Trieste Film Festival 2026: premio OBCT a “The Kartli Kingdom”
Sabato 24 gennaio, tra i tanti riconoscimenti alle opere presentate alla 37esima edizione del Film Festival di Trieste, il più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro-orientale, è stato assegnato il premio “OBC Transeuropa” a uno dei documentari in concorso

Premio OBCT 2026, Trieste FIlm Festival – Alessandro Gori
Premio OBCT 2026, Trieste FIlm Festival © Alessandro Gori
Dal 16 al 24 gennaio si è svolta la 37esima edizione del Trieste Film Festival – Alpe Adria Cinema. Festival ideato da Annamaria e Piero Percavassi e diretto da Nicoletta Romeo, ha consolidato il suo prestigio internazionale grazie all’approccio curioso e lungimirante che ha sempre dimostrato verso aree di interesse sempre più ampie e inedite, da oltre trent’anni importante laboratorio permanente sull’Europa centro-orientale.
Nucleo centrale del programma i tre concorsi internazionali dedicati a lungometraggi, cortometraggi e documentari, accanto a workshop, eventi e sezioni speciali come “Wild Roses”, sezione dedicata alle registe europee, che quest’anno celebra le voci femminili del cinema sloveno.
Per l’undicesimo anno consecutivo è stato assegnato il premio OBC Transeuropa al miglior documentario. Quest’anno il Premio OBCT è andato a “Qartlis Tskhovreba/The Kartli Kingdom” della regista georgiana Tamar Kalandadze e del regista francese Julien Pebrel, con questa motivazione:
“Perché mettendo al centro la storia di una piccola comunità abbandonata a sé stessa per 30 anni, si trasforma in una denuncia del regime politico sempre più autoritario che l’ha resa invisibile. Perché, intrecciando memoria e resistenza, ci ricorda che il nazionalismo venera gli eroi ma dimentica i sopravvissuti. Perché ci mostra che la guerra resta dentro alle persone e il trauma riemerge anche di fronte alla sofferenza altrui. Ma soprattutto perché, mentre ci racconta l’amarezza di chi vive sospeso nell’attesa, ci svela una storia di speranza e di lotta e ci mostra come, anche in condizioni di emarginazione, costruendo legami di solidarietà, sia possibile essere felici.”
Il termine “Kartli” si riferisce sia al regno medievale della Georgia che a un sanatorio di Tbilisi che ha dato rifugio ai profughi della guerra degli anni ’90, in Abkhazia. Un luogo pensato inizialmente come soluzione temporanea, per 30 anni ha ospitato circa 200 famiglie di georgiani costrette all’epoca ad abbandonare le proprie case. Il fatiscente edificio è diventato una sorta di villaggio, con una fattoria, giardini, terrazze e stanze. Attraverso Tamuna, Irma e altri personaggi, il film esplora l’esilio, il trauma e la resilienza condivisa, mostrando che nulla rimane uguale all’interno di Kartli.
Qui gli altri vincitori del Trieste Film Festival 2026:
Il Premio Trieste è stato assegnato a “Fantasy” (Slovenia, Macedonia del Nord, 2025) della regista slovena Kukla con la seguente motivazione: “Un film che intreccia realtà e fantasia con leggerezza e vivacità, che racconta una storia che trasporta il pubblico. Con accuratezza, rispetto ed empatia, esplora le sfide di essere una giovane donna in un ambiente profondamente tradizionale.” Menzione speciale per la miglior regia a Vytautas Katkus a “The Visitor” (Lituania, Norvegia, Svezia, 2025).

Premio lungometraggio TFF a Fantasy © Alessandro Gori
Il Premio Alpe Adria Cinema al miglior documentario in concorso, assegnato a “Welded Together” di Anastasija Mirošničenko (Francia, Belgio, 2025). La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale a “Active vocabulary” di Yulia Lokshina (Germania, 2025).
