, dove ha sede il governo della Republika Srpska, molti giovani sono scesi in strada per celebrare la vittoria della Lista studentesca in Serbia. Le auto giravano suonando i clacson, i giovani sventolavano striscioni gridando: โMile, sei il prossimo! Mile, ladro!โ.
Il riferimento รจ a Milorad Dodik, padre padrone della Republika Srpska, molto vicino ad Aleksandar Vuฤiฤ, ma anche al presidente russo Vladimir Putin. Ultimamente, Dodik ha cercato di avvicinarsi anche al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e al premier israeliano Benjamin Netanyahu. Subito dopo la vittoria di Trump, Dodik aveva indossato un berretto simile a quello del presidente statunitense, con la scritta: โMake America Great Againโ.
Quello di Dodik รจ un caso da manuale di trasformismo politico. Allโinizio della sua carriera, era stato sostenuto dallโOccidente come un uomo politico moderato, unโalternativa alle strutture nazionaliste e un sostenitore della cooperazione con la comunitร internazionale. A quel tempo, Dodik aveva infatti insistito affinchรฉ i crimini di guerra fossero perseguiti e i responsabili, tra cui Radovan Karadลพiฤ e Ratko Mladiฤ, fossero puniti.
Tuttavia, con il passare del tempo, Dodik si รจ spostato sempre piรน verso il nazionalismo, glorificando i criminali di guerra condannati, insultando i bosgnacchi e sostenendo la secessione della Republika Srpska dalla Bosnia Erzegovina. In questo modo, il leader della RS ha contribuito ad aggravare continuamente la crisi mettendo in discussione la pace in Bosnia Erzegovina.
Lโultima svolta nel comportamento di Dodik si รจ vista in Serbia. Durante le proteste studentesche, durate quasi due anni, Dodik ha apertamente sostenuto Aleksandar Vuฤiฤ, arrivando persino a definire i suoi oppositori โfeccia umanaโ. Gli studenti serbi, giunti in Bosnia Erzegovina alla vigilia delle elezioni generali dello scorso 4 ottobre, sono stati aggrediti in Republika Srpska. Lโattacco ha scatenato una protesta in Serbia.
Domenica 25 ottobre, Dodik si trovava a Belgrado, nella sede partito di Vuฤiฤ, in attesa della vittoria del suo alleato politico. Quando poi รจ diventato chiaro che a vincere sarebbe stata la Lista studentesca, Dodik ha affermato che la Serbia e la Republika Srpska continueranno a collaborare.
ร difficile non interpretare questa svolta come un tentativo di adattamento alla nuova realtร politica. Resta da vedere se si tratta di pragmatismo politico o di un altro esempio di alleanze mutevoli. Ad ogni modo, il contrasto tra i precedenti messaggi di Dodik e le congratulazioni successive alla sconfitta di Vuฤiฤ solleva interrogativi sulla soliditร delle convinzioni politiche del leader della Srpska.
Appello per una migliore cooperazione regionale
โCostruiremo una Serbia migliore, a beneficio dei suoi cittadini, migliorando le relazioni con i nostri vicini e con lโintera comunitร internazionaleโ, ha dichiarato Ilija Srdanoviฤ, capolista della Lista studentesca, subito dopo che Vuฤiฤ ha ammesso la sconfitta.
ร proprio questo messaggio a far sperare in una distensione nei Balcani, senza il timore di nuovi conflitti e instabilitร . Tuttavia, i paesi dellโarea hanno accolto questo annuncio con cautela, soprattutto la Bosnia Erzegovina, che ha seguito le elezioni in Serbia con grande attenzione.
โMi auguro che il nuovo governo della Serbia si impegni a migliorare la cooperazione bilaterale con la Bosnia Erzegovina e gli altri paesi dellโarea, e che attraverso un dialogo aperto e una cooperazione paritaria, possiamo contribuire alla pace, alla stabilitร e ad un futuro migliore per i cittadini di entrambi i paesiโ, ha dichiarato Denis Beฤiroviฤ, presidente della Presidenza tripartita della Bosnia Erzegovina, congratulandosi con la Lista studentesca.
