Venticinque anni dopo Dayton, c’รจ ben poco da gioire

Ad un quarto di secolo dalla fine della guerra in Bosnia Erzegovina, il paese รจ ancora ostaggio di รฉlite politiche nazionaliste. Ora spetta ai cittadini ridiventare protagonisti. Il commento della Commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa

16/12/2020, Dunja Mijatoviฤ‡

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Dunja Mijatoviฤ‡ - foto Consiglio D'Europa

(Originariamente pubblicato dalla Deutsche Welle , il 14 dicembre 2020)

Quando, venticinque anni fa, fu firmato lโ€™Accordo di Dayton, in Bosnia Erzegovina si avvertรฌ un grande sollievo. Lโ€™accordo di pace mise fine a uno dei capitoli piรน sanguinosi e bui della storia dellโ€™Europa contemporanea. Grazie a quellโ€™accordo, unโ€™intera generazione รจ cresciuta senza dover nascondersi nei rifugi o temere di essere uccisi aspettando in fila per prendere lโ€™acqua. Ma a parte questo, cโ€™รจ ben poco di cui gioire.

Ancora oggi, a venticinque anni di distanza, la Bosnia Erzegovina รจ impantanata in seri problemi strutturali e funzionali. La Costituzione della Bosnia Erzegovina prevede un sistema politico e amministrativo complesso e costoso, il cui funzionamento รจ ostacolato da unโ€™eccessiva tutela degli interessi etnici e da vari meccanismi che hanno permesso ai politici nazionalisti di porre il veto su alcune decisioni importanti che avrebbero potuto spingere il paese verso il progresso.

Tuttavia, la tendenza a scaricare tutte le colpe sullโ€™Accordo di Dayton รจ solo una foglia di fico per nascondere problemi molto piรน gravi.

รˆ vero che lโ€™Accordo di Dayton ha creato un sistema complesso che deve essere riformato, ma la Bosnia Erzegovina non รจ lโ€™unico paese ad avere una struttura istituzionale complessa. Il problema รจ che varie agende politiche tendono ad abusare del vero spirito della democrazia consociativa โ€“ caratterizzata da una condivisione del potere basata sulla collaborazione โ€“ introdotta dallโ€™Accordo di Dayton, per trarne vantaggi politici.

Combattere la discriminazione

Lโ€™Accordo di Dayton ha fornito alcuni elementi chiave per costruire una societร  fondata sul rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto, compresa la diretta applicabilitร  della Convenzione europea dei diritti dellโ€™uomo e la sua prevalenza su tutte le leggi [nazionali], la tutela costituzionale dei diritti umani e la nascita delle istituzioni per i diritti umani che hanno adottato alcune decisioni cruciali in materia di tutela dei diritti dei ritornanti e delle minoranze.

A impedire al paese di progredire รจ stata una visione politica profondamente radicata che continua a capitalizzare le persistenti tensioni etniche allo scopo di mantenere il potere e lo status quo discriminatorio.

Un esempio emblematico รจ quello del sistema elettorale. Con la sentenza Sejdiฤ‡-Finci del 2009, la Corte europea dei diritti dellโ€™uomo ha stabilito che il sistema elettorale della Bosnia Erzegovina รจ discriminatorio perchรฉ prevede che chi non appartiene a uno dei popoli costituenti, ovvero non soddisfa certi requisiti relativi allโ€™appartenenza etnica e al luogo di residenza, non possa essere eletto alla Presidenza [tripartita della Bosnia Erzegovina] e alla Camera dei popoli. Undici anni dopo, quella sentenza, cosรฌ come altre sentenze della Corte di Strasburgo sulla stessa questione, rimane lettera morta, principalmente a causa della mancanza di volontร  politica.

Confrontarsi col passato

Ed รจ sempre la mancanza di volontร  politica ad ostacolare il processo di confronto con il passato e di guarigione delle ferite ancora fresche. Persiste lโ€™impunitร  per i crimini di guerra, migliaia di persone scomparse durante la guerra non sono ancora state ritrovate e i progressi nel garantire riparazione alla vittime civili della guerra sono ancora lenti.

Lโ€™attuale discorso politico รจ caratterizzato dal revisionismo, dalla negazione del genocidio e dalla glorificazione dei criminali di guerra, nonchรฉ dai tentativi di minare la legittimitร  del Tribunale penale internazionale per lโ€™ex Jugoslavia. Persistono anche le divisioni etniche nellโ€™istruzione, con un sistema scolastico basato sulla segregazione dove i ragazzi frequentano le cosiddette due scuole sotto lo stesso tetto o le scuole monoetniche.

Questi problemi allarmanti richiedono una svolta radicale nel modo di fare politica in Bosnia Erzegovina. Invece di usare le loro funzioni istituzionali per consolidare gli interessi privati, i politici dovrebbero affrontare la sfida di costruire una societร  piรน coesa e prospera. La risposta del sistema giudiziario al dilagare della corruzione รจ debole, portando allโ€™aumento della sfiducia dei cittadini nella magistratura e rendendo loro incapaci di abituarsi allโ€™idea di una societร  basata sullo stato di diritto, sul principio del giusto processo e sullโ€™uguaglianza davanti alla legge. Inoltre, i cittadini sono preoccupati per la grave situazione economica, caratterizzata da un livello di qualitร  della vita e dei servizi pubblici estremamente basso.

I cittadini bosniaco-erzegovesi dovrebbero ispirarsi ai giovani. Gli studenti di Jajce lottano contro la segregazione nellโ€™istruzione, mentre altri giovani stanno conseguendo risultati impressionanti nello sport, nella scienza e nellโ€™ambito dellโ€™impegno umanitario. Diverse organizzazioni non governative e singoli cittadini continuano a costruire ponti tra le comunitร  e a impegnarsi per superare le divisioni e lโ€™odio che la guerra ha lasciato dietro di sรฉ.

Queste iniziative devono essere sostenute. La comunitร  internazionale, in particolare lโ€™Unione europea e il Consiglio dโ€™Europa, devono sostenere pienamente le riforme istituzionali ed economiche in Bosnia Erzegovina. Devono sostenere le aziende e le iniziative dal basso che promuovono lโ€™inclusione e appoggiare i difensori dei diritti umani nella loro tenace ricerca della giustizia e delle riparazioni.

Tuttavia, i principali protagonisti del futuro della Bosnia Erzegovina sono i cittadini e le istituzioni bosniaco-erzegovesi. Sono loro a dover impegnarsi con maggiore tenacia per contrastare le recrudescenze nazionaliste, per rafforzare le relazioni interetniche e la cooperazione, e per combattere la corruzione e il nepotismo.

Lโ€™Accordo di Dayton ha fornito la chiave per un futuro piรน luminoso. Ora spetta ai cittadini bosniaco-erzegovesi prendere il timone e portare avanti il paese.