Torino Film Festival: chi c’รจ dell’est?

Da venerdรฌ scorso sino a sabato il Festival del Cinema di Torino. Una rassegna del nostro critico cinematografico sui lavori da non perdere provenienti dall’est Europa

25/11/2013, Nicola Falcinella

Nessun film di area balcanica nel concorso internazionale del 31ยฐ Torino Film Festival iniziato venerdรฌ e in corso fino a sabato prossimo. Cโ€™รจ solo la presenza della regista bosniaca Aida Begic (โ€œSnijeg โ€“ Neveโ€ e โ€œBuon anno Sarajevoโ€) nella giuria ufficiale che assegnerร  i premi. Dentro un programma molto ricco, interessante e articolato, dalla fiction ai documentari, compresa la retrospettiva sulla New Hollywood di fine anni โ€™60 inizio โ€™70, non mancano perรฒ i film dโ€™area selezionati in altre sezioni.

Casanova e Dracula

Fiore allโ€™occhiello di โ€œOndeโ€ รจ lo spagnolo โ€œHistoria de la meva mortโ€ di Albert Serra, con una componente romena importante, essendo stato girato in buona parte in Romania con maestranze locali. La pellicola, che si distingue anche per aver fatto incontrare Casanova e Dracula, ha vinto ad agosto il Pardo dโ€™oro del Festival di Locarno. Un premio prestigioso per un film di quasi tre ore, pittorico e rarefatto, forse anche troppo, con attori quasi sconosciuti e parlato rigorosamente in catalano. Unโ€™opera molto dโ€™interni, di quadri fissi, con unโ€™ambizione filosofica: parte dal razionalismo illuminista di un castello francese e finisce in Transilvania, tra irrazionale e romantico, esoterismo e violenza. Tutto incarnato dallโ€™archetipo del conte creato da Bram Stoker.

Serra prova a riflettere sulla cultura europea e i suoi miti, tra i suoi semi e i suoi frutti, tra passato e presente. Cโ€™รจ un Casanova stanco e invecchiato, ai suoi ultimi giorni di vita, che incontra un nuovo servitore e con lui parte per un viaggio tra le foreste dellโ€™Europa centrale. Dalle atmosfere lussuose, i ricchi e lunghi pasti nel castelli frequentato da personaggi di rango, arriva a territori oscuri e poveri. Un cinema rigoroso, che pretende molto dallo spettatore, non facilmente accessibile, non perfetto, ma non pretenzioso come potrebbe sembrare.

Onde

Sempre nella sezione โ€œOndeโ€, da segnalare due film greci e un cortometraggi serbo. In particolare il forte โ€œSto lyko โ€“ To The Wolfโ€ di Aran Hughes e Christina Koutsospyrou, giร  presentato a Berlino. E la novitร  โ€œLutonโ€ di Michalis Konstantatos che racconta tre esistenze che apparentemente non hanno nulla in comune, se non la presenza della violenza e della sopraffazione: ci sono lโ€™abulico figlio di un affarista, una avvocatessa di mezza etร  non troppo in carriera e un padre di famiglia che scalda la sedia del suo minimarket.

Infine โ€œSoles de primaveraโ€ di Stefan Ivancic con quattro adolescenti che, durante le vacanze estive, discutono di rivoluzione e di comunismo, di ragazze e di studi allโ€™estero. Due sono giร  partiti, mentre gli altri stanno per andarsene.

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