Processo Thaçi, la piazza di Pristina chiede l’assoluzione

Il prossimo 16 settembre è attesa la sentenza per il processo ad Hashim Thaçi e agli altri leader dell’UÇK, accusati di crimini di guerra durante il conflitto in Kosovo. In attesa della decisione del tribunale, migliaia di persone sono scese in piazza a Pristina chiedendo l’assoluzione per gli imputati

14/09/2026, Arta Berisha Pristina
"Il Kosovo aspetta", tabellone in supporto degli imputati UÇK a Pristina © Koapan/Shutterstock

“Il Kosovo aspetta”, tabellone in supporto degli imputati UÇK a Pristina © Koapan/Shutterstock

"Il Kosovo aspetta", tabellone in supporto degli imputati UÇK a Pristina © Koapan/Shutterstock

Il nome dell’Esercito di Liberazione del Kosovo (UÇK) ha risuonato sabato scorso nelle piazze principali di Pristina, la capitale del Kosovo, a soli tre giorni dalla prevista decisione del Tribunale Speciale dell’Aia sul destino di quattro ex leader dell’UÇK, accusati dalle Camere Specializzate del Kosovo di crimini di guerra commessi durante il conflitto in Kosovo.

Nello specifico, i quattro sono accusati di 10 capi d’accusa tra crimini di guerra e crimini contro l’umanità (inclusi omicidi, tortura, persecuzioni e sparizioni forzate) commessi tra il 1998 e il 1999.

Migliaia di cittadini provenienti da tutto il Kosovo, dall’Albania e dalla Macedonia del Nord hanno risposto all’appello dell’iniziativa “Liria ka Emër” («La libertà ha un nome») e hanno partecipato a quella che gli organizzatori hanno definito la “Marcia per la libertà” (Marshi për Liri).

“In nome del popolo, Hashim Thaçi, Kadri Veseli, Jakup Krasniqi e Rexhep Selimi sono dichiarati innocenti”, recitava un grande striscione posto sul luogo della manifestazione, accanto a numerose bandiere recanti l’emblema ufficiale dell’UÇK.

“In nome del popolo, Hashim Thaçi, Kadri Veseli, Jakup Krasniqi e Rexhep Selimi, vi dichiaro innocenti. È così che ci aspettiamo che veniate dichiarati anche il 16 settembre. Libertà per tutti e quattro. Il Kosovo vi aspetta, liberatori”, ha affermato Bedri Hamza, leader del Partito Democratico del Kosovo (PDK), nel suo discorso ai manifestanti.

Inoltre, Hamza ha affermato che la sentenza, che verrà letta all’Aia mercoledì 16 settembre, avrà ripercussioni sulle famiglie, sulle madri, sui bambini, sugli ex soldati e sui veterani. Ha aggiunto che non accetteranno una sentenza ingiusta.

“Una decisione giusta rafforza la giustizia, mentre una ingiusta la mina. Una decisione ingiusta è una punizione per il Kosovo, e noi non accettiamo l’ingiustizia. Queste non sono parole dette nella rabbia; sono parole di responsabilità, perché sappiamo cosa significa vivere nell’ingiustizia”, ha aggiunto Hamza davanti alla folla.

Oltre ai cittadini, all’evento hanno partecipato parlamentari di tutto lo spettro politico, nonché politici provenienti dall’Albania e dalla Macedonia del Nord.

“Queste persone hanno combattuto contro coloro che ci hanno ucciso e violentato; hanno combattuto contro coloro che, nel dicembre 1998, hanno ucciso i propri figli per dare la colpa agli albanesi; hanno combattuto contro coloro che hanno organizzato i ‘safari’ a Sarajevo. Dovremmo ringraziarli per il loro servizio, non perseguitarli. Sono state perseguitate per molto tempo”, ha affermato Ardian Gjini dell’Alleanza per il Futuro del Kosovo (AAK).

Le Camere specializzate del Kosovo hanno fissato la lettura pubblica della sentenza nel processo contro Thaçi, Veseli, Krasniqi e Selimi per il 16 settembre 2026, alle dieci di mattina, all’Aia.


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