Unicef Montenegro: la pandemia รจ una crisi dei diritti dei bambini
Difficoltร nell’accesso all’educazione online, aumento delle differenze tra famiglie ricche e povere, diminuzione delle attivitร all’aperto e maggior rischio di violenza domestica. In Montenegro la situazione รจ seria. Ne abbiamo parlato con Juan Santander, direttore di UNICEF Montenegro

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ยฉ Volurol/Shutterstock
Mentre la pandemia continua, in molti paesi vengono pubblicate ricerche per valutare l’impatto degli ultimi mesi sulla popolazione e in particolare sui bambini. Qual รจ la situazione in Montenegro? Come hanno influito la crisi sanitaria e il lockdown sui minori?
La pandemia non รจ solo una crisi sanitaria, ma anche una crisi dei diritti dei bambini. Ha aumentato la povertร dei bambini e diminuito la qualitร dell’istruzione, della salute, dell’infanzia e dei servizi di protezione sociale. I piรน colpiti sono i piรน vulnerabili.
Secondo le Valutazioni rapide dell’impatto sociale dell’epidemia di Covid-19 (UN Rapid Social Impact Assessments of the COVID-19 outbreak) realizzato dalle Nazioni Unite tra il 2020 e il 2021, le famiglie che ricevono sussidi in denaro, le famiglie monoparentali, le famiglie rom e quelle con una storia di abuso di sostanze [stupefacenti, ndr.] sono state estremamente colpite dalla perdita di reddito. I bisogni urgenti dei bambini che sono stati identificati vanno dalla mancanza di cibo, articoli per l’igiene e accesso a internet per l’apprendimento a distanza all’accesso limitato ai servizi sanitari, alla terapia fisica e alle opportunitร di socializzazione con i coetanei, specialmente per i bambini con disabilitร .
Quasi due terzi dei genitori che avevano bisogno di un babysitter per i loro figli perchรฉ dovevano lavorare e gli asili erano chiusi, non sono stati in grado di sostenere quel costo. Un bambino su 6 in Montenegro non ha accesso a internet e all’apprendimento online. Nella regione settentrionale e nelle zone rurali, la situazione รจ ancora piรน grave: un bambino su 4 non ha un computer fisso o un portatile con una connessione internet che puรฒ essere utilizzata per la didattica a distanza. Quasi due terzi degli adolescenti tra i 10 e i 19 anni sentono di aver imparato meno tramite l’apprendimento a distanza rispetto alle lezioni regolari.
Ha menzionato un aumento della povertร infantile. Un rapporto che avete pubblicato nell’aprile 2021, basato sui dati del 2020, ha giร confermato questa tendenza nel primo anno della pandemia. Qual รจ la situazione oggi? I divari di equitร tra le famiglie si stanno aggravando?
Le statistiche ufficiali sull’impatto del Covid-19 sulla povertร dovrebbero essere pubblicate a breve. Nella primavera del 2020, la Banca Mondiale ha stimato che fino a 34.000 persone potrebbero essere diventate povere a causa del Covid-19 [in Montenegro, ndr.]. Le Valutazioni rapide dell’impatto sociale dell’epidemia di Covid-19 in Montenegro condotte dalle Nazioni Unite nel 2020 e nel 2021 indicano che c’รจ stato un aumento della povertร in Montenegro durante la pandemia. Quasi la metร di tutti i cittadini montenegrini ha visto una riduzione del proprio reddito negli ultimi sei mesi rispetto alla situazione pre-COVID-19. Un terzo riferisce che il suo reddito รจ sceso del 30% o piรน. I bambini piรน vulnerabili sono stati colpiti maggiormente, come quelli che giร vivevano in povertร prima della pandemia, i rom e i bambini con disabilitร e quelli che crescono in famiglie monoparentali.
L’istruzione รจ un altro settore in cui la pandemia ha causato criticitร . Lei ha giร menzionato le difficoltร di accesso a internet e all’apprendimento online. Quali sono state le principali conseguenze per i bambini e le famiglie in Montenegro nel passaggio alla didattica a distanza? La situazione รจ diversa rispetto a quella dei paesi vicini?
L’interruzione della scuola a causa della pandemia ha lasciato i bambini senza istruzione o con una qualitร dell’istruzione molto piรน bassa in tutto il mondo. Nei paesi dei Balcani occidentali, la chiusura delle scuole potrebbe portare ad un aumento dal 53% al 61% della percentuale di bambini che non hanno raggiunto le capacitร di alfabetizzazione di base, secondo le stime della Banca Mondiale (Banca Mondiale, 2020).
Il 16% delle famiglie in Montenegro che hanno figli tra i 6 e i 18 anni non ha l’attrezzatura digitale necessaria per partecipare alla didattica a distanza. Questo significa che non potrebbero seguire le lezioni online. Di conseguenza, la pandemia ha peggiorato il divario digitale che esisteva prima.
