Serbia: in cerca di un granello radioattivo o come tutto รจ andato storto

Due anni fa, un granello radioattivo andรฒ disperso in un campo nei pressi di Iฤ‘oลก, in Vojvodina, rischiando di mettere in pericolo la popolazione locale. I fatti che seguirono alla dispersione del materiale radioattivo non sono mai stati resi noti allโ€™opinione pubblica. Il Centro per il giornalismo investigativo della Serbia (CINS) ha indagato sulla vicenda

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ยฉ Allexxandar/Shutterstock

(Originariamente pubblicato da CINS )

Quel 4 giugno del 2021 il sole splendeva cosรฌ forte da spingere due lavoratori, che si trovavano in mezzo ad un campo nelle immediate vicinanze di Iฤ‘oลก, a togliersi la tuta e il casco protettivo. Lโ€™infinita pianura della Vojvodina si stendeva davanti a loro.

Radoslav Miljkoviฤ‡ e un suo collega di trentโ€™anni piรน giovane, Radomir Stehlik, stavano verificando le condizioni dei tubi di un gasdotto. Prendendo in mano un cavo fissato ad un dispositivo simile ad una scatola di metallo, si alternavano nel lanciarlo in un canale, come se stessero pescando. Allโ€™estremitร  del cavo, anzichรฉ unโ€™esca, cโ€™era una telecamera capace di rivelare lo stato di salute delle tubazioni interrate, proprio come un apparecchio radiologico.

I dispositivi di questo tipo contengono una parte radioattiva, quindi sono pericolosi, e per questo simili verifiche solitamente vengono effettuate da due lavoratori, uno giovane e lโ€™altro piรน anziano. Radoslav afferma di essersi sempre preso cura di Radomir come se fosse suo figlio.

Tutto lasciava intendere che sarebbe stata una normale giornata di lavoro fino a quando Radoslav non udรฌ un suono simile a quello di un sasso caduto in acqua. Capรฌ subito che erano in pericolo.

โ€œScappa, Radeโ€, gridรฒ Radoslav.

Una componente, grande quanto un chicco di grano, si era staccata dallo strumento di misurazione. Nonostante le sue dimensioni ridotte, la componente dispersa era molto pericolosa perchรฉ conteneva elementi radioattivi. Lโ€™esposizione a piccole dosi di radiazioni puรฒ indurre nausea, emicrania e febbre, mentre dosi piรน elevate danneggiano i tessuti, possono provocare il cancro e persino la morte.

Dopo lโ€™incidente Radoslav e Radomir tornarono alla sede dellโ€™azienda per la quale lavoravano e telefonarono alla Direzione per la radioprotezione e la sicurezza nucleare della Serbia e allโ€™Istituto per le scienze nucleari Vinฤa.

Ai due lavoratori venne ordinato di tornare indietro per mettere in sicurezza il luogo dellโ€™incidente e di rimanere lรฌ. I rappresentanti delle autoritร  competenti dissero che avrebbero effettuato un sopralluogo il giorno successivo.

Radoslav e Radomir trascorsero la notte in macchina, senza riuscire ad addormentarsi.

Il giorno dopo: alla ricerca di un granello radioattivo

La mattina del giorno seguente a Iฤ‘oลก giunse una squadra di esperti della Direzione per la radioprotezione e del laboratorio dellโ€™Istituto Vinฤa specializzati nella bonifica dei siti contaminati.

Il granello radioattivo si trovava in un canale di circa un metro di profonditร , ricoperto di fango. Era troppo piccolo per poter essere rintracciato e recuperato senza esporsi a radiazioni.

Radoslav ricorda che uno degli esperti dellโ€™Istituto Vinฤa proponeva di lasciare il granello laggiรน.

โ€œSarebbe bastato gettare [nel canale] un pezzo di piombo e lasciarlo lรฌโ€, spiega Radoslav, โ€œcosรฌ la radiazione sulla superficie della terra sarebbe stata pari a zero. Fine della storiaโ€.

Tuttavia, stando alle parole di Radoslav, uno dei rappresentanti della Direzione per la radioprotezione, lโ€™ispettore Vladimir Janjiฤ‡, insistette affinchรฉ il granello venisse recuperato. La documentazione raccolta da CINS dimostra che in quel momento Janjiฤ‡ non era in possesso dellโ€™abilitazione alla professione di ispettore.

