Transnistria, รจ crisi energetica

La crisi energetica in Transnistria, scatenata dallo stop al gas russo che arrivava nella regione separatista attraverso l’Ucraina, si trasforma sempre di piรน in pesante crisi economica, con possibili ricadute sulle tornate elettorali in programma nei prossimi mesi

01/07/2025, Gian Marco Moisรฉ ChiลŸinฤƒu

Transnistria-e-crisi-energetica

Nelle strade di Tiraspol - ยฉ Shutterstock

Dopo la crisi energetica di gennaio, la Transnistria รจ di nuovo nei guai: il problema non รจ piรน solo la fornitura di gas ma un grosso buco nel bilancio della regione che fatica a pagare i lavoratori pubblici e i pensionati. Il problema alla base resta lo stesso, la situazione energetica.

Tiraspol ha dichiarato lo stato di emergenza economica per trenta giorni. In un comunicato stampa si legge: "La necessitร  di dichiarare un nuovo stato di emergenza nell’economia รจ giustificata dall’emergere di una grave crisi economica generale e dal continuo deterioramento degli indicatori socio-economici, causato dalla riduzione delle forniture di gas naturale alla regione."

Il deficit della Transnistria

Stime suggeriscono che, fino a gennaio 2025, la Transnistria coprisse il 55% delle proprie spese di bilancio attraverso un conto dove riceveva i pagamenti dei propri cittadini per il gas e quelli di ChiลŸinฤƒu per l’elettricitร  acquistata da Cuciurgan, la centrale elettrica che operava grazie al gas fornito gratuitamente dalla Russia.

Fino alla fine del 2024, la Russia ha concesso gas gratuitamente attraverso il gasdotto che transitava attraverso l’Ucraina. Questo gas veniva destinato ai consumatori domestici della regione, alle attivitร  industriali della Transnistria e alla centrale elettrica di Cuciurgan, che a sua volta vendeva una grande parte dellโ€™energia elettrica prodotta a ChiลŸinฤƒu. Nemmeno un centesimo arrivava a "Gazprom" che, negli anni scorsi, ha chiesto la differenza al governo moldavo.

Dopo il 1ยฐ gennaio 2025, ovvero da quando l’Ucraina ha bloccato il transito del gas russo verso la Transnistria, il regime separatista di Tiraspol รจ costretto a utilizzare gli introiti che vengono dalla popolazione per pagare il transito di gas. L’industria รจ ferma e nella regione non si produce quasi nulla da due mesi perchรฉ, secondo Tiraspol, il volume di gas che la Transnistria riceve รจ condizionato dal governo di ChiลŸinฤƒu.

Al contrario, l’Ufficio per la Reintegrazione del governo moldavo nega questa versione, sostenendo di non essere stato informato dell’esistenza di una crisi energetica o economica: "La societร  Moldovagaz informa che i volumi di gas contrattuali vengono consegnati senza impedimenti. Le modalitร  con cui Tiraspoltransgaz decide di ridistribuire tali volumi non sono concordate con noi. L’ufficio del rappresentante politico di Tiraspol non ha contattato Chiศ™inฤƒu per segnalare l’esistenza di eventuali problemi."

Infine, da gennaio la Moldova ha smesso di acquistare energia da Cuciurgan. Tra meno di quattro mesi, Chiศ™inฤƒu ultimerร  la costruzione della linea ad alta tensione Isaccea-Vulcฤƒneศ™ti-Chiศ™inฤƒu che collega il sistema energetico moldavo a quello romeno.

Secondo i dati diffusi da Tiraspol il 17 giugno , nei primi cinque mesi del 2025 la produzione industriale รจ diminuita del 43%, una perdita di circa 3 miliardi di rubli (circa 165 milioni di euro). Le maggiori riduzioni sono state registrate nel settore energetico (-51,5%), in quello metallurgico (-66%) e nellโ€™industria chimica (-68%).

Il volume del commercio estero รจ diminuito del 31,5% ma si prevede che nel 2025 calerร  oltre il 50%. Il 2026 potrebbe portare a un calo del PIL del 12% e a un’inflazione fino al 16%. La crisi nella regione sta costringendo sempre piรน residenti a cercare lavoro nei territori controllati dalle autoritร  costituzionali di Chiศ™inฤƒu, dove gli stipendi sono in media piรน alti del 50%.

Lโ€™ipotesi sabotaggio

Il governo moldavo sostiene che questa crisi sia stata indotta consapevolmente dal Cremlino con lโ€™obiettivo di sabotare le elezioni politiche che si terranno nel paese a settembre. Anche sulla riva sinistra del Nistru/Dniester incominciano i preparativi per le elezioni.

Il 30 novembre di quest’anno, gli abitanti della regione eleggeranno i deputati e i leader degli enti locali. Inoltre, nel 2026, verrร  eletto un nuovo capo dell’amministrazione separatista di Tiraspol. La trasparenza e regolaritร  di queste elezioni รจ discutibile.

Un’argomentazione a sostegno della posizione moldava deriva dal fatto che il paese dร  per scontato la sua adesione all’UE entro il 2030 indipendentemente dal fatto che la questione della Transnistria sia risolta o meno.

Chiศ™inฤƒu รจ riuscita a convincere Bruxelles a prendere in considerazione l’adesione in due fasi della Repubblica Moldova. Ciรฒ scoraggerebbe la Russia dal mantenere l’enclave separatista in Moldova, la cui spesa si รจ rivelata ben superiore ai guadagni strategici.

Lโ€™unico altro scenario che giustifichi il sostegno russo alla Transnistria sarebbe quello dellโ€™apertura di un secondo fronte nella guerra con lโ€™Ucraina. Questโ€™ipotesi diviene via via piรน improbabile col prolungarsi del conflitto.

Commenta e condividi
Iscriviti alla newsletter

La newsletter di OBCT

Ogni venerdรฌ nella tua casella di posta