Secondo i sondaggi realizzati dall’UNICEF con i genitori, condotti in Montenegro nel 2020 e nel 2021, ben il 60% e l’83% dei genitori, rispettivamente, erano dell’opinione che i loro figli avevano ottenuto meno conoscenze e competenze rispetto a quelle che avrebbero avuto attraverso un’istruzione regolare. Gli studenti sono d’accordo con loro – dicono di aver imparato meno senza le classi regolari, secondo la valutazione rapida dell’impatto sociale dell’epidemia di COVID19 in Montenegro condotta nel 2021.
Sempre parlando di educazione, l’UNICEF ha fatto un appello insieme all’UNESCO e all’OMS per riaprire le scuole, sulla base di una valutazione globale dei rischi che dimostra che riaprire le scuole รจ sicuro. Quali sono i principali risultati di questo studio e qual รจ stata la reazione delle autoritร del Montenegro alla vostra richiesta in questo senso?
La revisione delle prove attuali che รจ stata compilata dall’UNICEF e dall’UNESCO e che includeva esempi da 191 paesi mostra che la scuola non sembra essere il principale fattore di infezione e che i bambini a scuola non sembrano essere esposti a maggiori rischi di infezione rispetto a quando non sono in classe, se sono in atto misure di distanziamento. Mostra anche che il personale scolastico non sembra essere piรน a rischio rispetto alla popolazione generale.
Oggi sappiamo molto di piรน sul virus e sulla sua trasmissione rispetto a due anni fa. L’ultima guida dell’OMS del giugno 2021 stabilisce che anche nelle situazioni a piรน alto rischio, tutte le opzioni dovrebbero essere considerate per continuare l’apprendimento in presenza. L’OMS raccomanda che la chiusura delle strutture educative venga considerata solo quando non ci sono alternative.
Abbiamo presentato tutti questi dati e raccomandazioni alle autoritร educative [del Montenegro, ndr.]. Come risultato, da settembre di quest’anno, tutte le scuole e gli asili in Montenegro hanno riaperto. Naturalmente, le misure di prevenzione e di distanziamento sono in atto. Inoltre, per il momento, le ore di lezione sono ridotte a 30 minuti.
Anche per quanto riguarda la vita all’aperto dei bambini, molte attivitร sono state ridotte o cancellate a causa della pandemia. Cosa succede in Montenegro?
La pandemia ha ridotto significativamente le opportunitร per i bambini di impegnarsi in attivitร extrascolastiche come lo sport e la cultura. Una nostra ricerca del 2018 mostra che questo era un problema in Montenegro anche prima della pandemia. La maggior parte dei bambini diceva di non aver partecipato ad un evento culturale o sportivo di qualsiasi tipo nell’anno precedente: il 68% non era stato a teatro nell’ultimo anno, il 60% al cinema, il 74% in un museo, l’85% ad una mostra d’arte, il 61% ad un concerto e il 51% ad un evento sportivo. La pandemia puรฒ solo avere peggiorato queste percentuali giร preoccupanti.
Inoltre, nel 2018, i ragazzi dai 12 ai 17 anni dicevano di passare in media 8 ore al giorno davanti ad uno schermo. Anche questo "tempo dello schermo" non puรฒ che essere aumentato durante la pandemia. Piรน tempo online rende i bambini piรน esposti ai rischi della violenza soprattutto se la mediazione dei genitori sul consumo dei media da parte dei bambini รจ debole. Per questo motivo, abbiamo invitato i genitori del Montenegro a limitare il tempo trascorso davanti ad uno schermo da parte dei bambini, a scegliere saggiamente i contenuti dei media che i bambini seguono e a parlare con loro di questo. Durante il lockdown, c’รจ stato un aumento significativo del numero di genitori che hanno detto di aver fatto tutto questo, poichรฉ hanno avuto piรน tempo con i bambini a casa. Tuttavia, รจ importante che continuino a farlo.
Cosa dovrebbe fare il governo del Montenegro per proteggere meglio i bambini e i minori nei prossimi mesi, col continuare della pandemia?
Il governo dovrebbe concentrarsi sul miglioramento dei servizi che hanno "fallito" o che hanno fornito una qualitร inferiore durante il lockdown.
Nel settore della sanitร , recuperare le vaccinazioni mancate nei bambini in etร prescolare รจ un problema allarmante. Il deterioramento delle coperture puรฒ portare ad un disastro di salute pubblica se si sovrappongono la pandemia da un lato e l’epidemia di una delle malattie che possono essere prevenute con i vaccini durante i primi anni di vita, come il vaccino MPR [morbillo, parotite e rosolia, ndr.]. Insieme all’UE, l’UNICEF sta fornendo sostegno al governo per lanciare una campagna di immunizzazione MPR quest’anno e per rafforzare i servizi sanitari correlati.
Sulla base di dati e analisi sistematiche, il governo deve fare un piano sostenibile a lungo termine per ridurre la povertร e la violenza, migliorare la qualitร dell’istruzione per ogni bambino del paese e sostenere meglio la salute mentale.
Questo articolo รจ stato pubblicato con il sostegno di Central European Initiative – Executive Secretariat
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