Interpellati dai giornalisti di CINS, i rappresentanti della Direzione per la radioprotezione hanno affermato che quel giorno sul luogo dellโ€™incidente insieme a Janjiฤ‡ cโ€™erano anche il direttore e un altro ispettore della Direzione, specificando che lasciare la fonte di radiazione lร  dovโ€™era caduta sarebbe stato contrario alla legge e โ€œai principi di una gestione sicura dei rifiuti radioattiviโ€.

Quindi, si decise di recuperare il granello. Una ruspa ronzando sollevรฒ una grande quantitร  di terra, ma anzichรฉ risolvere il problema, questa azione non fece che peggiorare la situazione. Riportando la sorgente di radiazioni allo scoperto, aumentรฒ infatti il rischio di diffusione di sostanze radioattive.

A quel punto sul luogo dellโ€™incidente giunsero le forze di polizia, i vigili del fuoco e altri dipendenti dellโ€™Istituto Vinฤa, ma non essendo riusciti a rimuovere il granello in modo sicuro, si pensรฒ di cambiare strategia. Lโ€™idea era di individuare la zolla di terra in cui si trovava il granello radioattivo e di riporla, quindi senza estrarre il granello, in un contenitore di sicurezza. Dopo due ore di tentativi inutili, nei corso dei quali i dipendenti dellโ€™Istituto Vinฤa erano esposti a radiazioni, lโ€™azione venne interrotta.

Quindi Radoslav e Radomir furono costretti a trascorrere unโ€™altra notte piena di incertezze chiusi in macchina.

Due giorni dopo: lโ€™operazione matrioska

Il secondo giorno sul posto giunse un nuovo team di Vinฤa, cercando per ore di ritrovare la fonte di radiazione. Non riuscendo perรฒ piรน a scavare con le pale nella massa di fango ed erba, ormai indurita, si rese necessario un nuovo piano.

Allora si decise di sollevare lโ€™intero pezzo di terra contenente il granello radioattivo e di metterlo in un contenitore rivestito di piombo, per poi caricarlo su un furgone dellโ€™Istituto Vinฤa e trasportarlo a Belgrado.

Tuttavia, appena iniziarono a mettere in pratica questโ€™idea, gli esperti si resero conto che il contenitore di sicurezza comunque non sarebbe stato in grado di proteggere il conducente del furgone dalle radiazioni.

A quel punto ebbero una folgorazione: caricare lโ€™intero furgone con il contenitore di sicurezza su un camion con rimorchio. Quindi, come le matrioske russe: il granello radioattivo in una zolla di terra, la zolla in un contenitore, il contenitore su un furgone, il furgone su un camion.

I dipendenti dellโ€™Istituto Vinฤa si rifiutarono perรฒ di proseguire lโ€™operazione essendo giร  stati esposti a grandi quantitร  di radiazioni. Uno di loro consegnรฒ le chiavi del furgone ad un poliziotto e il team di Vinฤa se ne andรฒ.

โ€œรˆ come se un medico dicesse: โ€˜Prendi il mio bisturi e cavatela come puoiโ€™. La responsabilitร  di quanto accaduto ricade sul direttore del laboratorio dellโ€™Istituto Vinฤaโ€, sostiene lโ€™ex direttore dellโ€™Istituto Jagoลก Raiฤeviฤ‡.

Marija ล ljiviฤ‡-Ivanoviฤ‡, direttrice del laboratorio di Vinฤa, non ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti di CINS.

Il secondo giorno si concluse senza risolvere il problema. Anche quella notte la sorgente di radiazioni rimase in mezzo al campo, come anche i due lavoratori.

Tre giorni dopo: lโ€™intervento senza Vinฤa

I giorni passavano, il tempo stringeva e dopo la partenza degli esperti di Vinฤa bisognava capire come procedere.

Nella mattinata si svolse un incontro tra i rappresentanti della Direzione per la radioprotezione e lโ€™azienda per la quale lavoravano Radoslav e Radomir.

Si rinunciรฒ allโ€™operazione matrioska, decidendo di estrarre il granello dalla terra e di deporlo in un classico contenitore per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi.

โ€œDa quel fango venivano prelevati 200 grammi di terra alla volta e trasferiti in secchi da muratoreโ€, spiega Radoslav. โ€œPoi il materiale veniva analizzato con rilevatore di radiazioni. โ€˜Qua non cโ€™รจ, qua non cโ€™รจโ€ฆ eccolo qua, spostati!โ€™. Fu cosรฌ che si concluse la ricercaโ€.

Il contenitore con il materiale radioattivo fu caricato su un furgone dellโ€™Istituto Vinฤa e, scortato dalla polizia e dai vigili del fuoco, venne trasferito in un deposito temporaneo a Pinosava [nella periferia di Belgrado] gestito da unโ€™azienda privata.

