Moldova: rapporto ombra sullo stato della libertà dei media nel Paese

© Petru B / Shutterstock

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La libertà dei media, l’integrazione europea e i processi di riforma in Moldova sono i temi centrali del rapporto ombra recentemente pubblicato dall’Independent Journalism Center (IJC) di Chişinău in collaborazione con OBCT e ActiveWatch

All’interno del progetto MAAM, con il contributo di ActiveWatch e Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa, l’Independent Journalism Center (IJC) di ChiÅŸinău ha pubblicato un rapporto ombra che esamina lo stato dell’arte della libertà dei media in Moldova nel contesto del processo di allargamento dell’Unione Europea.

Nel giugno 2024, l’Unione Europea ha avviato i negoziati di adesione con ChiÅŸinău. Il rapporto della Commissione Europea del 2025 aveva rilevato che la preparazione del paese in materia di libertà di espressione si collocava ad un livello “moderato”, evidenziando progressi quali la legislazione sull’accesso all’informazione, il Fondo destinato ai sussidi per i media, le nuove norme destinate al settore audiovisivo e pubblicitario, ed i rinnovati statuti per la protezione dei giornalisti. Tuttavia, la valutazione aveva anche sottolineato ostacoli persistenti, tra cui la concentrazione della proprietà dei media, l’influenza politica sull’indipendenza editoriale, una crescente intimidazione diretta ai giornalisti da parte di attori privati, e la necessità di garantire che le misure dirette a contrastare la manipolazione e l’interferenza straniera rimanessero allineate agli standard dell’UE sulla libertà di espressione.

Prendendo le mosse da queste premesse e dalle raccomandazioni individuate dalla Commissione Europea, questo rapporto contestualizza e analizza le sfide sistemiche e le risposte istituzionali che la Moldova ha affrontato nel corso del 2025 e nella prima metà del 2026. Identifica cinque questioni principali, ovvero: gli sviluppi nel quadro giuridico e istituzionale; la sicurezza dei giornalisti e la risposta istituzionale agli attacchi, inclusa la sicurezza online e offline, i rischi durante le elezioni e le proteste, come pure i rischi specifici affrontati dai giornalisti che coprono le regioni Gagauzia e Transnistria; le SLAPP e altre forme di pressione legale; l’accesso all’informazione di pubblico interesse; la manipolazione e l’interferenza straniera, la sicurezza nazionale e le restrizioni sull’attività dei media.

Di fatto, il 2025 è stato un anno cruciale per la libertà di stampa in Moldova, poiché il paese ha affrontato ostacoli significativi durante la campagna elettorale del 2025, come la manipolazione dell’informazione ad opera di attori stranieri e la polarizzazione del dibattito politico, ma anche un’accelerazione rispetto alle riforme legali e istituzionali in linea con gli standard UE, che è risultato in un ecosistema mediatico più pluralistico. Questo processo ha costituito una transizione tutt’altro che univoca, in cui una regolamentazione più strutturata e un sostegno pubblico al giornalismo sono coesistiti con tutele deboli, un’applicazione disomogenea e nuove forme di pressione.

A settembre, il consorzio presenterà i principali risultati della relazione nell’ambito di un webinar. Le evidenze costituiranno anche il punto di partenza per la discussione che si terrà a Bucarest il prossimo novembre nel contesto dell’evento di chiusura del progetto MAAM, il quale coinvolgerà portatori di interesse nazionali, regionali ed europei.

Questa pubblicazione è il risultato delle attività svolte nell’ambito del progetto Media Advocacy Action for Moldova: Empowering Moldova’s Public Watchdogs to Safeguard Media Freedom, cofinanziato dal Fondo CEI  della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano. Le posizioni contenute in questi materiali sono espressione esclusivamente degli autori e non riflettono necessariamente quello delle istituzioni cofinanziatrici.