Istruzione in Macedonia del Nord, la sfida dell’ottimizzazione
La crisi demografica e le scarse risorse si riflettono sul sistema di istruzione pubblica in Macedonia del Nord. Con l’inizio dell’anno scolastico, il governo ha messo in campo una riorganizzazione generale per affrontare i principali problemi, ma le polemiche non mancano

© Nicoleta Ionescu/Shutterstock
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A causa del calo del numero di studenti in Macedonia del Nord, il ministero dell’Istruzione sta ottimizzando le classi, un processo che prevede l’accorpamento di classi più piccole per offrire agli studenti migliori condizioni di socializzazione e apprendimento. Questa iniziativa ha portato alla chiusura definitiva di 26 scuole, principalmente nelle zone rurali.
In un reportage dal comune rurale di Karbinci, vicino alla città di Štip, il portale di notizie Kolegium evidenzia la situazione della scuola primaria “Strašo Pindžur” nel villaggio di Dolni Balvan.
Fondata oltre cinquant’anni fa e punto di riferimento per tutte le scuole satellite del comune di Karbinci, la scuola è ora in fase di chiusura nell’ambito del processo di ottimizzazione a causa del basso numero di iscritti e delle condizioni di apprendimento inadeguate, in particolare a causa dell’instabilità strutturale che rende pericoloso l’edificio.
I genitori dei 13 studenti interessati, preoccupati per la sicurezza dei loro figli piccoli costretti a recarsi in un villaggio vicino, hanno organizzato una protesta, chiedendo che la scuola di Dolni Balvan continui a funzionare. Durante la protesta di fine agosto, i manifestanti hanno espresso l’opinione che la chiusura della scuola avrebbe ulteriormente accelerato l’esodo delle giovani famiglie dal villaggio, mettendone a repentaglio la stessa sopravvivenza.
In un Paese di 1,8 milioni di abitanti, il 1° settembre hanno iniziato l’anno scolastico 238.000 studenti, di cui 14.952 di prima elementare e 16.932 di prima media. Rispetto all’anno precedente, e a causa delle misure di ottimizzazione, il nuovo anno scolastico è iniziato con 433 classi in meno: 222 in meno nella scuola primaria e 211 in meno nella scuola secondaria.
Per dare un’idea della portata del problema, una volta completate le iscrizioni, si prevede che il numero di alunni di prima elementare sarà inferiore di almeno tremila unità rispetto all’anno scorso.
All’inizio dell’anno scolastico, l’attuale ministro dell’Istruzione e della scienza, Vesna Janevska, ha spiegato che tale riorganizzazione della rete scolastica e del funzionamento delle scuole era necessaria.
“Non è un segreto che, per anni, si siano verificate situazioni in cui all’interno della stessa scuola esistevano due classi separate, ciascuna con solo due studenti della stessa età. Ora abbiamo accorpato queste classi; di conseguenza, quest’anno ci sono 433 classi in meno nel sistema scolastico. Tuttavia, questo è nell’interesse degli studenti, perché permette loro di far parte di un gruppo più ampio, di socializzare meglio e di impegnarsi in una sana competizione”, ha affermato Janevska.
Su un totale di 1.023 istituti scolastici, 620 opereranno ora con un unico turno di lezione. Metà delle scuole della Macedonia del Nord prevede un secondo turno che inizia intorno alle 13:00 e termina al massimo alle 19:00. Per le autorità, la diminuzione del numero di studenti rappresenta una tendenza positiva verso l’implementazione, in futuro, dell’unico turno di lezione in tutte le scuole.
La mobilità del personale è il meccanismo chiave attraverso il quale il Ministero intende attuare l’ottimizzazione scolastica senza licenziare gli insegnanti. Gli insegnanti rimasti senza studenti saranno impiegati, con il loro consenso, come assistenti educativi per un periodo di un anno.
Secondo il partito di opposizione SDSM, il processo si sta svolgendo senza un sufficiente dibattito pubblico e sta destando preoccupazione tra insegnanti e genitori. Avvertono che, a causa di quello che definiscono un disastroso piano di ottimizzazione, 5.000 insegnanti saranno considerati in esubero.
