Albania, capo dell’intelligence agli arresti domiciliari

In Albania è scoppiato il caso di Vlora Hyseni, direttrice del Servizio di intelligence dello stato (SHISH). Hyseni è stata sospesa e posta agli arresti domiciliari con l’accusa di aver favorito il presunto autore di un reato e aver divulgato informazioni riservate

28/09/2026, Arbjona Çibuku Tirana
La sede del SHISH a Tirana, Albania © Werner Lerooy/Shutterstock

La sede del SHISH a Tirana, Albania © Werner Lerooy/Shutterstock

La sede del SHISH a Tirana, Albania © Werner Lerooy/Shutterstock

Vlora Hyseni, direttrice del Servizio di intelligence dello Stato albanese (SHISH), è stata sospesa dall’incarico e posta agli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine, in fase di sviluppo, condotta dalla Procura speciale contro la corruzione e la criminalità organizzata (SPAK).

Hyseni è accusata di aver favorito il presunto autore di un reato e di aver divulgato informazioni classificate. Una decisione del Tribunale speciale di primo grado per la corruzione e la criminalità organizzata, emessa il 21 settembre, ha disposto gli arresti domiciliari e la sospensione dalle funzioni pubbliche.

Il caso ha destato preoccupazione poiché l’indagine collega il servizio di intelligence albanese ad un’inchiesta penale più ampia sugli appalti pubblici presso l’Agenzia nazionale per la società dell’informazione (AKSHI), l’ente responsabile di gran parte dell’infrastruttura pubblica digitale del Paese.

Secondo quanto emerso dall’indagine, i magistrati sospettano che Hyseni abbia trasmesso informazioni riservate all’imprenditore Ergys Agasi, anch’egli indagato nell’ambito del caso AKSHI.

Dall’intelligence del Kosovo ai vertici dell’intelligence albanese

Hyseni, doppia cittadinanza albanese e kosovara, ha iniziato la sua carriera nell’intelligence presso l’Agenzia di intelligence del Kosovo (AKI) nel 2010, diventandone vicedirettrice nel 2019.

Alla fine del 2020 ha guidato temporaneamente l’agenzia in seguito alle dimissioni del direttore, Kreshnik Gashi.

Nel giugno 2021, la presidente del Kosovo Vjosa Osmani e il primo ministro Albin Kurti hanno firmato un provvedimento per la rimozione di Hyseni dalla carica di vicedirettrice. La decisione pubblica non indicava una motivazione specifica per il suo allontanamento.

Il provvedimento le imponeva di consegnare il materiale di sua competenza e di continuare a rispettare gli obblighi relativi alle informazioni classificate. Le autorità kosovare non hanno fornito pubblicamente una spiegazione dettagliata della decisione.

Due anni dopo, Hyseni si è trasferita in Albania, diventando consulente per la sicurezza del primo ministro Edi Rama. Nel marzo 2023, Rama ha proposto la sua nomina a capo dello SHISH e il presidente Bajram Begaj l’ha formalmente nominata il mese successivo.

Il suo precedente allontanamento in Kosovo era stato oggetto di dibattito politico all’epoca dei fatti. Il deputato dell’opposizione Gazment Bardhi ha chiesto alle autorità albanesi di acquisire informazioni dal Kosovo sui motivi del suo allontanamento. Rama ha liquidato le accuse circolanti all’epoca come semplici “voci”.

Un alto funzionario dell’intelligence con contatti internazionali

Durante il suo mandato, Hyseni ha acquisito un notevole profilo internazionale.

Ha accompagnato Rama al vertice NATO del 2023 a Vilnius e nel 2025 ha assunto la presidenza del Comitato per l’intelligence civile della NATO, che riunisce i rappresentanti dei servizi di intelligence civile degli Stati membri.

Ha inoltre incontrato funzionari della sicurezza e dell’intelligence negli Stati Uniti e a Bruxelles.

