Turchia, รจ guerra con il Pkk

L’escalation di violenza tra esercito turco e guerriglieri curdi e le voci di un probabile intervento di terra dopo la festa di fine Ramadan non fermano la societร  civile turca che si mobilita a favore della pace e di una soluzione politica della questione curda

30/08/2011, Alberto Tetta

Eโ€™ di nuovo guerra aperta tra esercito turco e guerriglieri curdi dopo i sanguinosi attentati di luglio e agosto ad opera della guerriglia del PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan) che hanno causato la morte di una quarantina di uomini delle forze di sicurezza turche e i bombardamenti ordinati dalle autoritร  di Ankara sui campi del gruppo armato nel Nord Iraq che hanno causato piรน di 90 vittime. Sette i civili morti durante i bombardamenti. Il 28 agosto Yฤฑldฤฑrฤฑm Ayhan consigliere provinciale del BDP (Partito della pace e della democrazia) della provincia di Van muore durante unโ€™azione di interposizione pacifica al confine tra Turchia e Iraq.

Era partita il 27 agosto da 16 province curde la marcia promossa dalle Madri per la pace, un gruppo di donne curde che hanno perso i loro figli, guerriglieri del PKK, in scontri con lโ€™esercito e che da anni lottano per la fine del conflitto. Migliaia di persone hanno intrapreso il cammino verso il confine turco-iracheno per fare da โ€œscudi umaniโ€ e scongiurare lโ€™entrata delle truppe turche in Nord Iraq, tuttavia, quando il corteo ha tentato di avvicinarsi al confine, lโ€™esercito ha attaccato i dimostranti, Yฤฑldฤฑrฤฑm Ayhan รจ rimasto ucciso negli scontri e secondo lโ€™autopsia ad ucciderlo sarebbe stato un colpo di arma da fuoco e non un fumogeno come annunciato dalla polizia in un primo momento.

Questa escalation di violenza e le voci sempre piรน insistenti di un probabile intervento di terra in territorio iracheno dopo il primo settembre, finiti i tre giorni di festa che seguono la rottura del digiuno del mese di Ramadan, crea preoccupazione nel Paese.

I fatti dell’estate

Il fragile cessate il fuoco unilaterale proclamato dal leader del movimento curdo Abdullah ร–calan in occasione delle elezioni politiche del 12 giugno era stato prolungato fino a fine giugno. Un periodo di prova per il primo ministro ErdoฤŸan per dimostrare che era davvero disposto a mettere da parte la retorica nazionalista adottata in campagna elettorale per tornare al dialogo con i curdi iniziato nel 2008. Tuttavia lโ€™inerzia della maggioranza islamista moderata dellโ€™AKP (Partito della Giustizia e dello Sviluppo) nel cercare una soluzione politica del conflitto ha spinto il leader del PKK ร–calan a porre fine al cessate il fuoco.

Tra i piรน importanti problemi irrisolti:

  • – lโ€™esclusione dal parlamento da parte dellโ€™Alto consiglio elettorale dellโ€™ex-segretario della prima formazione politica filo-curda HEP, Hatip Dicle e di altri parlamentari eletti nelle liste del filo-curdo BDP per presunti legami con il PKK,
  • – il processo alla KCK (Koma Ciwaken Kurdistan – Confederazione Democratica del Curdistan) che vede imputate 151 persone tra avvocati, sindaci, politici, sindacalisti e attivisti per i diritti umani curdi in carcere dal dicembre 2009, con l’accusa di legami con il terrorismo e sovversione ai danni dello Stato,
  • – la riforma della costituzione in senso multietnico e democratico,
  • – le operazioni militari e di polizia nella zona a maggioranza curda.

La risposta non si รจ fatta attendere, quello che era fino a fine giugno un conflitto a bassa intensitร , da metร  luglio si รจ trasformato in scontro aperto. Il 14 luglio a Silvan nella provincia di Diyarbakฤฑr, la piรน importante cittร  curda in Turchia, nello scontro armato tra un gruppo di soldati che stavano perlustrando la zona e i militanti del PKK, sono morti 13 militari e sette guerriglieri. Dopo il 14 luglio i soldati e poliziotti turchi sono stati oggetto di imboscate mortali quasi quotidiane, fino a quando il 17 agosto, ad Hakkari, i militanti curdi hanno messo a segno il loro piรน sanguinoso attacco dopo quello di Silvan uccidendo otto soldati. 

