Pubblicato il: 22/05/2026

Solidarietà a Daniele Fabbri, coinvolto in un processo per diffamazione avviato da Giorgia Meloni

A conclusione della terza udienza nel procedimento per diffamazione aggravata avviato nel 2021 dall’attuale Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nei confronti di Daniele Fabbri, CASE Italia esprime la propria solidarietà al comico romano

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni - Wirestock/Creators Shutterstock

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni – Wirestock Creators/Shutterstock

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni © Wirestock Creators/Shutterstock

A conclusione della terza udienza svoltasi il 21 maggio 2026 presso il tribunale penale di Roma, CASE Italia, la coalizione italiana contro le azioni vessatorie, affiancata dalla rete europea CASE (Coalition Against SLAPPs in Europe), esprime la propria solidarietà a Daniele Fabbri, bersaglio di un procedimento penale per diffamazione avviato nei suoi confronti dall’attuale Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, un’azione legale che presenta caratteristiche tipiche delle SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation).

Questa causa non è un caso isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio in Italia, dove le molestie legali vengono utilizzate da chi detiene il potere per mettere a tacere le persone che si esprimono nell’interesse pubblico – tra cui giornalisti, attivisti e, non da ultimo, comici. Si tratta, inoltre, di un fenomeno che riflette una deriva globale che vede la satira sempre più frequentemente bersaglio dei tentativi di censura da parte delle autorità.

OBC Transeuropa, Greenpeace International Italia e The Good Lobby Italia (membri di CASE Italia) con Daniele Fabbri - Sielke Kelner (OBCT)

OBC Transeuropa, Greenpeace International Italia e The Good Lobby Italia (membri di CASE Italia) con Daniele Fabbri – Sielke Kelner (OBCT)

La querela per diffamazione aggravata è stata presentata dai legali di Giorgia Meloni nel marzo del 2021, prima che assumesse il ruolo di Premier, in risposta ad un episodio del podcast satirico di Fabbri intitolato “Contiene parolacce”, diffuso su YouTube ed altre piattaforme di condivisione. Nella puntata incriminata, il comico romano criticava gli insulti sessisti espressi da un utente via social media nei confronti dell’allora leader dell’opposizione, per poi suggerire una serie di improperi comici privi da connotazioni discriminatorie di genere, e a suo avviso più appropriati. Nel corso dell’udienza predibattimentale dello scorso anno, i legali della Presidente del Consiglio hanno inoltre avanzato una richiesta di risarcimento per un totale di 20.000 euro per danni psicologici.

Il caso presenta numerose caratteristiche comunemente associate alle SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation), alias azioni legali intimidatorie: coinvolge un’alta funzionaria pubblica, mettendo in luce un evidente squilibrio di potere; si tratta, infatti, di una figura pubblica che avvia un procedimento penale in relazione a un discorso che affronta un argomento di interesse generale, come la questione di genere e il fenomeno degli insulti sessisti. Inoltre, il procedimento colpisce una forma emblematica di partecipazione pubblica, la satira, sollevando serie preoccupazioni in merito all’effetto dissuasivo che tali azioni possono esercitare sull’intera comunità dei professionisti della comicità. Infine, l’entità della richiesta di risarcimento per danni psicologi appare sproporzionata.

La libertà di satira è sancita dall’articolo 21 della Costituzione italiana, quale espressione del più ampio diritto alla manifestazione del pensiero. Inoltre, la giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani (CEDU) ha più volte confermato che il diritto alla libertà d’espressione si estende anche a contenuti che possano “offendere, urtare o inquietare”. Come più volte ribadito dalla Corte di Strasburgo, i personaggi pubblici devono tollerare un livello più elevato di critica e di scrutinio, in ragione del ruolo che rivestono nella società. La stessa Corte ha riconosciuto la satira come una forma di espressione artistica, che facendo ricorso all’umorismo, all’ironia, all’esagerazione e alla deformazione della realtà, contribuisce al dibattito pubblico, mirando a “provocare e a scuotere”. Infine, come ricordato dalla Raccomandazione Ue che accompagna la Direttiva anti-SLAPP, la partecipazione pubblica costituisce un diritto democratico che include anche “il diritto di esprimere opinioni e idee che contrastano o criticano quelle difese dalle autorità (…) o che offendono, scioccano o turbano lo Stato”.

Chi detiene il potere dovrebbe tollerare la critica e la satira, forme di partecipazione pubblica che rappresentano un banco di prova essenziale per la salute del dibattito democratico. La riflessione di fondo avviata da Daniele Fabbri nel suo podcast sull’appropriatezza del linguaggio, anche in chiave satirica, e su ciò che possa essere considerato sessista, si inserisce nel più ampio dibattito di interesse pubblico. Per queste ragioni, esortiamo la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a ritirare immediatamente le accuse nei confronti di Daniele Fabbri.

Inoltre, rinnoviamo con urgenza l’appello al Parlamento italiano affinché proceda con la completa depenalizzazione della diffamazione, ed allinei la legislazione nazionale agli standard internazionali in materia di libertà di espressione. Una riforma che dovrebbe andare di pari passo con quella del codice civile, diretta a garantire tutele efficaci contro le azioni legali temerarie, come tra l’altro previsto dalla Direttiva UE anti-SLAPP (UE) 2024/1069, la cui applicazione andrebbe estesa a casi nazionali e ai procedimenti amministrativi.

Proprio su questo vogliamo sottolineare il grave ritardo dell’Italia: lo scorso 7 maggio, infatti, è scaduto il termine per il recepimento della Direttiva – nota anche come «Legge di Daphne». Rinnoviamo, pertanto, il nostro appello al Ministero della Giustizia, affinché la Direttiva venga recepita integrando sia la raccomandazione dell’UE (2022/758) sia la raccomandazione del Consiglio d’Europa CM/Rec(2024)2.

La prossima udienza di questo processo si svolgerà nella seconda metà di gennaio 2027, durante la quale è prevista la testimonianza della parte offesa. CASE Italia continuerà a seguire da vicino lo svolgimento delle udienze, garantendo il proprio sostegno a Daniele Fabbri.

Firma
Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa
Amnesty International Italia
Articolo 21 Liberi di…
Coalition For Women In Journalism (CFWIJ)
GiULIA
Greenpeace Italia ETS
ReCommon
Rete #NoBavaglio
Pro Publico
SCiDEV
StraLi
The Good Lobby Italia
European Centre for Press and media Freedom (ECPMF)

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