Moldova, il nuovo governo Tofan

Dal 21 luglio la Moldova ha un nuovo esecutivo guidato da Vasile Tofan. Uomo d’affari, laureato ad Harvard e con esperienze negli USA, Tofan ha lasciato gli affari per dedicarsi alla politica. Nel nuovo governo però sono già emersi dei guai: critiche al ministro della Cultura e dimissioni di quello dell’Agricoltura a due giorni dall’insediamento

29/07/2026, Gian Marco Moisé Chișinău
Vasile Tofan - Foto Gov. Moldova - CC BY-SA 4.0

Vasile Tofan – Foto Gov. Moldova – CC BY-SA 4.0

Vasile Tofan - Foto Gov. Moldova - CC BY-SA 4.0

Il 21 luglio, il Parlamento moldavo ha votato la fiducia al nuovo governo di Vasile Tofan. Il programma e la composizione del nuovo esecutivo sono stati approvati dai 53 deputati del Partito di Azione e Solidarietà (PAS, il partito fondato nel 2016 dall’attuale presidente Maia Sandu), mentre i Socialisti e i Comunisti hanno votato contro, e 21 altri deputati di Il Nostro Partito, Alternativa, Democrazia a Casa e del gruppo misto si sono astenuti.

Dopo aver ottenuto la fiducia, Vasile Tofan ha dichiarato: “Vi ringrazio tutti per la fiducia che mi avete accordato. Sento una grande responsabilità, ma anche la pressione di questo mandato. Farò del mio meglio per essere all’altezza delle aspettative”.

Chi è e da dove spunta Vasile Tofan

Vasile Tofan è un uomo d’affari. Come Maia Sandu, Tofan si è laureato ad Harvard, anche se presso la Business School. Sempre negli Stati Uniti ha fondato e guidato la startup nel settore sanitario Ovia Health prima che fosse acquisita da Labcorp. Tra le aziende in Repubblica di Moldova in cui è stato attivamente coinvolto, figurano il gruppo Purcari, il Glass Container Group e Moldova Agroindbank.

Dal 2012 Tofan lavorava presso Horizon Capital, uno dei maggiori fondi di investimento dell’Europa centro-orientale dove fu impiegato lo stesso ex premier Alexandru Munteanu. Nel 2015 è stato nominato partner in Horizon Capital e nel 2021 è diventato senior partner e membro del Comitato Investimenti. Da luglio 2026, Vasile Tofan si è separato da Horizon Capital per svolgere appieno il ruolo di primo ministro del paese.

Nuovo Primo ministro

Tofan è stato designato primo ministro incaricato dalla Presidente Maia Sandu l’11 luglio, a una settimana dalle dimissioni di Munteanu, avvenute in seguito allo scandalo MoldATSA e ai disaccordi sulle riforme fiscali e della pubblica amministrazione.

Su Facebook, l’ex premier Munteanu ha fatto gli auguri di buon lavoro al nuovo governo e allo stesso Tofan che anni prima “ha preso in carico il mio portafoglio di investimenti nella Repubblica di Moldova, presso Horizon Capital”, pur restando polemico rispetto alla riforma fiscale: “Purtroppo, in Repubblica di Moldova, il dibattito su questa riforma si è talvolta trasformato in una partita di calcio politica”.

Tofan è una figura relativamente nota nel panorama pubblico della Repubblica di Moldova grazie a interviste e interventi pubblici su questioni sociali e politiche. Il suo nome come candidato alla carica di primo ministro circola dal 2021, ma lui stesso ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna proposta prima del 2025.

“Ci ​​furono delle discussioni nell’ottobre del 2025, ma non potevo – non sarebbe stato responsabile – abbandonare gli impegni professionali assunti in quel momento. Nel luglio del 2026, il contesto era diverso. Ho ritenuto che fosse giunto il momento di non contribuire o commentare più dall’esterno del sistema e che dovessi rimboccarmi le maniche e impegnarmi direttamente”, ha dichiarato.

Il nuovo governo e i nuovi guai

Vasile Tofan ha apportato poche novità alla composizione della squadra di governo di Munteanu: Victoria Belous torna a ricoprire la carica di ministro delle Finanze come durante il governo Recean; Alexandru Gasnaș sarà il responsabile della Salute; Radu Musteață dell’Agricoltura; e Dan Suruceanu della Cultura.

