Turchia: se internet libero รจ ancora una sfida
A inizio settembre la Turchia, paese che conosce crescenti limitazioni in rete, รจ stata protagonista del dibattito sulla libertร di internet. Un tema di importanza globale, ma troppo spesso definito esclusivamente da una cerchia ristretta di esperti
La stretta su internet sta diventando sempre piรน soffocante in Turchia. Lo scorso 10 settembre il parlamento ha approvato – allโinterno di una legge omnibus – due articoli che attribuiscono al Direttorato per le telecomunicazioni e le comunicazioni (TฤฐB, un ente governativo) il diritto di limitare siti web che pubblichino contenuti ritenuti rischiosi per la sicurezza nazionale e lโordine pubblico, ma non solo.
Lo stesso ente, alla cui guida si trova un ex dirigente dellโintelligence turca, potrร ottenere senza lโautorizzazione del tribunale i dati sul traffico dei navigatori della rete. Ciรฒ significa che il TฤฐB avrร accesso alla cronologia dei siti web visitati dagli internauti, potendo oltretutto conservare i metadata come gli indirizzi di posta elettronica degli utenti. โInformazioni che sono in grado di esporre dei dettagli estremamente personali relativi alle attivitร online, portandoli ad essere politicamente etichettatiโ, come afferma lโHuman Rights Watch.
Internet (un)Governance Forum
Proprio qualche giorno prima dellโapprovazione della legge, si tenevano a Istanbul due importanti appuntamenti internazionali riguardanti la rete. Il primo, lโInternet Governance Forum (IGF), svolto tra il 2 e il 5 settembre, รจ un evento che si realizza da nove anni sotto lโegida dellโONU e ha come obiettivo quello di procurare un terreno di incontro tra governi, societร private e ONG sulle politiche relative a internet. Ma la scelta della Turchia – dove sono in atto misure restrittive su internet – quale paese ospitante dellโevento, รจ stata duramente criticata tra i sostenitori della libertร della rete.
Proprio per discutere della censura dei contenuti che circolano su internet, con particolare riferimento al caso della Turchia, dove nei mesi scorsi Youtube e Twitter sono rimasti bloccati per diverse settimane (cosรฌ come restano attualmente inaccessibili circa 50mila siti), lโAssociazione di informatica alternativa, che riunisce attivisti, giuristi e accademici turchi del settore, ha presentato al Governance Forum la proposta di realizzare quattro workshop che sono perรฒ stati respinti. La motivazione ufficiale fornita dallโorganizzazione del forum รจ stata la necessitร di trattare temi di piรน ampia portata, che non restino legati al contesto di un unico paese, anche se, a dirla tutta, il tema della censura รจ stato proprio tra i meno dibattuti del Governance Forum.
LโAssociazione di informatica alternativa non ha comunque boicottato il forum ufficiale, cui ha partecipato con uno stand e gli interventi dei suoi relatori a diversi dibattiti, ma ha organizzato il 4-5 settembre un evento parallelo ad esso, chiamato per reazione Internet Ungovernance Forum (IUF), inteso a trattare questioni rimaste escluse dal primo, a partire proprio dalla messa in discussione del concetto di โgovernanceโ.
Mentre infatti la societร civile che aderisce allโIGF sostiene la struttura โcompartecipativaโ (governi, societร private, ong) del forum, gli altri ritengono che il processo che deriva da una tale struttura, date le evidenti differenze di mezzi economici e di interessi in questione degli attori coinvolti, non puรฒ essere realmente paritaria, prospettando un inevitabile risvolto contro gli interessi e le libertร degli internatuti. Da qui la necessitร espressa dalla IUF di produrre alternative ai processi dellโIGF su come intendere e gestire internet.
Internet libero: un dibattito aperto
AllโIUF โ realizzato con poche migliaia di lire turche ma con una nutrita partecipazione di attivisti arrivati da diverse parti del mondo, incluse anche numerose persone aderenti allโIGF โ il dibattito si รจ incentrato essenzialmente su tre temi: il concetto di โgovernanceโ โ appunto, da rivedere e proseguire negli anni a venire, con lโobiettivo di dare piรน voce in capitolo alle ONG, rinforzando i legami tra i partecipanti e senza ricadere in strutture gerarchiche; le censure e i controlli messi in atto nella rete dai governi con la collaborazione delle grandi societร attive nel settore; le precauzioni e gli accorgimenti da adottare per preservare la privacy contro questi meccanismi mirati a violarla.
