La sede della Radio televisione della Bosnia Erzegovina (BHRT), Sarajevo © Ajdin Kamber/Shutterstock

La sede della Radio televisione della Bosnia Erzegovina (BHRT), Sarajevo © Ajdin Kamber/Shutterstock

Il servizio pubblico della Bosnia Erzegovina versa in condizioni economiche sempre più gravi. In assenza di una vera riforma, la mancanza di un meccanismo di finanziamento sostenibile ha fatto esplodere le tensioni tra due delle tre emittenti pubbliche

15/05/2024 -  Darko Kurić Sarajevo

Le tensioni tra la Radio televisione della Bosnia Erzegovina (BHRT) e la Radio televisione della Federazione BiH (RTVFBiH) sono culminate lo scorso 8 maggio con la decisione della BHRT di spegnere temporaneamente il segnale della RTVFBiH a causa dei debiti accumulati.

Quindi, dalle 6 del mattino, quando la programmazione è stata sospesa, sul canale della RTVFBiH i telespettatori hanno potuto vedere soltanto un monoscopio, che veniva interrotto solo per trasmettere i telegiornali.

Poi, nel corso della giornata, il tribunale di Sarajevo ha adottato un provvedimento provvisorio, obbligando la BHRT a ripristinare il segnale della RTVFBiH perché, come hanno spiegato i giudici, la decisione di interrompere le trasmissioni era priva di un fondamento giuridico.

Lo scorso 7 maggio il Consiglio d’amministrazione della BHRT aveva preso la decisione di spegnere il segnale dell’emittente pubblica della Federazione BiH, affermando che i debiti maturati dalla RTVFBiH nei confronti della BHRT (per un importo complessivo di circa 820mila euro per il periodo compreso tra dicembre 2023 e maggio 2024) ostacolano il normale funzionamento del servizio pubblico. Va notato che anche la BHRT ha un debito verso la RTVFBiH che, per il periodo sopra indicato, ammonta a quasi 187mila euro.

I dirigenti della RTVFBiH hanno definito la decisione di spegnere il segnale dell’emittente come un atto illecito e incivile, annunciando di voler sporgere denuncia contro l’amministrazione della BHRT. Anche il sindacato dei dipendenti della RTVFBiH ha annunciato azioni legali. I lavoratori sono pronti anche a scendere in piazza per protestare nel caso in cui la questione non venisse risolta.

D’altra parte, anche i dipendenti della BHRT, vittime collaterali della disputa tra le due emittenti, stanno attraversando un periodo difficile, e non sanno nemmeno se riceveranno lo stipendio di aprile. Sembra quindi che l’incertezza in cui da anni ormai vivono i dipendenti delle due emittenti pubbliche sia destinata a perdurare.

Diversi politici, media e organizzazioni non governative, come anche i rappresentanti della comunità internazionale in BiH, hanno condannato la decisione di spegnere il segnale dell’emittente pubblica della Federazione BiH.

Un problema annoso

L’organizzazione, l’attività e le relazioni tra le tre emittenti pubbliche della Bosnia Erzegovina sono regolamentate da una legge del 2005 che prevede, tra l’altro, la creazione di un’azienda pubblica responsabile dell’intero sistema radiotelevisivo nazionale. Questa azienda non è mai stata creata per via dell’ostruzionismo delle élite politiche.

Quindi, i tre servizi pubblici continuano a querelarsi, si devono dei soldi a vicenda e competono sullo stesso mercato. Le emittenti hanno mantenuto i poteri e i beni che avrebbero dovuto essere trasferiti all’azienda per la gestione del sistema radiotelevisivo. La maggior parte dei dipendenti, come anche la proprietà delle attrezzature e di altri beni della vecchia Radio televisione della BiH (RTVBiH, ristrutturata nel 1998), è passata alla BHRT.

La creazione di un’unica azienda responsabile di tutte e tre le emittenti pubbliche della Bosnia Erzegovina getterebbe le basi di un sistema sostenibile di riscossione del canone radiotelevisivo, che continua ad essere la principale fonte di finanziamento del servizio pubblico.

