Lo scorso 9 dicembre si è tenuto un Forum tra i rappresentati della diplomazia dell'UE e quelli dei Balcani occidentali, riportiamo alcune delle dichiarazioni uscite dall'incontro

15/12/2003 -  Anonymous User

Da Podgorica, scrive Tanja Bošković
La sostanza del Forum sui Balcani occidentali, che martedì 9 dicembre è stato tenuto a Bruxelles, è consistita nell'offerta della partnership europea ai paesi della regione, con la conferma da parte dei ministri degli esteri degli stati membri dell'UE e degli stati dei Balcani occidentali, che il futuro della regione sarà nell'ambito dell'UE. Tutti i cinque paesi dei Balcani occidentali hanno assunto l'obbligo di raddoppiare le forze per attuare le riforme, allo scopo di accelerare il processo d'integrazione nelle strutture europee.

Come è stato confermato alla riunione, il Processo di stabilizzazione e associazione rimarrà l'elemento principale di legame dei paesi dei Balcani occidentali con l'UE, fino alla loro ammissione finale. È stato accentuato anche l'impegno che i paesi dei Balcani occidentali proseguiranno nel condurre le principali riforme riguardanti la lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione nella regione.
Nella riunione è stato dichiarato il sostegno alla politica cosiddetta degli "standard prima dello status" per il Kosovo, mediante il dialogo diretto tra Belgrado e Pristina sulle questioni pratiche. Sono state lodate le intenzioni del capo di UNMIK Harri Holkeri di definire più precisamente le direttive sulla prosperità e sulla conduzione della politica degli "standard prima dello status", su cui sarà regolarmente informato il Consiglio della sicurezza dell'ONU. Come è stato dichiarato, la prima opportunità per valutare l'implementazione degli standard, sarà nella prima metà del 2005.

I ministri europei hanno invitato i cittadini della Serbia a scegliere la strada europea alle imminenti elezioni e aspettative uguali ha espresso il Ministro degli Affari esteri della Serbia e Montenegro.
Nel suo discorso al Forum, l'alto rappresentante dell'Unione Europea, Havier Solana, ha espresso soddisfazione per la situazione della regione.

"Se dovessi valutare gli sviluppi nei Balcani occidentali dal Summit di Salonicco, queste sarebbero le conclusioni: per prima cosa direi che la direzione generale è quella corretta. Ogni volta quando visito la regione, noto passi in avanti. Per esempio, l'approvazione della legge sulla difesa in Bosnia ed Erzegovina, gli impegni nella riforma delle forze militari della Serbia e Montenegro, oppure la migliorata situazione riguardo la sicurezza in (FYROM) Macedonia, il che dovrebbe permetterci di cessare la presenza militare internazionale tra qualche mese".
L'alto rappresentante, ha commentato però, che tutto si potrebbe fare con un passo più veloce.

Solana sarà visita a Belgrado oggi 15 dicembre, con l'intento di comunicare al Governo ed all'opposizione le aspettative dell'UE affinché, dopo le elezioni del 28 dicembre, la Serbia continui la strada dell'integrazione europea.
Solana ha insistito sul fatto che le azioni individuali non basteranno e che la cooperazione regionale è l'elemento fondamentale per la stabilità nella regione.

"Stimo in modo particolare la saggezza ed il coraggio di tutti coloro che negli ultimi mesi hanno contribuito alla riconciliazione tra i popoli balcanici. Questo è sicuramente il modo migliore per allontanare gli spiriti del passato e preparare un futuro tranquillo. Questo è uno degli standard europei, perché non dovremmo dimenticare riconciliazione della Francia e la Germania dopo la seconda guerra mondiale, sui loro fondamenti si base l'integrazione europea", ha detto Solana ed in questo senso ha continuato a parlare di Kosovo, dicendo che non aveva ancora visto la bozza del documento "standard prima dello status" per il Kosovo, però crede che sia ragionevole, per il fatto che è stato preparato dal segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan. L'alto rappresentante ha ribadito che il dialogo diretto tra Belgrado e Pristina è un elemento insostituibile degli standard e ha incoraggiato entrambe le parti a cominciare a lavorare sulle questioni pratiche il più presto possibile.
Il ministro degli affari esteri della Serbia e Montenegro, Goran Svilanovic, ha avuto obiezioni sul piano degli standard per il Kosovo ed ha invitato Holkeri a continuare la collaborazione per migliorare il piano.

"Ho detto che il piano non tiene in considerazione tutti gli argomenti che abbiamo dichiarato nel periodo preliminare e che aspettiamo che la bozza venga migliorata, perché al momento è fuori dai framework definiti dalla Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU", ha detto Svilanovic.
Il premier del Kosovo, Bajram Redxepi, ha dichiarato ai giornalisti durante il Forum, che non accetta le critiche di Svilanovic sugli standard, riguardanti il ritorno dei profughi, la protezione dei monumenti culturali ed il processo della privatizzazione. Il premier kosovaro ha annunciato che insieme con il capo di UNMIK Harri Holkeri, presenterà il piano a Pristina e che non c'è bisogno che lo stesso si accordi con Belgrado, perché secondo lui rimane un affare tra UNMIK e Kosovo.

Il commissario europeo per le relazioni estere, Chris Patten, ha insistito sull'obbligo di tutti i paesi, a collaborare con il Tribunale dell'Aia ed ha spiegato che in quest'ambito l'UE non fa differenza tra i diversi paesi della regione.
Vedi anche:
- I Balcani nel nuovo millennio
- Salonicco 2003: un'altra Europa è possibile
- Kosovo: verso gli standard?


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