“Un certo numero di insegnanti verrà ricollocato in ruoli di assistente educativo, ma che ne sarà degli altri? Questa è una domanda a cui lei si ostina a non rispondere. Non conosciamo i criteri, né credo che li conosceremo mai. Per il terzo anno consecutivo, da ministro, lei permette che l’anno scolastico inizi senza un adeguato supporto educativo per i bambini con disabilità”, ha chiesto la deputata Sanja Lukarevska al ministro Janevska dal podio del Parlamento.
“In che misura le scuole sono incentrate sul bambino?” è il titolo di un documento programmatico dell’UNICEF del 2022 che valuta il grado di utilizzo efficace delle risorse educative disponibili nella Macedonia del Nord. Il rapporto afferma che il Paese sta affrontando una crisi dell’apprendimento, con livelli di rendimento scolastico inferiori alle medie dei Balcani occidentali, dell’UE e dell’OCSE.
Il documento evidenzia come i paesi limitrofi abbiano ottenuto risultati di apprendimento migliori con livelli di spesa per l’istruzione solo leggermente superiori.
“Profondi cambiamenti demografici, tra cui il calo dei tassi di natalità, le migrazioni e la crescente urbanizzazione, combinati con la mancanza di adeguamenti significativi alla rete delle scuole primarie, hanno portato alcune scuole ad avere spazi e personale docente sottoutilizzati.
Al contrario, altre scuole sono sovraffollate e non dispongono di un numero sufficiente di insegnanti, il che le costringe a organizzare le classi in due o tre turni, una situazione che probabilmente incide sul rendimento degli studenti. Il documento rileva che tali cambiamenti portano ad un’allocazione inefficiente e iniqua delle risorse.
L’UNICEF rivela che, a partire dal 2022, l’87% della spesa per l’istruzione primaria è destinata agli stipendi del personale, lasciando risorse insufficienti per investimenti in conto capitale, per la ristrutturazione e la manutenzione delle strutture e per lo sviluppo professionale del personale.
Tutto ciò avviene in un contesto di calo della spesa complessiva per l’istruzione, sia in rapporto al PIL che alla spesa pubblica totale.
Il presente documento illustra dati e raccomandazioni politiche volti a migliorare con urgenza l’efficacia e l’efficienza della rete delle scuole primarie, garantendo al contempo un accesso equo all’istruzione”.
Nelle sue raccomandazioni, il documento afferma che, in assenza di misure urgenti per ottimizzare la rete delle scuole primarie e rivedere i criteri di finanziamento dell’istruzione primaria, le infrastrutture scolastiche rimarranno inadeguate a soddisfare gli standard educativi nazionali.
L’attuale composizione e distribuzione del personale scolastico non consentirà di fornire agli studenti le competenze e le conoscenze richieste dal mercato del lavoro e necessarie per incrementare la produttività della forza lavoro. In un contesto di crisi fiscale sempre più grave, si giungerà ad un punto in cui il mantenimento dell’attuale rete di scuole primarie e degli attuali livelli di finanziamento non sarà più sostenibile.
Pertanto, l’iniziativa di ottimizzazione della rete scolastica rappresenta essenzialmente un tentativo di mettere il sistema educativo in condizione di offrire un’istruzione di alta qualità ed equa; in altre parole, di renderlo adeguato alle proprie finalità e sostenibile.
Secondo il censimento del 2021, la Macedonia del Nord conta una popolazione anziana (dai 65 anni in su: 315.331 unità) più numerosa di quella giovane (fino ai 14 anni: 311.347 unità). Tale situazione caratterizza 52 degli 80 comuni del Paese, con la concentrazione più elevata riscontrata nella regione orientale. I dati relativi al periodo compreso tra i censimenti del 2002 e del 2021 indicano che la popolazione della Macedonia del Nord è diminuita di oltre 200.000 unità.
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Tag: Istruzione
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