Elmedin Konakoviฤ, ministro degli Esteri della Bosnia Erzegovina, ha affermato che gli studenti serbi hanno dimostrato un coraggio e una perseveranza eccezionali. Konakoviฤ si aspetta che il nuovo potere in Serbia assuma un atteggiamento corretto e che dimostri il pieno rispetto della sovranitร e integritร territoriale della BiH.
โLa precedente prassi del governo della Serbia, che, con il pretesto di prendersi cura del popolo [serbo], ha sostenuto e aiutato le รฉlite politiche corrotte in Bosnia Erzegovina, non ha portato alcun beneficio nรฉ alla BiH nรฉ ai serbi che vivono nel nostro paeseโ, ha sottolineato Konakoviฤ.
In un messaggio di congratulazioni, Nermin Nikลกiฤ, premier della Federazione BiH, ha scritto su Facebook: โVogliamo credere che questo risultato elettorale possa spianare la strada alla nascita di una Serbia piรน progressista, pronta ad affrontare in modo responsabile i fatti storici, a rispettare inequivocabilmente la sovranitร e lโintegritร territoriale della Bosnia Erzegovina e a costruire relazioni con i paesi vicini basate sul rispetto reciproco e sulla sincera cooperazione. Sarebbe un importante passo avanti non solo per le relazioni tra i nostri paesi, ma anche per il futuro dell’intera regioneโ.
Zlatko Lagumdลพija, ambasciatore della Bosnia Erzegovina presso le Nazioni Unite, ha affermato che la vittoria degli studenti in Serbia ha fatto rivivere lโereditร dellโex premier Zoran ฤinฤiฤ, assassinato a Belgrado nel 2003.
โSpero che possiamo collaborare, cogliendo lโoccasione per un nuovo inizio sul nostro cammino comune verso un futuro euro-atlanticoโ, ha scritto Lagumdzija.
Le reazioni in Croazia e in Montenegro
Il primo ministro croato Andrej Plenkoviฤ ha espresso la speranza che il risultato delle elezioni in Serbia possa aprire la strada a migliori relazioni bilaterali.
โCredo che il messaggio dei cittadini serbi sia stato molto chiaro. Volevano un cambiamentoโ, ha dichiarato Plenkoviฤ ai giornalisti in Croazia.
Sono giunte anche le congratulazioni di Milorad Pupovac, presidente del Partito democratico indipendente serbo (SDSS), il quale ha rimarcato la convincente e schiacciante vittoria della Lista Studentesca, accompagnando il messaggio con un appello al miglioramento delle relazioni nella regione.
โTale miglioramento, ne siamo convinti, avrร un impatto anche sulla posizione dei serbi nei paesi della regione, in particolare in Croazia, rendendo piรน facile e dignitosa la loro vitaโ, โโha sottolineato Pupovac.
Jadranka Kosor, giร premier croata, ha pubblicato un post sul social X, scrivendo: โBuona fortuna vicini, buona fortuna. Si esce dal buioโ.
Dopo la proclamazione dโindipendenza delle altre repubbliche dellโex Jugoslavia, la Serbia e il Montenegro rimasero per un certo periodo uniti in una federazione, per poi separarsi a seguito del referendum e alla conseguente dichiarazione dโindipendenza del Montenegro nel 2006. Da allora le relazioni tra i due paesi sono state segnate da costanti tensioni.
โSono convinto che questo risultato elettorale possa aprire un nuovo capitolo nelle relazioni tra il Montenegro e la Serbia, basato sullโamicizia, su un dialogo sincero e sullโimpegno per un futuro europeo comuneโ ha dichiarato il presidente del Montenegro Jakov Milatoviฤ.
I Balcani sono stati troppo spesso ostaggio di politici che hanno costruito il proprio potere sulla paura, sulle divisioni e sulla ricerca di nemici. Ecco perchรฉ la svolta a Belgrado si misura dalla possibilitร di cambiare finalmente il modo in cui i paesi dellโarea ex jugoslava dialogano tra loro.
Tuttavia, la speranza di per sรฉ non basta: solo le azioni concrete del nuovo governo di Belgrado dimostreranno se nei Balcani si aprirร davvero un nuovo capitolo, dove la pace non sarร solo lโassenza di conflitto, ma il risultato del rispetto reciproco, della cooperazione e della responsabilitร verso le generazioni future.
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