Il calo delle entrate della BHRT è dovuto proprio all’impossibilità di riscuotere il canone radiotelevisivo e le somme per la fornitura di servizi alle emittenti pubbliche delle due entità costitutive della BiH. Se in altri paesi la riscossione del canone è una questione tecnica, in Bosnia Erzegovina il problema è prettamente politico.

Nel tentativo di garantire un finanziamento sostenibile e duraturo del servizio pubblico, nel 2017 è stato introdotto un meccanismo che prevede che il canone radiotelevisivo venga addebitato nella bolletta della luce.

Nel marzo di quest’anno, dopo un susseguirsi di accuse reciproche tra i vertici della RTVFBiH e quelli della BHRT, si è deciso di rinnovare l’accordo tra il servizio pubblico e l’Azienda elettrica della BiH sulla riscossione del canone radiotelevisivo.

Lo svantaggio di questo modello è che viene applicato solo in quelle aree del paese dove la fornitura di energia elettrica è affidata all’Agenzia elettrica della BiH. Ad oggi la radiotelevisione pubblica non ha infatti stipulato alcun accordo sulla riscossione del canone con l’Azienda elettrica della Republika Srpska né con quella della comunità croata della Herzeg-Bosna (di proprietà della Federazione BiH).

Dopo anni di “tentativi” dei decisori politici di risolvere il problema del finanziamento del servizio pubblico è emerso che sono proprio i politici a sfruttare la questione per le loro lotte di potere. Invece di trovare una soluzione, i politici ostacolano la riscossione del canone radiotelevisivo.

L’opinione pubblica bosniaco-erzegovese ricorda tutta una serie di campagne lanciate dai politici di entrambe le entità per dissuadere i cittadini dal pagare il canone radiotelevisivo, pur trattandosi di un obbligo previsto dalla legge.

Nella Federazione BiH, nei cantoni a maggioranza croata, nessuno paga il canone RTV proprio per via delle campagne portate avanti dai politici croati. Negli ultimi anni anche i politici della Republika Srpska hanno a più riprese invitato i cittadini a non versare il canone.

Ecco perché da anni ormai la BHRT registra un calo di entrare derivanti dal canone e non riesce a riscuotere le somme che le spettano per legge. Stando ai dati forniti dall’Agenzia per le imposte indirette della BiH, nel 2023 il debito della BHRT ammontava a circa 3,2 milioni di euro.

Solo nel 2022 l’emittente ha registrato un calo dei ricavi derivanti dal canone di circa 400mila euro, a cui si è poi aggiunta una perdita di oltre 800mila euro, conseguenza del pignoramento del conto corrente della BHRT da parte dell’Agenzia delle entrate della Federazione BiH.

Nel gennaio del 2023, con l’intento di garantire la sopravvivenza del servizio pubblico, l’amministrazione della BHRT ha presentato un pacchetto di misure di risparmio e di riscossione dei crediti oggetto di controversie giudiziarie.

Anche in passato ci sono stati diversi tentativi di risolvere l’annoso problema del finanziamento del servizio pubblico, compresa una proposta di legge del 2018 che prevedeva che la BHRT venisse finanziata dal bilancio statale, e la RTVFBiH e la RTRS dai bilanci delle due entità. Proposta che però si è rivelata l’ennesimo fallimento, non avendo raggiunto un ampio consenso.

All’inizio di quest’anno, i deputati dell’Assemblea parlamentare della Bosnia Erzegovina hanno organizzato un dibattito sulla situazione dell’emittente pubblica della BiH. Poi a febbraio il Consiglio dei ministri ha deciso di stanziare dieci milioni di marchi (circa cinque milioni di euro) per lo sviluppo dei media elettronici.

Di questa cifra quattro milioni sono andati alla BHRT, tre milioni al governo della Federazione BiH e i restanti tre al governo della Republika Srpska. Ad oggi però non è ancora stato compiuto alcun passo in avanti per trovare una soluzione duratura al problema del finanziamento del sistema radiotelevisivo pubblico.