Dopo lโ€™attacco del 14 luglio la tensione tra militanti nazionalisti turchi e sostenitori del pro-curdo BDP รจ salita alle stelle, alimentata anche dalla retorica nazionalista utilizzata da politici e media. Per una settimana a ElazฤฑฤŸ, Malatya, Sakarya, Bursa, Ankara e Mersin, militanti nazionalisti hanno assaltato le sedi del BDP cantando slogan anti-curdi. Il quartiere di Zeytinburnu a Istanbul รจ stato teatro degli scontri piรน duri. Per sei giorni consecutivi gruppi di residenti turchi hanno attaccato armati di pietre e bastoni la sede locale del BDP, negozi e attivitร  commerciali gestite da curdi. Piรน di 70 le persone arrestate coinvolte in episodi di violenza.

La risposta di ErdoฤŸan

Lโ€™attentato del 17 agosto ad Hakkari ha reso ancora piรน rovente il clima e il primo ministro ErdoฤŸan non ha gettato acqua sul fuoco dichiarando dopo lโ€™attentato: โ€œla nostra pazienza รจ finita, basta parole, รจ ora di agireโ€. La risposta militare agli attentati non ha tardato ad arrivare. La sera del 17 agosto quattordici F-16 dellโ€™esercito turco sono decollati da Diyarbakฤฑr per colpire obiettivi del PKK sul monte Kandil, la principale base operativa del movimento armato in Nord Iraq. Durante le operazioni militari dal 17 al 22 agosto, secondo quanto reso noto dalle forze armate turche โ€œ tra i 90 e i 100 terroristi sono stati eliminati, 80 feriti e 349 obiettivi militari colpitiโ€. I bombardamenti, tuttavia, avrebbero causato anche sette vittime civili secondo quanto denunciato dallโ€™agenzia curda Fฤฑrat news il 21 agosto: โ€œunโ€™auto su cui viaggiavano 7 persone che scappavano dai bombardamenti, tra cui una donna e quattro bambini, รจ stata colpita dallโ€™esercito turco vicino al villaggio di Gollรช nei pressi del monte Kandil uccidendoli sul colpoโ€

Sul fronte interno il Partito di azione nazionalista (MHP), di estrema destra, ha dato il suo pieno appoggio alle operazioni militari dellโ€™aviazione turca alzando la posta chiedendo al governo di autorizzare un intervento di terra il prima possibile. Sulla stessa linea i kemalisti del Partito repubblicano del popolo (CHP), il principale partito di opposizione che hanno dato il loro appoggio al governo nella โ€œlotta contro il terrorismoโ€ e il capogruppo in parlamento del CHP Hamzaรงebi ha giร  annunciato che il suo partito รจ disposto a votare lโ€™autorizzazione allโ€™esercito a proseguire le operazioni militari oltre il termine del 17 settembre stabilito in precedenza.

Se lโ€™Unione europea tace sulle operazioni militari contro il PKK in Nord Iraq, Washington invece ha dato pieno appoggio ad Ankara: โ€œGli Stati Uniti riconoscono il diritto della Turchia a difendersi dagli attacchi terroristiciโ€ ha dichiarato la portavoce del Dipartimento di stato americano Victoria Nuland.

Intanto le voci sempre piรน insistenti di un probabile intervento di terra in territorio iracheno dopo il primo settembre, sembrano confermate dalla dislocazione dal 23 agosto di circa duemila soldati a ลžฤฑrnak, localitร  turca sul confine iracheno.

Gli appelli della societร  civile

Fortemente contrari allโ€™intervento sono il partito curdo BDP, la sinistra turca, gli intellettuali liberali e i movimenti della societร  civile che il 23 agosto si sono riuniti a Diyarbakฤฑr da dove hanno lanciato un appello diretto sia al PKK che al governo turco per un nuovo cessate il fuoco: โ€œChiediamo che si intraprendano subito iniziative concrete, realistiche e imparziali per una pace duratura e creare una situazione democratica e pacifica di cui beneficino entrambe le nostre societร . Il primo passo in questa direzione รจ lโ€™interruzione delle operazioni militari da parte dello stato e che anche il PKK deponga le armi.โ€ Recita la dichiarazione congiunta sottoscritta dalle 21 organizzazioni presenti. Il 27 agosto da 16 province curde รจ quindi partita la marcia promossa dalle Madri per la pace.

Una presa di posizione non da sottovalutare, quella del movimento curdo, secondo il direttore del quotidiano Taraf, Ahmet Altan che in uno dei suoi ultimi editoriali si appella a ErdoฤŸan: โ€œIl movimento curdo parlando apertamente di ‘pace’ ha fatto un passo importante. Ora tocca al Primo ministro fare un passo verso la pace. Incontrare i politici curdi e cercare una soluzione del problema insieme a loro, renderebbe piรน facile costruire un futuro comune e ci darebbe la possibilitร  di ritrovare la serenitร  che tutti noi rimpiangiamo. Eโ€™ la pace che rafforza la Turchia, non la guerra. Questa รจ una grande occasione per vivere in pace nel nostro Paese e per ErdoฤŸan di dimostrarsi un grande leader.โ€

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