Partita un'inchiesta sul trafficking in Montenegro. Arrestato tra gli altri il vice procuratore della Repubblica. Sarebbero coinvolti poliziotti e politici.

14/09/2005 -  Anonymous User

"Una ragazza spaventata, affamata, e vestita inadeguatamente, è venuta da noi l'11 novembre, chiedendo aiuto", racconta Ljiljana Raicevic, l'amministratrice dalla "Casa sicura delle donne", un'ONG montenegrina. "Dopo aver parlato con lei per un bel po' di tempo, abbiamo capito che si trattava di una ragazza vittima del trafficking; le sue origini sconosciute. Aveva molta paura e per questo sospettiamo abbia dato una falsa identità. Stavamo per portarla nella nostra casa protetta quando è arrivata anche un'altra ragazza accompagnata da tre poliziotti. Questi ultimi ci hanno detto si sarebbe fermata una sola notte".
"Le due ragazze non ci hanno voluto dire nulla. Era chiaro che avevano grossi problemi, che erano scappate dai loro sfruttatori. Probabilmente si sono salvate perché hanno incontrato un poliziotto che ha seguito il nostro training e così le hanno portate da noi" continua a raccontare Ljiljana.

Dal momento del loro arrivo presso la "Casa sicura delle donne" le ragazze sono sempre sotto la cura del medico ed il monitoraggio del team dei poliziotti specializzati per la lotta al trafficking. Continuano a ripetere che le persone che conducevano questo traffico dei loro corpi sono potenti e che si sentono insicure ("Pobjeda", 30.11.02).

Ljiljana Raicevic si è augurata che la magistratura e gli inquirenti eseguano in modo professionale il proprio lavoro, senza fare sconti a nessuno.
Ma in Montenegro le denunce di queste due ragazze stanno facendo scoppiare un vero e proprio scandalo. hanno portato innanzitutto all'arresto di due persone di Podgorica, Irfan Kurpejovic e Ekrem Jasavic, sospettati d'essere dei mediatori in questo odioso traffico. Nel concreto sono accusati d'aver tenuto rinchiusa una ragazza della Moldavia, che è la ragazza di cui si parla all'inizio di questo articolo, la prima che è si è presentata alla "Casa sicura delle donne", e di averla costretta ad offrire servizi sessuali. Secondo "Vijesti" a causa delle torture subite la ragazza non è stata in grado di testimoniare davanti al giudice istruttore, ma a quest'ultimo è stata consegnata una casetta con la dichiarazione della vittima, dove lei menziona i nomi di persone importanti. "Vijesti" riporta anche l'arresto di Zoran Piperovic, il vice procuratore della Repubblica, avvenuto qualche giorno fa, che, secondo quanto si afferma nel quotidiano, sarebbe collegato all'intera vicenda del trafficking ("Vijesti", 01.12.02).
Il settimanale "Monitor" ha intervistato la seconda ragazza che si è riparato presso il centro d'accoglienza istituito dall'ONG montenegrina sopramenzionata. Quest'ultima ha rivelato che la polizia era coinvolta nel traffico e che molti politici erano suoi clienti ("Monitor", 29.11.02).

Il coordinatore del team nazionale per la lotta al trafficking non ha concesso dichiarazioni, "almeno sino a quando non si chiuderanno le indagini", ha reso noto ( "Vijesti", 30.11.02).

Ieri sera il Ministero degli interni montenegrino ha confermato l'arresto di Zoran Piperovic, il vice procuratore della Repubblica. Nello stesso comunicato si indica che la polizia ha fatto luce sul canale internazionale di traffico di persone e della prostituzione organizzata, del quale la destinazione ultima era il Montenegro ("Vijesti", 2.12.02).
Intanto la rete "SOS telefono contro la violenza a donne e bambini" formata da nove ONG montenegrine che si occupano di diritti delle donne, ha reso noti alcuni dati sulla violenza subita in ambito domestico.

"Da un'inchiesta su 500 donne montenegrine, sposate, o non sposate, una ogni due ha indicato che il marito le gridava, una ogni tre ha subito spintoni o schiaffi, e una ogni quattro era è stata almeno una volta picchiata dal marito" ha dichiarato uno dei promotori dell'iniziativa SOS specificando poi che tra le donne violentate che hanno chiamato SOS a Podgorica durante i primi quattro anni della sua esistenza, l'84% soffriva costantemente di violenza psicologica, l'82% di violenza fisica e il 37% di violenza economica. Una su dieci subiva contemporaneamente tutti e tre questi tipi di violenza. Una donna ogni due che era stata violentata indicava che i propri bambini avevano subito violenze simili perpetrate dal marito o dal convivente. Una ogni tre è stata mandata via di casa, una su cinque ha subito minacce di morte, una su dieci ha tentato il suicidio ("Dan", 29.11.02).


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