Vittoria dell’HDZ ma chi sarĂ  il premier?

Usciti i risultati preliminari della Commissione statale elettorale. All’HDZ di Ivo Sanader 60 seggi, 57 al SDP di Zoran Milanovic. Ed entrambi annunciano la possibilitĂ  di formare il governo

26/11/2007, Drago Hedl Osijek

La Croazia, dopo le elezioni politiche del 25 novembre, potrebbe trovarsi in una crisi istituzionale causa le percentuali molto simili ottenute dai due partiti piĂ¹ forti: l’Unione democratica croata (HDZ), dell’attuale premier Ivo Sanader e il Partito socialdemocratico (SDP) di Zoran Milanovic. Secondo i risultati non ufficiali della Commissione elettorale statale l’HDZ nel parlamento croato (Sabor) ha ottenuto 60 seggi, mentre l’SDP 57. Ma, al numero di seggi dell’HDZ vanno aggiunti anche i voti della diaspora dell’XI collegio elettorale, ciĂ² significa che potrebbe ottenere altri sei seggi. Il governo verrĂ  formato da chi porterĂ  al Presidente della Repubblica Stjepan Mesic la firma di non meno di 77 deputati. La mattina dopo le elezioni sembra che ciĂ² sia piĂ¹ facile per l’HDZ, dal momento che ha ottenuto la vittoria relativa.

Il problema, tuttavia, è che entrambi i partiti dichiarano di poter formare il governo. Venti minuti dopo la mezzanotte, quando era giĂ  sicuro che l’HDZ avrebbe avuto piĂ¹ seggi, Ivo Sanader ha dichiarato la vittoria elettorale.

"Mi sono sentito col presidente Stipe Mesic e gli ho detto, e lui era d’accordo, che aspetto il mandato per formare il governo dopo che saranno stati contati tutti i voti. Ci sentiremo domani e continueremo a collaborare bene come abbiamo fatto negli ultimi quattro anni", ha detto Sanader.

Anche Zoran Milanovic, presidente del SDP, ha dichiarato che inizierĂ  le consultazioni per la formazione del nuovo governo. "Discuteremo, ci accorderemo e ci consulteremo con tutti quelli che sono a favore di un cambiamento e di un governo piĂ¹ rispettoso" ha detto Milanovic. Anch’egli ha detto di aver parlato col Presidente della Repubblica, ma a differenza di Sanader non ha reso noto il contenuto del colloquio.

Mentre ancora si contavano le schede, il presidente Mesic, cui spetta il compito di affidare il mandato per la formazione del governo, ha dichiarato che lo affiderĂ  a chi gli porterĂ  prova certa di avere la maggioranza nella nuova composizione del Sabor croato.

"E questo potrebbe anche essere l’attuale premier Ivo Sanader", ha detto Mesic all’Agenzia statale Hina.

Si è speculato anche sul fatto che Mesic potrebbe affidare il mandato a chi in Croazia, quindi senza i voti della diaspora, ha ottenuto il maggior numero di seggi. Tutti i sondaggi avevano previsto che questi sarebbe stato l’SDP. Tuttavia, dal momento che nei 10 collegi della Croazia l’HDZ ha ottenuto tre seggi in piĂ¹ rispetto all’SDP, Mesic adesso non ha piĂ¹ la possibilitĂ  di affidare il mandato a qualcun altro.

Con 60 seggi propri e sei della diaspora, l’HDZ avrĂ  bisogno di altri 11 seggi per poter formare il nuovo governo. Otto probabilmente li avrĂ  dalla coalizione tra il Partito croato dei contadini (HSS) e il Partito social-liberale della Crozia (HSLS) i quali hanno dichiarano che probabilmente si accoderanno al vincitore. In questo caso a Sanader servirebbero solo altri 3 seggi che potrebbe trovare tra i deputati delle minoranze nazionali, ai quali, secondo la Costituzione, appartengono otto seggi al Sabor. Col che riuscirebbe ad avere una maggioranza risicata ma sufficiente per formare il governo.

Ăˆ invece difficile prevedere come funzionerĂ  un governo del genere dal momento che al Sabor croato avrĂ  una maggioranza debole, ma nemmeno nell’attuale composizione del parlamento Sanader aveva una posizione migliore e ciĂ² nonostante è riuscito a tenere il mandato fino alla fine.

Dall’altra parte, l’SDP coi suoi 57 seggi in parlamento puĂ² contare su altri sette deputati del Partito popolare croato (HNS) e tre deputati della Dieta democratica istriana (IDS), ma per il momento gli servirebbero pur sempre altri 10 deputati. Se ne ottenesse due dalla lista delle minoranze nazionali, allora gli servirebbero i voti della coalizione HSS-HSLS (otto seggi) e solo in quel caso potrebbe ottenere la maggioranza. PerĂ² questo è un conto molto tirato e di sicuro l’HDZ, come vincitore relativo delle elezioni, non starĂ  ad aspettare con le mani in mano.

Ăˆ difficile anche supporre che il presidente Mesic si lasci andare ad un gioco fuori dal quadro costituzionale e dal ruolo di colui che dovrĂ  affidare il mandato, forzando l’SDP. Nonostante Mesic sia piĂ¹ incline all’opzione di sinistra, cosa che non ha nascosto nemmeno durante la campagna elettorale, è certo che affiderĂ  il mandato per formare il nuovo governo al premier uscente Ivo Sanader.

Per come stanno le cose, la Croazia continuerĂ  ad avere un governo di centro destra, e la carica di premier sarĂ  ricoperta ancora da Ivo Sanader. Il suo obiettivo principale è portare il Paese nella NATO e nell’Unione europea. La possibilitĂ  che la Croazia entri nella NATO si realizzerĂ  molto probabilmente il prossimo anno, mentre per l’ingresso nell’UE dovrĂ  attendere la fine di questo decennio o l’inizio del prossimo.

Ăˆ interessante che tutti i sondaggi avevano previsto la vittoria stretta dell’SDP, e così anche gli exit poll, tanto che la Televisione croata così come TV Nova, sulla base dei sondaggi raccolti all’uscita dalle urne, giĂ  alle 19, dopo la chiusura dei seggi elettorali, avevano dato la vittoria all’SDP. Dato raccolto dal candidato premier di questo partito, Ljubo Jurcic, che alle 19.35 si era dichiarato nuovo premier. Il conteggio ufficiale dei voti, tuttavia, ha cambiato completamente le cose.

I veri sconfitti delle elezioni sono stati la destra estrema. Il Partito croato del diritto (HSP) secondo i dati non definitivi, avrĂ  solo un deputato (al posto degli otto attuali). Una grande sorpresa sono i tre deputati dell’Unione democratica croata della Slavonia e Baranja (HDSSB), partito regionale fondato da Branimir Glavas, sotto processo a Zagabria per crimini di guerra, tuttora nell’ospedale carcerario della capitale croata.

E così al Sabor croato è stato eletto un uomo accusato del reato penale piĂ¹ grave. Senza di questo, si sarebbe potuto dire che le elezioni in Croazia hanno mostrato la completa maturitĂ  democratica dei suoi cittadini.