In questo appuntamento, gli autori della docuserie dedicata a Srebrenica, Samuele Sciarrillo e Silvia Longhi, portano il loro lavoro in una forma che non è una conferenza, non è una proiezione, non è un concerto — è una narrazione performativa
C’è un sopravvissuto che si chiama Nedžad Avdić. Era un ragazzo di diciassette anni nel luglio del 1995, a Srebrenica. Fu separato dalla sua famiglia insieme agli altri uomini e ragazzi. Fu portato via. Fu fucilato. Sopravvisse fingendosi morto, sotto i corpi degli altri. Si trascinò fuori dalla fossa. Camminò per giorni nei boschi.
Nell’estate del 1995, mentre l’Europa guardava, oltre ottomila uomini e ragazzi bosniaci musulmani vennero trucidati dalle forze serbo-bosniache del generale Ratko Mladić nell’arco di pochi giorni. Srebrenica era un’enclave: un territorio dichiarato “zona protetta” dalle Nazioni Unite, presidiato da caschi blu olandesi. Non bastò.
Fu il più grave massacro perpetrato in Europa dal dopoguerra. Un genocidio riconosciuto tale dalla Corte internazionale di giustizia.
“Enclave — Sopravvivere a Srebrenica” è una docuserie podcast realizzata da Samuele Sciarrillo e Silvia Longhi, pubblicata nel 2024.
Gli estratti più significativi del podcast — inclusa la voce di Nedžad Avdić — si alternano al racconto diretto degli autori: la storia di quello che è accaduto a Srebrenica, ma anche la storia di come ci si avvicina a una testimonianza così pesante, di cosa vuol dire chiedere a qualcuno di riaprire certi cassetti, di come si costruisce un racconto quando le parole rischiano di non bastare. Mentre parlano, il reportage fotografico di Silvia Longhi scorre in proiezione: i luoghi, i volti, i paesaggi della Bosnia dove tutto questo è successo e dove tutto questo è ancora presente.
Con la collaborazione di Riccardo Michelucci per la ricerca e la supervisione storica.
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria.
Info e prenotazioni: eventi@cizerouno.it




