Gravi incidenti a seguito della finale europea di pallanuoto tra Croazia e Serbia-Montenegro. Parzialmente distrutta l'ambasciata croata in Serbia. Solo pochi giorni fa Zagabria e Belgrado avevano deciso di annullare l'obbligo reciproco di visto.

23/06/2003 -  Anonymous User

Gli incidenti avvenuti durante la finale dei campionati europei di pallanuoto in Slovenia, che vedeva di fronte la Croazia e la Serbia-Montenegro, hanno seriamente turbato le relazioni tra Zagabria e Belgrado. Scaramucce e incidenti tra i sostenitori delle due squadre sono iniziati vicino alla piscina, e sono poi continuati nelle strade di Belgrado. I tifosi, che festeggiavano la vittoria della rappresentanza di Serbia-Montenegro, hanno demolito l'edificio che ospita l'ambasciata croata a Belgrado, bruciato la bandiera e rimosso l'emblema nazionale croato.
Gli incidenti in piscina e i disordini per le strade di Belgrado sono capitati in un cattivo momento per il governo del primo ministro della Croazia Ivica Racan. I disordini, infatti, sono avvenuti solo cinque giorni dopo l'annuncio della decisione da parte di Zagabria di eliminare l'obbligo del visto per i cittadini di Serbia e Montenegro fino alla fine del 2003.

I partiti all'opposizione, che si trovavano già in disaccordo con la decisione assunta da Racan in merito al regime dei visti, hanno reagito duramente agli incidenti di Belgrado. Anto Djapic, presidente del Partito Croato dei Diritti, che spera di diventare il leader dello schieramento di estrema destra alle elezioni che si terranno il prossimo autunno, ha chiesto al governo di sospendere la decisione sulla abolizione dei visti. Djapic ha affermato che la reazione del governo croato agli eventi di Belgrado e Novi Sad è stata "tiepida e indecisa".
Non appena ricevuta la notizia della demolizione della ambasciata croata a Belgrado, il ministro degli affari esteri della Croazia, Tonino Picula, ha cancellato la visita che aveva in programma per il 16 e 17 giugno in Montenegro. La sera stessa, Picula ha chiamato Milan Simurdic, console di Serbia e Montenegro a Zagabria, esprimendogli profonda preoccupazione per le relazioni diplomatiche tra i due paesi.

"Sono preoccupato per l'attacco nei confronti della ambasciata croata a Belgrado - ha dichiarato il primo ministro Racan. Il governo serbo in carica, eletto democraticamente, avrebbe dovuto prevenire gli incidenti. Mi rammarico del fatto che le più alte cariche dello stato in Serbia non abbiano condannato immediatamente i disordini di Belgrado."
Il presidente Stjepan Mesic ha cercato di gettare acqua sul fuoco affermando che: "Quando avviene un eccesso, entrambe le parti sono colpevoli. Un incidente ne causa un altro, ha detto Mesic."

Il governo di Serbia e Montenegro ha prontamente presentato le scuse per i disordini causati dai tifosi a Belgrado e per l'attacco all'ambasciata croata. Entrambi i paesi vorrebbero prevenire le possibili conseguenze. Le relazioni economiche e politiche tra Zagabria e Belgrado si sono ormai sviluppate in modo tale che nessuno ne vuole vedere il deterioramento.
Gli economisti, così come i politici, ritengono che l'incidente non dovrebbe avere serie conseguenze sullo stato delle relazioni economiche tra la Croazia e la Serbia - Montenegro. Eventuali conseguenze sarebbero dure per la Croazia, dato che Serbia e Montenegro e Bosnia Erzegovina sono i soli paesi che importano più beni dalla Croazia di quanti non ne esportino.

Negli ultimi mesi la Croazia ha condotto direttamente diversi investimenti finanziari in Serbia e Montenegro. La 'Agrokor' di Zagabria ha recentemente acquistato la serba 'Frikom', produttrice di gelati e di frutta surgelata, e investimenti simili sono stati fatti dalla 'Nasicement' di Nasice e dalla maggiore ditta alimentare della Croazia,la 'Podravka' di Koprivnica.
Ora che i visti sono stati aboliti, i due paesi stanno considerando la possibile istituzione di regolari collegamenti aerei tra le due capitali, che completerebbero le già funzionanti tratte ferroviarie e di autobus. In Serbia si vendono i giornali croati e viceversa, e molti sono i beni di consumo che cominciano a presentarsi sia nei negozi serbi che in quelli croati.

Nonostante tutto ciò, i recenti incidenti dimostrano che ci sono forze in Croazia e Serbia fortemente contrarie al ristabilimento di normali relazioni tra i due paesi. Queste forze non dovrebbero essere sottovalutate.

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