Il Secondo Forum del progetto BalcaniCooperazione, organizzato in collaborazione con CeSPI , si è tenuto il 16 giugno 2006 a Rimini presso EuroP.A. - Salone delle Autonomie Locali. L'incontro, incentrato sul tema "Democrazia e legalità nei Balcani: il ruolo degli enti locali", è stato seguito nel pomeriggio dal seminario di lavoro "Le Reti di enti locali italiani nei Balcani". Sono stati presentati i risultati della ricerca del CeSPI sugli interventi di cooperazione e sulle loro ripercussioni sui processi di consolidamento democratico e di rafforzamento della legalità. Attraverso lo sguardo di esperti locali, sono stati esaminati gli impatti nei Paesi del sudest Europa della prospettiva di adesione all'Unione europea, con una riflessione sulle prassi della cooperazione italiana. L'obiettivo era di analizzare i pregi della cooperazione decentrata (esperienza delle Regioni e degli Enti locali) e della costruzione di reti territoriali. Il seminario del pomeriggio ha permesso agli attori della cooperazione decentrata italiana di scambiare i loro punti di vista sui nuovi strumenti e orientamenti del "sistema Italia" nei Balcani (IPA, Euroregione adriatica, progetto "Segretariato adriatico").
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16/06/2006 -  Anonymous User

La regione balcanica si conferma uno spazio mobile. A quindici anni dall'inizio della dissoluzione jugoslava la lista degli stati sovrani non è ancora definitiva e confini e assetti istituzionali sono in continua evoluzione, come dimostrano il recente referendum del Montenegro e i negoziati in corso sul futuro del Kosovo.

Dentro un contesto così fluido, la prospettiva di aderire all'Unione europea, aspirazione comune di tutti i paesi dell'area, rappresenta il principio guida dei diversi processi di trasformazione in corso e il quadro strategico di tutti gli interventi di cooperazione internazionale. La questione del consolidamento democratico e del rafforzamento dello stato di diritto e della legalità giocano un ruolo fondamentale nel percorso di adesione e sono, perciò, priorità nelle agende politiche sia dei governi locali, sia della comunità internazionale.

L' Osservatorio sui Balcani e il CeSPI sono da tempo impegnati in attività di analisi e ricerca su questi temi, con l'obiettivo dichiarato di proporre punti di vista inediti e riflessioni utili ad aggiornare gli strumenti e le prassi della cooperazione italiana. La recente ricerca del CeSPI, sostenuta dalla Cooperazione italiana, si è concentrata in particolar modo sugli interventi di cooperazione e sul loro impatto sui processi di consolidamento democratico e di rafforzamento della legalità.

L'Italia, a differenza di altri paesi e di altri donatori internazionali, non ha una tradizione di sostegno diretto ai processi di democratizzazione. Tuttavia, la pluralità di attori e di interventi che caratterizza il sistema Italia nei Balcani, dalle azioni di cooperazione decentrata allo scambio di esperienze istituzionali, al contributo agli organismi multilaterali, alla costruzione di reti, si incrocia a diversi livelli con tali processi.

Un primo obiettivo della ricerca del CeSPI è stato dunque di analizzare le diverse esperienze italiane, tra cui in particolare quelle di Regioni ed Enti locali, nel quadro della riflessione teorica e della prassi internazionale in materia di democratizzazione e rafforzamento della legalità. In secondo luogo, sulla base di un confronto con esperti locali e attraverso l'organizzazione di seminari tematici nei paesi di realizzazione degli interventi, è stato possibile articolare uno sguardo più complesso sulle politiche internazionali e sul contributo italiano nei due settori.

L'Osservatorio sui Balcani, dal canto suo, sostiene lo scambio di informazioni, esperienze e buone pratiche tra amministratori e funzionari degli enti locali e regionali italiani attraverso il programma BalcaniCooperazione promosso dalla Provincia Autonoma di Trento con i fondi della Legge 84/01. La costruzione di un "sistema italiano della cooperazione decentrata nel sud est Europa", infatti, passa attraverso la valorizzazione ed il coinvolgimento attivo di quanti operano al di là dell'Adriatico - a volte da oltre un decennio - con partnership territoriali consolidate; soprattutto richiede che queste relazioni siano messe in rete, anche attraverso occasioni seminariali come questa.

La presentazione dei risultati della ricerca del Cespi, attraverso il contributo dei ricercatori e degli esperti locali, e la discussione con alcuni dei più importanti soggetti italiani attivi nell'area, con le Pubbliche Amministrazioni, permetterà di delineare un quadro aggiornato e completo del contributo del sistema territoriale italiano alla democrazia e alla legalità nei Balcani, ma soprattutto di fornire alcune indicazioni per la strada da percorrere negli anni a venire.

Programma del Forum "Democrazia e legalità nei Balcani: il ruolo degli enti locali"
per informazioni:segreteria@balcanicooperazione.it

Le Reti di enti locali italiani nei Balcani
Seminario di lavoro ad invito

A seguito del crollo del muro di Berlino e delle crisi nella ex Jugoslavia si sono moltiplicate le relazioni tra l'Italia e i nuovi paesi dei Balcani occidentali, dagli interventi di carattere umanitario alla costruzione di rapporti economici, sociali ed istituzionali.

La dinamicità dei diversi attori dei territori e la disponibilità di risorse e orientamenti normativi a livello comunitario (dal programma CARDS al programma Interreg), nazionale (dalla legge 49/87 sulla Cooperazione italiana, alla legge 84/01 per la ricostruzione e lo sviluppo dei Balcani) così come a livello regionale e locale, hanno prodotto innumerevoli iniziative di cooperazione decentrata e transfrontaliera.

La spinta solidale non si sta estinguendo ma si sta innervando in percorsi più stabili di sviluppo comune. Nuove reti si stanno creando ed ampliando. La moltiplicazione delle reti di Pubbliche Amministrazioni, di organizzazioni della società civile, di soggetti economici, abbisognano però di orientamenti e strumenti per ridurre l'entropia e, per quanto possibile, promuovere una maggiore sinergia in un quadro politico condiviso (il "sistema Italia").

Nel prossimo futuro potrebbero aprirsi nuove prospettive di sistematizzazione nell'ambito del nuovo Strumento della Commissione europea per la Pre-Adesione dei Paesi dei balcani occidentali (IPA), con una riforma delle normative e procedure nazionali, con la creazione di nuovi soggetti come l'Euroregione adriatica e di nuovi strumenti come il Segretariato adriatico.

A questo proposito il seminario si propone di avviare un dialogo tra i diversi attori territoriali volto a disegnare ipotesi di sistematizzazione delle diverse reti a partire da una maggiore collaborazione tra le Pubbliche Amministrazioni, sui diversi livelli, con i soggetti sociali ed economici.
Ampio spazio verrà quindi lasciato alla discussione che verrà animata dall'Osservatorio sui Balcani e dal CeSPI che presenterà una serie di risultati raccolti attraverso la realizzazione di indagini sulle reti condotte nel quadro del progetto "Segretariato adriatico" della Regione Marche.

Programma del Seminario "Le Reti di enti locali italiani nei Balcani"

per informazioni:segreteria@balcanicooperazione.it


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