Romania-Ucraina, tensione su istruzione e lingue minoritarie

La crescente solidarietà tra Romania ed Ucraina è stata messa alla prova dalla chiusura di una classe elementare in lingua romena non lontano da Odessa. L’incidente è presto rientrato dopo l’intervento dei rispettivi presidenti, che hanno agito in fretta per gettare acqua sul fuoco

25/09/2026, Mihaela Iordache
Scuola elementare in Ucraina © aileenchik/Shutterstock

Scuola elementare in Ucraina © aileenchik/Shutterstock

Scuola elementare in Ucraina © aileenchik/Shutterstock

Mentre le iniziative di collaborazione tra la Romania e l’Ucraina aumentano e si rafforzano – con manifestazioni pubbliche di solidarietà tra i presidenti Nicușor Dan e Volodymir Zelensky – una classe di lingua romena è stata chiusa nel villaggio di Orlivka (o Kartal) nella regione di Odessa.

Il primo settembre, data di inizio dell’anno scolastico in Ucraina, nel piccolo centro era stata istituita una classe di prima elementare con insegnamento in lingua romena, per sette bambini che avevano dichiarato di voler studiare nella lingua madre. Dopo solo quattro giorni le lezioni sono state però sospese, in un quadro segnato accuse e minacce.

Secondo la tv pubblica romena, che cita informazioni fornite dalla comunità locale e riportate dall’agenzia BucPress, i genitori degli alunni sarebbero stati convocati a scuola e invitati a richiedere il trasferimento dei figli in una classe con insegnamento in lingua ucraina.

L’organizzazione non governativa “Orlivka-Kartal Local Development Agency” ha chiesto alle autorità ucraine di indagare sulla situazione e sulle segnalazioni relative a presunte pressioni e minacce esercitate sui genitori. Nel viaggio di confine Orlivka il 99% dei residenti è di etnia romena.

Sull’accaduto è intervenuto anche il ministero degli Esteri di Bucarest, secondo cui la classe è stata istituita a seguito delle sollecitazioni rivolte alle autorità ucraine dal Consolato Generale della Romania a Odessa, in risposta a specifiche richieste della comunità romena locale.

Il ministero degli Esteri romeno ha sottolineato che monitora attentamente il rispetto dei diritti delle persone appartenenti alla minoranza romena in Ucraina, anche attraverso i meccanismi previsti dal Piano d’azione per la tutela delle minoranze nazionali nell’ambito del processo di adesione dell’Ucraina all’UE.

Intervengono i presidenti

Il presidente romeno Nicușor Dan intervenendo a una conferenza stampa al termine del vertice dell’Iniziativa di Integrazione dei Carpazi “Carpathian 8”, ha sottolineato che “sono stati compiuti progressi notevoli nelle nostre relazioni bilaterali riguardanti la minoranza romena” e “le scuole romene rimarranno così come sono”.

Dan ha ricordato che “quest’anno, grazie a un decreto ufficiale in Ucraina, è stato possibile celebrare la lingua rumena il 31 agosto, proprio come già avviene in Romania e nella Repubblica di Moldova. In secondo luogo“, ha aggiunto Dan, “abbiamo riattivato la commissione bilaterale sulle minoranze di entrambi gli Stati, il cui obiettivo è valutare la situazione delle scuole in cui l’insegnamento avviene nella lingua madre”.

Sempre secondo il presidente romeno, sono state ripristinate le borse di studio per gli studenti di etnia romena in Ucraina, che erano state sospese per due o tre anni. Col presidente Zelensky, ha concluso Dan, “abbiamo concordato che le scuole romene manterranno la loro struttura attuale, beneficiando al contempo del sostegno dello Stato romeno per operare in condizioni ottimali”.

Da parte sua, il presidente ucraino ha riconosciuto l’esistenza di “casi isolati” di chiusura di scuole di lingua romena, ma ha precisato che tali situazioni sono state risolte. Ha inoltre assicurato che le scuole romene non verranno chiuse.

Secondo Zelensky la decisione adottata ha tenuto conto dello stato di guerra; dall’inizio del conflitto in Ucraina si sono effettivamente verificati alcuni episodi isolati, ma siamo intervenuti tempestivamente per porvi fine, stabilendo che nessun istituto può essere chiuso finché è in vigore lo stato di guerra.

“Per i casi problematici”, ha dichiarato il presidente ucraino, “manteniamo uno stretto contatto tramite il nostro ministero degli Esteri e le missioni diplomatiche presenti in loco, così da poter gestire efficacemente qualsiasi situazione”.

Dopo settimane di negoziati, riprendono le lezioni

Dopo due settimane , il Consolato Generale della Romania a Odessa ha annunciato venerdì 18 settembre che, anche per l’anno scolastico in corso, i bambini di prima elementare della comunità di Orlivka (Kartal) studieranno in lingua romena, dopo che le autorità ucraine hanno revocato la decisione di chiudere la classe.

“Oggi la diplomazia romena ha prevalso. Abbiamo nuovamente una classe di prima elementare in lingua romena a Orlivka”, ha pubblicato su Facebook il Consolato Generale della Romania a Odessa.

La Romania e l’Ucraina condividono un confine di circa 700 chilometri. Dopo l’inizio dell’invasione russa ordinata da Vladimir Putin, in Romania sono stati accolti milioni di rifugiati ucraini mentre oltre 200.000 ucraini si trovavano in Romania l’anno scorso, secondo i dati ufficiali forniti dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

Inoltre, piloti ucraini di aerei da combattimento F-16 si addestrano in Romania, che ha anche ceduto all’Ucraina un sistema di difesa antiaerea “Patriot”.

Dall’altra parte, oltre 400.000 romeni etnici vivono in Ucraina, la maggior parte nel nord della Bucovina, nel nord e nel sud della Bessarabia e nella Contrada di Herța, territori annessi nel 1940 dall’Unione Sovietica e acquisiti nel 1991 dall’Ucraina come stato successore dell’URSS.

Secondo il più recente censimento della popolazione, in Romania vivono circa 45.000 ucraini etnici che, al pari delle 19 minoranze nazionali riconosciute in Romania, hanno di diritto ad un rappresentante riservato nella camera dei deputati di Bucarest.


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