Ramush Haradinaj

Il tribunale dell'Aja sta compiendo indagini su Ramush Haradinaj, che in questi giorni potrebbe diventare il prossimo Primo ministro del Kossovo. Un articolo tratto da TOL.

19/11/2004 -  Anonymous User

 

Il presente articolo è stato scritto prima dell'annuncio di LDK ed AAK che costituiranno la coalizione di governo. Primo ministro sarà con tutta probabilità Ramush Haradinaj. Il PDK finirà all'opposizione.

Di Fatmire Terdevci - TOL
Traduzione a cura di Osservatorio sui Balcani

Con una mossa che ha fatto risentire scosse attraverso l'intero panorama politico kossovaro il Tribunale Penale Internazionale dell'Aja per la ex Jugoslavia ha svolto un colloquio con il leader del terzo partito della provincia, Ramush Haradinaj, dell'Alleanza per il futuro del Kossovo (AAK) proprio quando erano in pieno corso le negoziazioni per la creazione del nuovo governo.

Se le negoziazioni tra l'AAK ed il principale partito del Kossovo, la Lega democratica del Kossovo (LDK), dovessero andare a buon fine Haradinaj ha ottime probabilità di divenire primo ministro. L'AAK ha ottenuto 9 seggi alle recenti elezioni per l'Assemblea del Kossovo. Haradinaj ha già indicato la sua volontà a coalizzarsi con l'LDK, che di seggi ne ha 47, solo però se verrà offerto loro il ruolo di primo ministro.

Il colloquio svolto dal TPI si è tenuto lo scorso 10 novembre a Pristina ed ha riguardato il ruolo di comandante di Haradinaj, dal 1998 al 1999, dell'esercito di liberazione del Kossovo, UCK, nella regione del Dukagjini occidentale.

L'ufficio del procuratore del TPI ha rifiutato di confermare o smentire l'eventualità che a breve Haradjinai venga incriminato.

Lo stesso Haradinaj è stato vago in merito ai contenuti del suo colloquio con i rappresentanti del TPI. "Ho chiarito le mie opinioni su determinate questioni, ma ci sono ancora alcune domande senza risposta che rendono necessari continuare la discussione anche in futuro", ha affermato in un comunicato stampa.

Due giorni più tardi, ha reagito pungente a domande che gli venivano rivolte in merito all'incontro, affermando ad una televisione locale che non riteneva che il TPI stesse facendo indagini su di lui. "Questo è un insulto a me ed all'intero Kossovo", ha affermato.

Il caso Haradinaj ha causato secche ed immediate reazioni dalle varie forze politiche del Kossovo. Veton Surroi, noto editore ed a capo della lista civica Ora, lo considera un eroe di guerra ed ha chiesto agli altri leader di sottoscrivere una dichiarazione in supporto di Haradinaj e della dignità della "guerra di liberazione del Kossovo". Il presidente del Kossovo e dell'LDK, Ibrahim Rugova, ha descritto Haradinaj come un leader politico degno di rispetto e membro del parlamento, mentre il Partito democratico del Kossovo (PDK) ha richiesto a tutte le istituzioni competenti di "proteggere i valori della guerra di liberazione".

Una dei portavoce del governo, Mimoza Kusari, ha affermato: "Il governo ritiene che lanciare questo tipo di processi crea confusione e crea seri ostacoli al consolidamento delle nostre istituzioni".

I rappresentanti della minoranza serba sono invece rimasti in silenzio.

Solo alcuni giorni dopo che Haradinaj aveva ricevuto l'invito per il colloquio il capo dell'amministrazione ONU in Kossovo, Soren Jessen Petersen, ha avuto un incontro con la procuratrice capo del TPI Carla Del Ponte. Senza dare altre informazioni alcune fonti internazionali hanno affermato che l'incontro era stato organizzato per discutere della cooperazione tra l'UNMIK ed il Tribunale dell'Aja.

Lo stesso Jessen Petersen non ha fatto alcuna dichiarazione in merito.

Il Kossovo è una provincia della Serbia e Montenegro ma da cinque anni è sotto un'amministrazione internazionale. Recentemente, dopo un incontro con i ministri degli esteri dell'UE in Lussemburgo, la Del Ponte ha criticato l'amministrazione ONU in Kossovo per la sua poca collaborazione con il TPI.

"Non potete immaginare che tipo di problemi dobbiamo affrontare durante le indagini che compiamo in Kossovo. Non abbiamo alcun supporto da parte della comunità internazionale e dalle autorità locali", ha affermato durante una conferenza stampa.

Paladini della libertà o criminali di guerra?

Le attività di Haradinaj legate all'UCK sono saltate all'attenzione del TPI poco tempo fa. Haradinaj ha dichiarato che in caso venisse incriminato si consegnerebbe volontariamente all'Aja.

Haradinaj ha perso due dei suoi fratelli più giovani durante la guerra, mentre un altro suo fratello, Daut Haradinaj, sta scontando una pena di cinque anni in un carcere kossovaro. Ex comandante anch'egli dell'UCK è stato condannato assieme ad altri 4 membri del cosiddetto gruppo di Dukagjini per il rapimento e l'uccisione di quattro serbi.

Il loro non è stato l'unico processo che ha visto coinvolti ex combattenti UCK accusati di crimini di guerra.

Un altro caso di alto profilo ha coinvolto 4 membri di un gruppo di Pristina che ha ricevuto una sentenza più dura. Uno di loro, Rrustem Mustafa-Remi, è stato condannato a 17 anni di reclusione, mentre gli altri tre a condanne tra i 5 ed i 13 anni.5 ex combattenti UCK della città di Kacanik sono attualmente sotto processo per crimini di guerra.

Anche se tutti questi processi si svolgono in Kossovo, vengono gestiti da giudici e procuratori internazionali.

Solo in un caso albanesi kossovari si trovano in giudizio presso il TPI dell'Aja. Fatmir Limaj, Haradin Balaj, e Isak Musliu sono accusati della tortura e dell'uccisione di almeno 10 serbi nella regione di Drenica nel 1998. Il loro processo è iniziato lo scorso 15 novembre.Dopo la guerra, Limaj era un alto ufficiale dell'DPK. La sua estradizione all'Aja lo scorso anno ha causato forti proteste da parte dei kossovari. L'ultimo kossovaro a subire l'estradizione verso l'Aja è stato Bege Begaj, che è stato arrestato per sospette intimidazioni nei confronti di un testimone del caso Limaj.

Nonostante le forti reazioni provocate dalle acuse contro Ramush Haradinaj a Fatmir Limaj non c'è molto che i leader kossovari possano fare per loro o per qualsiasi altro indiziato, poiché il sistema della giustizia kossovara è ancora fermamente nelle mani dell'amministrazione internazionale.

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