Gli ultimi due sono divenuti oggetto di interesse della stampa a pochi giorni dall’insediamento. Radu Musteață si è dimesso da ministro dell’Agricoltura dopo soli due giorni d’incarico, perché avrebbe dato risposte incoerenti rispetto alle sue precedenti esperienze politiche. Da quanto risulta, oltre ad aver fatto parte del Partito Liberal Democratico (come gran parte di PAS), Musteață avrebbe fatto richiesta, mai realizzata, di entrare nel PD dell’oligarca Plahotniuc. Il neo-ministro si è invece presentato nel suo nuovo incarico come un tecnico senza precedente affiliazione politica. La spiegazione ufficiale data da Tofan e lo stesso Musteață è che le dimissioni servono a preservare la credibilità del governo.

Il nuovo ministro della Cultura Dan Suruceanu, invece, è stato criticato per due ragioni: nel suo precedente incarico all’Arena di Chișinău, Suruceanu avrebbe ricevuto “ingiustificatamente” 141.000 lei (circa 27.000 euro); in passato avrebbe avviato un’attività di allevamento di cavalli in società con un veterinario condannato a 20 anni di carcere per corruzione. Suruceanu si è discolpato dicendo, nel primo caso, di aver ricevuto una compensazione extra per aver lavorato nei fine settimana, e nel secondo caso, di non essere mai stato a conoscenza del passato del suo ex compagno d’affari.

Il nuovo vecchio governo

La maggior parte degli altri incarichi sono stati mantenuti dai ministri del governo precedente, compresi i vice primi ministri per l’Integrazione europea Cristina Gherasimov e la Reintegrazione (della Transnistria) Valeriu Chiver.

Vladimir Bolea, uno dei leader di PAS, rimane al Ministero delle Infrastrutture e dello Sviluppo Regionale, e la diplomazia moldava continuerà ad essere guidata dal Vice primo ministro e ministro degli Affari Esteri Mihai Popșoi. Anatolie Nosatîi mantiene il suo mandato al Ministero della Difesa, incarico che ricopre dal 2021, risultando il ministro con la maggiore anzianità di servizio tra quelli in carica. Dorin Junghietu rimane responsabile del Ministero dell’Energia.

Il Ministero dell’Ambiente continuerà ad essere guidato da Gheorghe Hajder, mentre Dan Perciun, uno dei responsabili delle dimissioni di Munteanu, conserva la carica di ministro dell’Istruzione e della Ricerca. Natalia Plugaru rimane alla guida del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Vladislav Cojuhari mantiene il suo mandato al Ministero della Giustizia e Daniella Misail-Nichitin rimane ministro degli Interni.

Le priorità del governo

“Voglio che il governo si concentri su alcune priorità chiare, usi i fondi pubblici in modo disciplinato e venga valutato in base ai risultati. Sono convinto che insieme riusciremo a soddisfare le aspettative della gente”, ha detto il nuovo primo ministro.

Tofan ha ribadito che lo scopo del suo governo è quello di firmare il Trattato di adesione all’UE entro la fine del 2028: “un obiettivo ambizioso ma realistico”. Nella fase iniziale, si concentrerà su tre elementi essenziali: ripristinare la fiducia dopo gli scandali che hanno scosso il governo nelle ultime settimane; fare ripartire l’economia accentuando il ruolo degli imprenditori; cooperare con il mondo degli affari per migliorare la vita dei moldavi.

Da un lato, Maia Sandu propone di nuovo un tecnico per la carica di primo ministro, espandendo ulteriormente la presa di PAS sulla società civile e il mondo degli affari. Dall’altro, le dimissioni del nuovo ministro dell’Agricoltura sembrano volte a cancellare quella parte di società che ha avuto a che fare con “il regime precedente” all’avvento di PAS.

Secondo l’ex ministro della Giustizia ed ex presidente della Corte costituzionale Alexandru Tănase, in questa indignazione pubblica c’è sia un vecchio riflesso bolscevico volto a cancellare l’ombra dei vecchi avversari, che una buona dose di ipocrisia.

Resta da vedere se in questo clima di caccia alle streghe, Tofan sarà più resiliente e più abile di Munteanu nel gestire gli equilibri politici richiesto dal suo ruolo. Se lo scandalo di MoldATSA ha insegnato qualcosa è che le pressioni della classe dirigente di PAS sono più forti di quelle che il pubblico percepisce.

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