Il Premio TSFF Corti va a “The spectacle” di Bálint Kenyeres (Ungheria, Francia, 2025). La giuria ha assegnato la menzione speciale a “The road home” di Marian Fărcuț (Romania, 2025).
I film dei tre concorsi sono stati “giudicati” anche dal pubblico e con il loro voto hanno decretato i vincitori dei Premi del Pubblico:
Miglior Lungometraggio: “Brat/Brother” di Maciej Sobieszczański (PL, 2025)
Miglior Documentario: “Militantropos” di Yelizaveta Smith, Alina Gorlova, Simon Mozgovyi (Tabor Collective / Collettivo Tabor) (UA – AT – F, 2025)
Miglior Cortometraggio: “Found&Lost” di Reza Rasouli (AT, 2025).
Il Premio Corso Salani 2026, è stato assegnato a “Nella colonia penale” di Gaetano Crivaro, Alberto Diana, Silvia Perra, Ferruccio Goia (Italia, 2025).
Il Premio CEI (Central European Initiative), assegnato al film che meglio interpreta la realtà contemporanea e il dialogo tra le culture va a “Electing Ms Santa” di Raisa Răzmeriță (Moldavia, 2025).
Il Premio Cineuropa, assegnato dalla giuria del primo portale europeo di cinema e dell’audiovisivo in 4 lingue, al miglior lungometraggio in concorso va a “Fantasy” di Kukla (Slovenia, Macedonia del Nord, 2025.
Il Premio Giuria Giovani PAG – Progetto Area Giovani del Comune di Trieste, assegnato da una giuria di giovani tra i 18 e i 35 anni rappresentanti di associazioni giovanili al miglior cortometraggio in concorso, va a “Coldness” di Lena Jaworska (Polonia, 2025).
Il Premio Oubliette Magazine assegnato al miglior film del Premio Corso Salani va a “White Lies” di Alba Zari (Italia, Belgio, 2025).
Il Premio Eastern Star 2026 riconosce una personalità del mondo del cinema che con il suo lavoro ha contribuito a gettare un ponte tra l’Europa dell’est e dell’ovest. Questa edizione premia la cineasta ungherese Ildikó Enyedi, ospite del festival.
Il Premio Cinema Warrior è stato assegnato a “U Cinemittu”, il cinema più piccolo d’Italia: il premio riconosce l’ostinazione, il sacrificio e la follia di quei “guerrieri” siano essi singoli, associazioni o festival che lavorano – o meglio: combattono – dietro le quinte per il Cinema.
In direzione Donna, il premio assegnato dal Centro Antiviolenza G.O.A.P di Trieste a un film che dà voce alle donne, trasforma lo sguardo e ridisegna l’immaginario contemporaneo, va a “White lies” di Alba Zari (Italia, Belgio, 2025).
Il Premio SNCCI al Miglior Film della Critica 2025 va a “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson mentre il Premio SNCCI al Miglior Film Italiano 2025 va a “Le città di pianura” di Francesco Sossai.
Per la sezione This is it, dedicata ai lungometraggi di finzione e opere ibride con un forte approccio visivo e creativo in post produzione prodotti o co-prodotti in quota maggioritaria o minoritaria da società di produzione italiane, la giuria internazionale ha assegnato il Laser Film Award (euro 10.000) a “Death has no master” di Jorge Thielen Armand (Venezuela, Canada, Italy, Luxembourg). L’M74 Award va invece a “Everytine”di Sandra Wollner (Austria, Germania), e la menzione speciale a “Prima della guerra” di Tommaso Usberti (Francia, Italia).
La giuria internazionale di Last Stop Trieste, sezione dedicata ai documentari rough cut, ha assegnato il premio Film Centre of Montenegro Award a “Sacred songs” di Nona Giunashvili, Mariam Bitsadze (Georgia). E l’HBO Europe Award a “Birdie” di Aneta Ptak (Polonia).
Tag: Cinema | Trieste Film Festival
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