Il separatismo della RTRS

La terza emittente del servizio pubblico della BiH, la Radio televisione della Republika Srpska (RTRS), non viene nemmeno menzionata nelle attuali polemiche. Una ventina di anni fa, con l’aiuto del governo della Republika Srpska, la RTRS ha ottenuto un edifico dove ha trasferito la sua sede, e da quel momento è iniziato il processo di vera e propria secessione di questa emittente.

Nel 2013 l’Assemblea popolare della RS ha deciso di escludere l’Agenzia di regolamentazione delle comunicazioni (RAK) dalla procedura di nomina dei membri del Consiglio d’amministrazione della Radio televisione della RS, approvando anche la proposta di finanziare la RTRS dal bilancio della Republika Srpska.

Con questi due interventi la leadership di Banja Luka ha ufficialmente preso il controllo del servizio pubblico della RS, violando i principi stabiliti dalla Legge sul sistema radiotelevisivo pubblico della Bosnia Erzegovina.

Il sistema è definitivamente crollato nel 2017 a seguito della decisione della RTRS di riscuotere autonomamente il canone radiotelevisivo. Attualmente il debito della RTRS verso la BHRT ammonta a circa quaranta milioni di euro.

La legge prevede che metà delle entrate del servizio pubblico derivanti dalla riscossione del canone e dalla pubblicità vada alla BHRT (anche per permetterle di adempiere ai suoi obblighi internazionali) e che l’altra metà venga divisa tra la RTVFBiH e la RTRS.

Pur trattandosi di un obbligo previsto dalla legge, i cittadini possono anche decidere di non pagare il canone radiotelevisivo perché la normativa non contempla alcuna sanzione per il mancato pagamento, né tanto meno un sistema efficace di riscossione coattiva.

Nel rapporto del Dipartimento di stato degli Stati Uniti sulla situazione dei diritti umani in Bosnia Erzegovina nel 2023 si afferma, tra l’altro, che la BHRT e la RTVFBiH continuano a lavorare senza una fonte di finanziamento stabile e sostenibile che permetta loro di perseguire una politica redazionale indipendente.

La mancata applicazione della Legge sui servizi pubblici e l’impossibilità di riscuotere il canone radiotelevisivo hanno portato la BHRT sull’orlo della bancarotta, costringendola – come si legge nel rapporto – a ridimensionare le sue attività.

Invece l’emittente pubblica della Republika Srpska e quella della Federazione BiH non riscuotono il canone, anche se sono tenute a farlo secondo la normativa vigente. Nel rapporto si sottolinea inoltre che la leadership bosniaco-erzegovese non è ancora riuscita a creare un’azienda che gestisca tutte e tre le emittenti pubbliche del paese come previsto dalla legge.

Anche nel nuovo rapporto sulla libertà di stampa nel mondo, pubblicato da Reporter senza frontiere, si afferma che la BHRT è sull’orlo del collasso finanziario. Stando all’ultima classifica di RSF, la Bosnia Erzegovina è scesa di 17 posizioni rispetto all’anno precedente, posizionandosi all’81mo posto, ed è uno dei fanalini di coda nei Balcani occidentali.

Garantire un finanziamento stabile del servizio pubblico è una delle quattordici priorità, individuate dalla Commissione europea nel suo parere sulla domanda di adesione della Bosnia Erzegovina all’UE, priorità che il paese deve soddisfare nel suo percorso di avvicinamento all’Unione.

La Commissione lo ha ribadito nella sua ultima relazione sui progressi compiuti dalla Bosnia Erzegovina, pubblicata nel novembre 2023, mettendo in guardia sul fatto che la BiH rischia di diventare l’unico paese europeo senza un servizio pubblico.

 

Questa pubblicazione è stata prodotta nell'ambito del Media Freedom Rapid Response (MFRR), cofinanziato dalla Commissione europea. La responsabilità sui contenuti di questa pubblicazione è di Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa e non riflette in alcun modo l'opinione dell'Unione Europea.

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