L’UE sempre più coinvolta nella crisi georgiana
L’Ue si pone come mediatrice nella crisi politico-istituzionale in Georgia. Nei giorni scorsi la visita del Presidente del Consiglio dellāUnione Europea Charles Michel a Tblisi, oggi a Bruxelles il primo ministro georgiano

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Presidente del Consiglio dellāUnione Europea Charles Michel (Foto Ā© Alexandros Michailidis/Shutterstock)
La crisi in Georgia si ĆØ aperta con le elezioni politiche dellāottobre 2020, tacciate come illegittime dallāopposizione. Da allora solo i rappresentanti di Sogno Georgiano siedono in parlamento, mentre 54 dei 60 seggi ottenuti dai partiti dāopposizione rimangono vuoti. Il 23 febbraio scorso con un blitz nella sede del principale partito di opposizione, il Movimento Nazionale Unito, ĆØ stato arrestato Nika Melia, segretario del partito, e questo ha portato ad un nuovo inasprimento della crisi.
Il 1 marzo, a tentare di aprire uno spiraglio nel muro contro muro tra maggioranza e opposizione, ĆØ arrivato nel paese il Presidente del Consiglio dellāUnione Europea Charles Michel.
LāUnione europea mediatrice
La visita di Charles Michel ha segnato una possibile svolta nella crisi. Era giĆ accaduto che – nel quadro di estrema polarizzazione delle parti – Sogno Georgiano e opposizione, più o meno unita, si avvalessero del sostegno di partner stranieri per ritornare ad un tavolo negoziale.
Davanti a questa crisi particolarmente allarmante Charles Michel ha dichiarato che ĆØ il momento per lāUnione Europea di accogliere questa prassi non come facilitatrice di incontri, ma come mediatrice, elevando quindi il ruolo politico dellāUnione nel processo. Questo ĆØ risultato evidente sia nei contenuti che nella forma con cui si ĆØ espressa lāattivitĆ di Charles Michel. Dopo 2 ore di incontro con gli esponenti del governo e dellāopposizione ha indicato una serie di sfide che la Georgia si trova ad affrontare: lo sviluppo economico, la coesione sociale, la crisi sanitaria dovuta al Covid19, la sicurezza e la stabilitĆ .
Queste sei prioritĆ secondo l’Ue devono essere affrontate attraverso delle riforme nei settori che stanno rendendo disfunzionale lāamministrazione dello stato. Stando a quanto trapelato su Radio Free Europe/Radio Liberty sono cinque i punti sottoposti allāattenzione delle parti durante lāincontro mediato da Charles Michel: la riforma elettorale, la riforma della giustizia, la questione dei prigionieri politici e della persecuzione politica, la ridistribuzione del potere allāinterno del parlamento con un ruolo più incisivo per le opposizioni, potenzialmente nuove elezioni.
Durante la visita di Michel ĆØ stata fissata anche una prima scadenza per verificare lo stato della negoziazione, fissata per oggi 16 marzo, giorno in cui ĆØ programmato a Bruxelles un incontro nell’ambito del Consiglio di Associazione, ovvero un momento di verifica dell’Accordo di Associazione UE-Georgia entrato in vigore nel 2016. A Bruxelles sono presenti quindi oggi il Primo Ministro Irakli Garibashvili, accompagnato dai ministri della Giustizia, degli Affari Esteri, dellāEconomia e dallāAmbasciatore UE in Georgia Carl Hartzell.
A Bruxelles ci sia aspetta quindi un primo bilancio sulle negoziazioni, che sono presiedute da una figura creata ad hoc per questa crisi da Charles Michel, un Rappresentante Speciale della Presidenza del Consiglio per mediare nella crisi.
I Rappresentanti speciali e le crisi georgiane
Come proprio rappresentante speciale Charles Michel ha indicato in concerto con lāAlto Rappresentante Josep Borrell lāambasciatore Christian Danielsson , svedese, che ha rivestito incarichi di massimo livello nelle politiche di allargamento e di vicinato europeo. Danielsson ĆØ arrivato a Tbilisi il 12 marzo, con una agenda ricca di incontri che si sarebbero dovuti svolgere entro e non oltre il 14 marzo. Ha invece deciso di protrarre la propria permanenza di un giorno in virtù delle necessitĆ emerse durante la negoziazione. Ha aperto la mediazione con incontri bilaterali preparatori con le delegazioni di maggioranza, opposizione, i rappresentanti della societĆ civile e del mondo associativo georgiano, oltre che ovviamente con la Presidente georgiana SalomĆØ Zurabishvili.
