Una frontiera che si chiude, un percorso che si apre
In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, anche quest’anno le scelte di chi si mette in viaggio lungo le rotte migratorie, via Mediterraneo e via Balcani, saranno protagoniste degli eventi organizzati a Verona tra il 12 e il 21 giugno dall’associazione One Bridge To-

Giornata del rifugiato Verona 2026
Giornata del rifugiato Verona 2026 © One Bridge To-
Fonte: One Bridge To-
“In un momento storico in cui si può parlare apertamente di deportazione, e le risposte all’accoglienza sono fatte di carceri e di tagli ai servizi essenziali, è quanto mai necessario parlare di rifugiati e migranti. Cercando, però, di trovare dietro queste etichette persone, storie e diritti negati”, dichiara Edoardo Garonzi, presidente dell’associazione One Bridge To-. “Si tratta di partire dalla consapevolezza che è in corso da tempo una tendenza, dal Mediterraneo alla Rotta balcanica, in cui i diritti delle persone migranti si fanno banco di prova per l’introduzione di modelli discriminatori. Riprendiamo allora il discorso, individuiamo le tendenze e proponiamo qualcosa di diverso, per la difesa dei diritti di tutti”.
Il percorso di One Bridge To-, l’associazione veronese che rincorre le strade che si aprono in seguito alle chiusure delle frontiere, è iniziato nel marzo del 2016. Da quella iniziale tra Grecia e Macedonia che ha dato avvio alla “crisi” dei rifugiati, alle più recenti frontiere giuridiche e immaginarie che delimitano gli spazi di legalità per chi scappa da guerre, povertà e persecuzioni. Come si è imparato in dieci anni di attività, l’ascolto e la presenza a fianco di queste persone insegna che non c’è frontiera che possa impedire l’arrivo e l’accesso ai diritti fondamentali: il desiderio e la ricerca di una vita migliore porta a creare nuove vie e percorsi.
Anche quest’anno le scelte di chi si mette in viaggio saranno protagoniste degli eventi presso Forte Sofia, Community Center e Università di Verona organizzati da One Bridge To- in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2026. Dal 12 al 21 giugno l’associazione ha previsto due settimane di cinema, teatro, dialoghi, laboratori e incontri con chi sta sulla frontiera oggi. “Per fare memoria di ciò che è stato rimosso, leggere il presente, dal Patto UE su migrazione e asilo alle periferie delle nostre città, e tenere aperti i percorsi che le frontiere vorrebbero chiudere”.
Il festival apre venerdì 12 giugno presso il Forte Sofia con la proiezione di “Sarajevo Safari” (21:30), il documentario di Miran Zupanič che riapre il dibattito su cosiddetti “cecchini del weekend”. Il film sarà introdotto alle 20:00 dal dialogo con Orango Films, Ezme Films, Circolo del Cinema di Verona, Zalab, Dagmawi Yimer e Bridge Film Festival. A seguire, il 13 giugno alle 21:30, lo spettacolo “Fabbrico – Storia di un paese antifascista” di Massimo Loizzi, dove il comico e attore italiano parlerà del piccolo borgo in provincia di Reggio Emilia protagonista della Resistenza Italiana.
Il programma continua (CCVR – Community Centre Rifugio 2, Via Campo Marzo 32) il 18 giugno alle 12:30 con la presentazione del Report 2025. “Numeri e storie che raccontano chi abbiamo incontrato, con quali risultati e verso quali direzioni si muove il lavoro del centro di orientamento e tutela sociale”, sottolinea Jacopo Rui che gestisce e lavora presso il CCVR. Lo stesso giorno, alle 15 all’Università di Verona (via Cantarane 24, Santa Marta, aula SMT 06) si svolgerà – insieme alla Diaconia Valdese, all’Ordine degli Avvocati di Verona, all’UNIFE e ASGI – un’analisi critica del nuovo Patto europeo tra diritto, policy e impatto sui diritti fondamentali.
Terza e ultima parte del programma torna a Forte Sofia il 19 giugno, ore 20:00, con “Restare Barbari”, un dialogo su periferie Trap e seconde generazioni: “linguaggi e corpi che abitano la città ai suoi margini, tra razzismo istituzionale e pratiche di resistenza”, con Alen Đokić (in arte Doppelgȁnger), Tommaso Sarti e Youssef Moukrim. Sabato 20 giugno, alle 10:00, si inizia con il Progetto P.A.S.S.I. che svolgerà un workshop attivo incentrato sul Movimento Dinamico Simbolico Collettivo: aperto a tutti, sarà un momento assembleare di decolonizzazione dei saperi della cura. Alle 15, solo su prenotazione, ci sarà il laboratorio di “Riduzione del danno psicologico LGBTQIA+” tenuto da CircoloPink e RedLab Darkroom. Ultimo evento della giornata di sabato, alle 20 il talk “Stare sulla frontiera” con associazioni attive lungo i confini: Collettivo Rotte Balcaniche, Rifugio Massi Oulx, Channel Info Project Calais, Kompass071 e Lungo la Rotta Balcanica per condividere pratiche e aprire canali di sostegno diretto sulle frontiere,
conoscendo le modalità per partire come volontari.
Domenica 21, alle 21:30, infine la proiezione del cortometraggio nato dal Laboratorio di video-partecipativo di Zalab all’interno del CCVR, che segnerà la chiusura della Giornata Mondiale del Rifugiato 2026: un processo di community matching in cui storie, sguardi e scelte narrative diventano film.