L’attuale indagine ha quindi implicazioni che vanno oltre la condotta di un singolo funzionario pubblico. Riguarda la gestione di informazioni sensibili da parte del vertice di un’agenzia di intelligence incaricata di individuare e valutare le minacce alla sicurezza nazionale dell’Albania.

Tuttavia, finora non vi sono prove di dominio pubblico che indichino una compromissione dei partner internazionali dell’intelligence albanese a seguito del caso.

Il caso AKSHI

Le accuse contro Hyseni sono collegate ad una delle più ampie indagini della SPAK sugli appalti pubblici.

L’indagine sull’AKSHI riguarda 19 procedure di appalto per un valore complessivo di circa 5,9 miliardi di lek (59 milioni di euro). Gli inquirenti sospettano che le procedure siano state manipolate per favorire determinate aziende.

Tra le persone indagate figura Ergys Agasi, imprenditore ed ex funzionario pubblico. Agasi ha diretto in passato l’Ispettorato statale per l’ambiente e le foreste prima di passare al settore privato. I suoi interessi commerciali si sono successivamente estesi al settore tecnologico, anche attraverso la società EA Solution.

La SPAK sospetta che Agasi abbia avuto un ruolo in un sistema volto a manipolare le gare d’appalto dell’AKSHI. È stato dichiarato ricercato alla fine del 2025 e arrestato nell’agosto 2026, dopo circa otto mesi di latitanza.

L’indagine ha coinvolto anche figure di spicco delle istituzioni albanesi preposte alla sicurezza e all’ordine pubblico. L’ex direttore generale della Polizia di Stato, Ilir Proda, è stato interrogato dalla SPAK in relazione al caso, mentre anche agenti di polizia e altri funzionari sono finiti sotto inchiesta.

Agasi è stato arrestato insieme a Uljan Shpataraku, un ex alto funzionario di polizia di Elbasan. Un’altra persona coinvolta nell’indagine è Ermal Beqiraj, identificato come socio in affari di Agasi. Beqiraj è stato arrestato in Francia a luglio, dopo che il velivolo leggero a bordo del quale viaggiava era entrato nello spazio aereo interdetto sopra la centrale nucleare di Penly.

Secondo la SPAK, le autorità francesi hanno successivamente individuato beni riconducibili a Beqiraj in Francia; la procura albanese sospetta che tali beni siano stati acquistati con proventi di attività illecite. L’accusa sostiene che l’uomo abbia trasferito parte dei presunti proventi illeciti in Francia, dove ha acquistato un castello, due appartamenti e veicoli a motore, mentre oltre 2 milioni di euro sarebbero stati depositati su conti bancari.

Perché il caso Hyseni è importante

L’indagine su Hyseni aggiunge una nuova dimensione al caso AKSHI. Quella che era iniziata come un’inchiesta su una presunta manipolazione di appalti pubblici nel settore tecnologico si è estesa fino a sollevare interrogativi sull’accesso a informazioni statali sensibili e sulla loro possibile divulgazione.

L’accusa principale mossa a Hyseni non riguarda la sua partecipazione alla presunta manipolazione delle gare d’appalto dell’AKSHI, bensì la presunta trasmissione di informazioni riservate ad una persona al centro di tale indagine.

Il caso, pertanto, coinvolge due ambiti sensibili dell’apparato statale, le infrastrutture digitali pubbliche e l’intelligence nazionale, all’interno della medesima indagine penale.

Per l’Albania, dove la SPAK ha preso sempre più di mira alti funzionari e imprenditori legati alla politica, l’indagine metterà alla prova anche la capacità delle istituzioni preposte alla sicurezza nazionale di operare in autonomia e di tutelare le informazioni sensibili mentre sono in corso importanti inchieste per corruzione.

Le accuse contro Hyseni, Agasi e le altre persone coinvolte sono oggetto di procedimento giudiziario, per ora senza condanne.


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