Gli incontri hanno coinvolto anche lāAmbasciatrice americana in Georgia Kelly Degnan . Non sono stati resi pubblici i margini di negoziazione identificati, ma ĆØ chiaro che ci sono questioni relativamente spinose che vedono le parti ad oggi su posizioni inconciliabili, come su nuove elezioni: la maggioranza le esclude, lāopposizione le trova imprescindibili .
Dieci giorni prima dellāarrivo di Christian Danielsson la Georgia, lāAbkhazia e lāOssezia del Sud sono state visitate da un altro Rappresentante Speciale dellāUnione Europea, Toivo Klaar.
Klaar, insieme ai colleghi dellāOSCE e dellāONU ĆØ co-presidente delle Discussioni di Ginevra, il formato che dal 2008 raduna i belligeranti della guerra russa-georgiana più gli Stati Uniti a un tavolo negoziale, e periodicamente visita la regione per consultazioni sui contenuti delle Discussioni di Ginevra, recentemente ritornate in presenza dopo la sospensione per Covid.
La 52esima sessione si terrĆ il 23 marzo. Come sottolineato da Michel, una delle sfide maggiori per la Georgia rimane la sicurezza nazionale, e non ĆØ certo una crisi interna a contribuire alla sua stabilizzazione.
Su più fronti e sulla spinta di emergenze di varia natura, lāUnione Europea ĆØ quindi sempre più coinvolta nelle vicende georgiane.
Un nuovo fronte
Che questa crisi politica non sia stata ā e ancora non sia ā come le altre lo si evince non solo dal fatto che sia stata creata una nuova figura istituzionale, ma anche dalla grande mobilitazione degli āamici della Georgiaā. In prima linea i paesi baltici , ma poi anche tutta una serie di ambasciatori , analisti , che hanno sempre sostenuto il paese, hanno sollevato le loro voci perchĆ© la crisi finisse, si ritornasse a più miti consigli e si superasse il clima di tossica polarizzazione.
Il 6 marzo ĆØ esploso un nuovo scandalo: la TV Pirveli, vicina allāopposizione, ha trasmesso un’intercettazione fra Bera Ivanishvili, figlio dellāoligarca che ha fondato e di fatto guida Sogno Georgiano, e Anzor Chubinidze, capo dei Servizi Speciali di Protezione di Stato. Quest’ultimo viene invitato ad umiliare e intimidire alcuni utenti di social media che che avrebbero insultato la sua famiglia. Anche il Primo Ministro Irakli Garibashvili ĆØ coinvolto nelle intercettazioni, e plaude alla missione punitiva . Secondo TV Pirveli le intercettazioni risalirebbero al 2017, quando tutti gli attori coinvolti avevano giĆ avuto o stavano avendo incarichi pubblici. Per i rappresentanti di Sogno Georgiano, intervenuti sulla vicenda, risalirebbero invece al 2010 o 2011, quando cioĆØ tutte le parti interessate agivano come privati cittadini: Chubinidze nella protezione privata di Ivanishvili, Garibashvili nella sua Cartu Bank. A sostegno di questa tesi si sono mosse le emittenti vicine a Ivanishvili, che hanno intervistato Bera e Chubinidze dando loro la possibilitĆ di raccontare la propria versione dei fatti, mentre Garibashvili lāha fatto durante un briefing di governo .
A sollevare un ulteriore polverone sono le conseguenze legali delle intercettazioni: la procura della repubblica ha messo sotto accusa lāemittente e chiede la fonte delle intercettazioni, ma come ĆØ noto nellāattivitĆ giornalistica le fonti godono di specifiche tutele. E di nuovo si pone il problema della politicizzazione della giustizia e fluisce altra benzina nel fuoco eterno della polarizzazione del quadro politico georgiano. La mediazione ĆØ solo allāinizio di questa salita.
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