Il Terzo Forum di BalcaniCooperazione si è svolto nell'ambito della Conferenza internazionale promossa tra il 28 ed il 30 settembre a Belgrado dall'Association for the Study of Nationalities attraverso il suo partner serbo 'Forum for Ethnic Relations'. Il panel organizzato il 29 settembre da BalcaniCooperazione ha affrontato il tema della memoria e della riconciliazione nelle attività di cooperazione con i Balcani prendendo spunto da un video-documentario prodotto e realizzato da Osservatorio sui Balcani in occasione del decennale del massacro commesso a Srebrenica nel 1995
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30/09/2006 -  Anonymous User

La cooperazione internazionale spesso sottovaluta l'importanza del passato e dell'elaborazione del conflitto in aree attraversate nella storia recente da violenze e guerra. L'impatto che queste hanno sulle comunità locali non si riduce alle pur importanti questioni della sicurezza. I conflitti generano divisioni profonde all'interno delle comunità ed hanno una notevole ricaduta sociale, culturale e perfino economica. Su questo tema Osservatorio sui Balcani ha maturato negli anni un'esperienza importante che ha discusso in questo prestigioso contesto.

La cooperazione decentrata e "di comunità" affrontano la questione del conflitto e della violenza passata, in quanto nell'incontro con le realtà locali partner delle attività si avvicinano anche tutte le contraddizioni di queste comunità: i rifugiati o sfollati non ancora rientrati, la separazione urbanistica o sociale tra i diversi gruppi che la abitano, le tensioni interne.

E' importante notare che il punto di partenza del seminario non è stata la storia di Srebrenica nel corso della guerra degli anni '90, quanto piuttosto l'immagine della città a distanza di dieci anni dagli eventi drammatici del luglio 1995, qualche anno più tardi definiti "genocidio" dal tribunale dell'Aja per i crimini nella Ex-Jugoslavia.
Oggi Srebrenica appare ancora come una città per certi versi in guerra: non solo per il gran numero di edifici distrutti o danneggiati e non ancora ricostruiti, ma soprattutto per i sentimenti che gli abitanti della città esprimono. Le due principali comunità nazionali della città (Serbi e Bosniacchi) vivono completamente separate. Un esempio evidente della profonda divisione della memoria, così come della vita quotidiana, è la commemorazione delle vittime della guerra: l'anniversario da commemorare per la comunità musulmano-bosniaca è l'11 Luglio che ricorda lo sterminio di migliaia di uomini musulmani dell'enclave perpetrato dalle milizie serbo-bosniache nel 1995. La comunità serba della città invece ricorda ogni anno il 12 Luglio del 1992, quando alcuni paesi e villaggi serbi della zona furono attaccati e distrutti.

Nell'ambito dell'ampio programma della Conferenza internazionale dell'ASN, il III Forum di BalcaniCooperazione ha voluto affrontare il tema della riconciliazione come elemento da non sottovalutare nella ideazione e implementazione di attività di cooperazione con le aree post-conflitto, luoghi in cui il tentativo di ricostruire il tessuto sociale affronta ancora oggi enormi difficoltà.

Alla proiezione del documentario "Srebrenica, 10 anni dopo" ed alla discussione che ne è seguita sui temi della cooperazione e del conflitto hanno partecipato circa 45 persone, rappresentanti di numerose associazioni locali ed internazionali, così come di Enti Locali italiani e non, impegnati in iniziative di promozione del dialogo interetnico e di sostegno ai processi di riconciliazione in Bosnia Herzegovina, Kosovo, Macedonia, Sangiaccato, ecc. Tra gli intervenuti segnaliamo alcune delle figure più note della società civile ex Jugoslava, impegnate sul tema della riconciliazione durante e dopo le guerre degli anni '90: Janko Baljak, regista e sceneggiatore (insieme a Drago Hedl) del primo documentario realizzato dopo le guerre degli anni Novanta grazie ad una produzione congiunta Serbo-Croata e Sonja Biserko, Presidente dell'Helsinki Committee for Human Rights - sede di Belgrado.


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