Benedizione dei paramilitari dell'unità degli "Scorpioni"

Il quotidiano serbo Danas ha trovato il prete che - in un video trasmesso presso il Tribunale dell'Aja e poi ripreso dalle tv del mondo intero - benediceva i paramilitari dell'unità « Scorpioni », poi impegnati a massacrare 6 giovani bosniaco-musulmani. Per il teologo laico Mirko Djordjevic una dimostrazione in più della complicità della Chiesa ortodossa nelle guerre degli anni '90

07/06/2005 -  Anonymous User

Di J. Zurkovic e M. Jevtovic - Danas
Traduzione a cura di Le Courrier des Balkans ed Osservatorio sui Balcani

Sid-Simanovci: dopo aver visto la cassetta del Tribunale dell'Aja che mostra la liquidazione di sei musulmani prigionieri a Srebrenica, l'opinione pubblica si è domandata chi fosse quel prete che benediceva i membri degli "Scorpioni" prima della loro partenza per il combattimento. "Fai che la Tua fedele armata possa dominare il popolo nemico ... nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, buona fortuna e buon ritorno a casa ...". E' così che il prete benediceva gli Scorpioni prima delle esecuzioni dei prigionieri bosniaci di Srebrenica.

Abbiamo appreso da fonti affidabili che il prete che compare nel video è Gavrilo Maric, attualmente presso il monastero di Privina Glava, nei pressi di Sid, Vojvodina, ad una cinquantina di chilometri ad ovest di Belgrado.

La Chiesa ortodossa serba non si è ancora pronunciata: nell'ambiente padre Gavrilo è una figura dalla reputazione controversa. Il "peccato" che qualcuno gli contesta, negli ultimi anni, è quello di agire come guaritore. Tutti i giorni al monastero vi è la fila di gente in attesa che deve chiedere aiuto per qualche cosa.

Venerdì scorso vi era una folla particolarmente ampia perché era un giorno di festa in memoria del re Costantino e della regina Elena, e gli abitanti della regione hanno approfittato dell'occasione per recarsi a pregare. In passato in quella data il gelo distrusse tutti i raccolti della regione, e quindi i paesani evitano di lavorare nei campi in ricordo di quel cataclisma naturale.

Padre Gavrilo non ha accettato di rilasciare dichiarazioni a causa degli obblighi del monastero che dice di dover osservare.

Ciò che si sa con certezza è che il monastero di Privina Glava, negli ultimi anni, è stato completamente ristrutturato. Lavori realizzati soprattutto grazie alla pratica di guaritore di padre Gavrilo ed alle donazioni che arrivano dal mondo intero. Gavrilo, il cui nome civile è Vidosav Maric, è da tempo a capo del monastero. E' nato a Visnjicev, e molto presto ha abbandonato la propria casa per recarsi a Belgrado, e poi di lì in Macedonia, ed infine è entrato nella comunità di Sid, nel "miracoloso" - così lo ha definito lui stesso - monastero di Privina Glava.

L'anno scorso, il giorno del Natale cattolico, il monastero ha subito un furto. I ladri hanno portato via 25.000 euro, 3000 franchi svizzeri, mezzo milione di dinari e dei gioielli in oro.

"La chiesa non è stata solo testimone ma complice"

"E' tempo che la Chiesa ortodossa serba cambi strada e si confronti con il passato. Del resto questo deriva dai suoi obblighi cristiani", afferma il giornalista Mirko Djordjevic, commentando la benedizione elargita agli uomini dell'unità degli "Scorpioni". Quest'ultimo ritiene che alla Chiesa ortodossa serba spetta non solo di pronunciarsi chiaramente in merito a quanto avvenuto ma anche di adottare sanzioni che arrivino anche all'allontanamento dei preti denunciati. Dopo aver visionato le riprese video sull'uccisione dei musulmani a Srebrenica e la benedizione data da un prete ai membri degli "Scorpioni" Mirko Djordjevic ricorda che "è una prova in più che la Chiesa non è stata solo testimone ma anche complice nell'ultima guerra".

"In questo orribile e sconvolgente reperto video risuonano le parole del prete che si richiama alla guerra, al sangue ed al male, scene che ricordano il Medioevo", afferma. Aggiunge che vi sono numerosi documenti che testimoniano come nel corso delle guerre di Slobodan Milosevic la Chiesa ortodossa sia stata, a suo modo, complice, "garantendo logistica spirituale ai capi militari". Mirko Djordjevic ricorda inoltre che si poteva anche comprendere dagli encomi che arrivavano dalla Chiesa "per quel che Milosevic andava facendo", tant'è che numerosi rappresentanti della corrente più reazionaria della Chiesa ortodossa dichiaravano che "Milosveic era un eroe" e "Radovan Karadzic senza macchie ed innocente".

Mirko Djordjevic ricorda che la Chiesa cattolica romana, dopo la Seconda guerra mondiale, aveva allontanato i preti che si erano comportati nello stesso modo del rete apparso sul documento video dell'esecuzione dei musulmani.

"Tutto ciò chiama la Chiesa a pronunciarsi" sottolinea Mirko Djordjevic.

Djordjevic, che da lungo tempo segue le vicende in seno alla Chiesa ortodossa serba si dichiara ottimista e si aspetta che si cambi rotta prima o poi ma dubita che questo avvenga presto. Constata ciononostante che già si sente un linguaggio differente, ad esempio per bocca del vescovo di Zahumije-Herzégovine, Grigorije, ma che comunque la corrente più oltranzista della Chiesa è ancora saldamente al potere.

Le tariffe di Padre Gavrilo

Chi conosce bene la vicenda afferma che tariffe stratosferiche vengono pagate per una seduta di guarigione presso padre Gavrilo, cosa che lui comunque smentisce nettamente. Padre Gavrilo afferma che gli appuntamenti vengono presi tramite un "segretario" che segna tutto su un'agenda e la persona interessata viene all'ora fissata, nel giorno stabilito. Nessuno chiede si versi una somma di denaro in anticipo, è tutto lasciato alla discrezione dell'interessato. "Vi ho già detto che non sono miei pazienti, come li chiamate voi, ma sfortunati che domandano aiuto. Alcuni comperano delle candele, altri dei souvenir del monastero, altri lasciano denaro o altri doni. Avrete pur visto quanto sono numerosi", spiega Gavrilo.

E' vero che abbiamo visto numerose auto provenienti da tutta la Serbia nel parcheggio del monastero e numerose persone in attesa davanti la sala dove si mangia. Una giovane donna di Novi Sad ha portato con lei la figlia, ammalata di leucemia. Dice di aver ricevuto una "ricetta spirituale" e che ne era molto riconoscente a padre Gavrilo. In cambio ha donato del denaro ed acquistato dei souvenir. Dove stia la verità in tutto questo lo sa certamente padre Gavrilo, come anche probabilmente lo sa il Padre Eterno.


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