Nell’ambito del ciclo “Writers in conversation”, un incontro con la scrittrice croata Ivana Rogar, che converserà con la docente dell’Università Ca’ Foscari Venezia Sabrina Marchetti a partire dalla sua prima raccolta di racconti tradotta in italiano
“Cronaca di un’ordinaria giovinezza” (La Valle del Tempo, Napoli, 2026), prima opera di Ivana Rogar tradotta in italiano è la cronaca di un’ordinaria giovinezza ci conduce nei crocevia della Zagabria contemporanea, tra strade, palazzi e linee di tram che attraversano la città come il tempo attraversa le vite.
I racconti compongono un album fotografico dedicato a sette giovani donne, ciascuna alle prese con un’esistenza che raramente coincide con quella immaginata. Sono vite in cui passato e futuro scorrono su binari paralleli che, come le rotaie dei tram, talvolta si incrociano, ma senza riuscire davvero a cambiare direzione. In questi racconti gli eventi non rappresentano il fulcro della narrazione, ma la soglia attraverso cui entriamo nell’intimità fisica ed emotiva delle protagoniste. Sospesa tra introspezione e oralità, e con la precisione di un’anatomista, la scrittura di Rogar restituisce un ritratto della giovinezza: un caleidoscopio di ansie, paure, desideri irrisolti e ferite del corpo e dell’anima.
Ivana Rogar è nata nel 1978 a Zagabria, dove ha studiato Letterature comparate e lingua inglese. Attualmente lavora come redattrice presso la casa editrice Durieux. Nel 2014 ha pubblicato il suo primo libro di racconti, Tamno ogledalo (Specchio oscuro), riconosciuta dalla critica croata come uno dei migliori libri di narrativa pubblicati quell’anno. La sua raccolta successiva, Tumačenje snova (2016), ha ricevuto ottime recensioni e il prestigioso Premio Janko Polić Kamov. Il suo primo romanzo, Grad, pepeo (2019 Città, cenere) ha ottenuto notevole attenzione da parte dei media. I suoi racconti sono apparsi su Words Without Borders e Guernica Magazine, sono pubblicati in francese, ungherese e bulgaro.