Riguardo a questโultimo punto sono stati organizzati dei โcripto-partyโ per discutere i metodi da utilizzare per criptare i computer e le comunicazioni. LโAssociazione di informatica alternativa e la Electronic Frontiers Foundation hanno presentato a tal proposito alcuni siti come KemGozlereSis.org.tr e Prism-Break.org, come pure sono stati segnalati https://help.riseup.net/ o https://securityinabox.org/ da altri attivisti.
Anche al Governance Forum sono stati realizzati numerosi laboratori, incontri e dibattiti su vari temi tra cui la cyber-security, sulla possibilitร di portare la banda larga ai paesi in via di sviluppo e sulla libertร dโespressione. Tra gli elementi centrali delle discussioni anche il rischio di perdita della โneutralitร โ della rete, che consentirebbe ai providers di privilegiare la velocitร di connessione dei siti web delle aziende (paganti) a scapito di quelli che non pagano, creando una rete meno sicura e meno libera. Un altro motivo di preoccupazione dibattuto al forum รจ la frammentazione della rete in giurisdizioni nazionali e network, processo che comporta per ciascuno requisiti legali e limitazioni di contenuti differenti.
Ma al centro delle discussioni all’IGF cโerano anche gli organi decisionali di Internet, primo fra tutti la ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), ente privato e non profit gestito dal Dipartimento del commercio statunitense che dal 1998 si occupa dellโassegnazione dei domini e della gestione degli indirizzi IP. Dopo lo scandalo di spionaggio della National Security Authority degli USA rivelato un anno fa dallโex dipendente della CIA Edward Snowden, che ha messo in luce come Internet sia stato trasformato in unโarea di spionaggio globale per il tramite di grandi societร come Google, Facebook e Microsoft, la predominanza degli Stati Uniti sullโICANN รจ messa in seria discussione, e anche al forum si sono dibattute proposte sul trasferimento della sua gestione alla comunitร internazionale.
Laboratorio Turchia
Sebbene la โgovernanceโ di internet riguardi circa 3 miliardi di utenti al mondo, la questione viene dibattuta solo da qualche migliaio di esperti. E la mancanza di esiti concreti dopo nove anni di riunioni IGF, fa sรฌ che la funzione di questโultima sia sempre piรน spesso messa in discussione. Il fatto che un forum alternativo, che voglia unire le voci che credono nella libertร della rete, sia nato questโanno in Turchia dove internet e i social media hanno avuto un ruolo di prima importanza a partire dalle manifestazioni di Gezi dellโanno scorso per arrivare alle accuse di corruzione contro il governo, รจ significativo. Non a caso le misure di controllo delle autoritร turche su internet giร in atto con la legge 5651 si sono inasprite proprio dopo questi eventi.
โCentinaia di account Twitter sono stati chiusi, la riforma di legge รจ stata giustificata con la difesa della privacy, ma ricordiamo che una legge sulla privacy in Turchia non viene formulata da dieci anniโ, afferma ฤฐlden Dirini dellโAssociazione di informatica alternativa. Secondo quanto affermano gli attivisti dellโassociazione lโesecutivo turco avrebbe acquistato dalla NetClean e dalla Procera Networks, societร che producono โprodotti di intelligence per la reteโ, dei programmi che forniscono un servizio di filtro per internet, che serve per la profilazione degli utenti e a bloccarli quando necessario. โPotranno rallentare e controllare i servizi https o i VPN e lo stato potrร etichettare gli utenti che li utilizzanoโ prosegue Dirini.
Mentre gli attivisti si stanno giร mobilitando per consolidare lโesperienza dellโUngovernance Forum lโanno prossimo in Brasile, in occasione del prossimo IGF, un contributo al dibattito sulla censura in internet รจ arrivato anche da Julian Assange, che ha partecipato in video conferenza allโUngovernance Forum dallโAmbasciata dellโEquador, dove si trova rifugiato da due anni.
Il fondatore di Wikilieaks ha ricordato che le pratiche di controllo su internet non sono altro che un serpente che si morde la coda. โSe installate un sistema per ascoltare il vostro popolo gli USA e gli altri paesi la utilizzeranno per ascoltare voi. (โฆ) La tecnologia cambia continuamente a partire dalla Rivoluzione industriale e influenza la nostra vita. La lotta che va fatta oggi รจ quella di riuscire utilizzare queste tecnologie a favore dellโumanitร โ.
Questa pubblicazione รจ stata prodotta con il contributo dell’Unione Europea. La responsabilitร sui contenuti di questa pubblicazione รจ di Osservatorio Balcani e Caucaso e non riflette in alcun modo l’opinione dell’Unione Europea. Vai ai materiali del progetto Safety Net for European Journalists. A Transnational Support Network for Media Freedom in Italy and South-east Europe.
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