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Rifugiati afghani: in attesa, nei Balcani
Diverse migliaia di afghani evacuati dagli Stati Uniti e dai loro alleati in agosto e settembre dopo la presa di Kabul da parte dei talebani sono stati temporaneamente ospitati in Albania, Kosovo e Macedonia settentrionale. Secondo le dichiarazioni ufficiali il tutto doveva durare il tempo di verificare le loro identità e determinare se avevano diritto all’asilo negli Stati Uniti o in un altro paese occidentale.
L’Albania ha ricevuto il contingente più grande, 2.400 persone. Fino ad oggi, solo 150 di loro hanno completato i controlli di sicurezza e le procedure amministrative e sono potuti partire per un paese occidentale. Il resto sono ancora alloggiati in alberghi a Durazzo e Shengjin.
La Macedonia del Nord ha ricevuto un totale di 407 afghani, di cui 76 sono già partiti – dieci per la Francia, 27 per l’Irlanda e 35 per la Grecia. Sono alloggiati in hotel alla periferia di Skopje. È vietato loro di muoversi liberamente e possono recarsi in città solo in convogli scortati dalla polizia. A seconda dell’hotel in cui si trovano, questi sfollati sono gestiti da diverse organizzazioni.
In Kosovo, le ONG per i diritti umani si sono dichiarate preoccupate per la totale mancanza di trasparenza sulla questione da parte delle autorità . Secondo il ministero dell’Interno sono stati accolti nel paese 971 afghani. Sono alloggiati in due campi chiusi sorvegliati da soldati della NATO – l’ex caserma Bechtel-Enka e un campo allestito all’interno della base statunitense di Camp Bondsteel. Il 16 settembre, un primo contingente di 117 afghani è stato autorizzato a lasciare il Kosovo per il Regno Unito.
Secondo il ministero dell’Interno, 265 afghani sono poi partiti per il Canada l’8 dicembre. E negli ultimi giorni 130 persone hanno lasciato il Kosovo per gli Stati Uniti. Tuttavia, l’accesso a entrambi i campi è estremamente limitato, anche ai giornalisti, e le cifre fornite dalle autorità del Kosovo non sono verificabili.
Non è ancora chiaro per quanto tempo questi afghani potranno rimanere in questi alloggi temporanei, e soprattutto cosa succederà a coloro che non superano le procedure di screening e non possono essere ammessi in un paese terzo.
(Fonte: Le Courrier des Balkans )