Jagoลก Raiฤeviฤ‡ ritiene che la procedura adottata fosse sbagliata.

โ€œIl granello estratto dal fango era un rifiuto radioattivo, e tutti i rifiuti radioattivi devono essere consegnati allโ€™azienda pubblica NOS [Impianti nucleari della Serbia] di cui perรฒ nel rapporto non vi รจ alcuna menzioneโ€.

Inoltre, i dipendenti della NOS avrebbero potuto aiutare nella ricerca della sorgente di radiazioni poichรฉ erano autorizzati a svolgere simili interventi. Eppure, la Direzione per la radioprotezione non ritenne opportuno nemmeno contattati. Alcune fonti interpellate da CINS sostengono che allโ€™epoca i direttori delle due aziende fossero in conflitto.

Secondo la spiegazione fornita dalla Direzione per la radioprotezione, la sorgente di radiazioni recuperata nei pressi di Iฤ‘oลก non fu mai trattata come rifiuto poichรฉ non era danneggiata. Rispondendo alle domande dei giornalisti di CINS, i rappresentanti della Direzione hanno puntato il dito contro lโ€™azienda per la quale lavoravano Radoslav e Radomir accusandola di non aver contattato la NOS.

La sorgente di radiazioni giunse a Pinosava la sera del terzo giorno. Benchรฉ la storia del granello finisse lรฌ, per Radoslav il problema era ben lungi dallโ€™essere risolto.

Due anni dopo: irradiazione e divieto di lavorare

Gli abitanti di Iฤ‘oลก, le cui case si trovano a pochi minuti a piedi dal luogo dellโ€™incidente, erano completamente allโ€™oscuro di quanto accaduto.

Gli abitanti con cui le giornaliste di CINS hanno parlato durante la loro visita a Iฤ‘oลก allโ€™inizio di questโ€™anno erano del tutto ignari della vicenda. Uno dei residenti ha sentito parlare della dispersione di una sorgente di radiazioni, ma non sono state le autoritร  a rivelarglielo. Lโ€™intera vicenda รจ rimasta nascosta allโ€™opinione pubblica fino a poco tempo fa quando Insajder ha scritto della dispersione della sorgente e dei lavoratori esposti a radiazioni.

Quanto a Radoslav, lo abbiamo trovato nella sua casa nei pressi di Niลก. รˆ un tipo pittoresco che mentre parla di quella ricerca di un ago radioattivo in un pagliaio ci osserva seriamente con gli occhi socchiusi sopra gli occhiali da vista che gli coprono quasi metร  del volto. Pur essendo dentro la casa, non si toglie il suo cappello di lana blu.

Quel venerdรฌ in cui avvenne lโ€™incidente fu il suo ultimo giorno di lavoro con sorgenti di radiazioni.

I lavoratori esposti durante le attivitร  sul campo utilizzano i rilevatori per monitorare le radiazioni a cui sono soggetti. Le quantitร  di radiazioni a cui possono essere esposti sono esplicitamente definite dalla legge: in media 20 mSv, ma non piรน di 50 mSv allโ€™anno.

In un rapporto della Direzione per la radioprotezione si afferma che durante lโ€™incidente nei pressi di Iฤ‘oลก il rilevatore di Radoslav registrรฒ una dose di ben 962 mSv. Il giovane collega di Radoslav, sempre stando ai documenti resi noti dalla Direzione, ricevette una dose circa due volte inferiore, che comunque supera di gran lunga i limiti consentiti.

Tuttavia, altri documenti dimostrano che i due lavoratori non furono esposi a dosi di radiazioni cosรฌ alte. Lo conferma anche Radoslav, sostenendo tra lโ€™altro che i rilevatori di radiazioni rimasero attaccati alle tute che lui e il suo collega si tolsero a causa del caldo.

โ€œQuando lavoriamo per la NIS [Compagnia petrolifera della Serbia] le maniche corte non sono unโ€™opzione. Dobbiamo indossare la tuta e il casco. La tuta va indossata anche con temperature superiori ai 40ยฐC. Ma dopo cinque ore, senza alcun controllo, non avendo nessuno intornoโ€ฆ ce la togliamo, fa troppo caldoโ€, spiega Radoslav.

Dopo i primi esami effettuati nel giugno del 2021 subito dopo lโ€™incidente, citati anche nel rapporto della Direzione per la radioprotezione, Radoslav fu sottoposto a ulteriori controlli nellโ€™ottobre dello stesso anno.

Analizzando i risultati degli esami, ลฝelimira Iliฤ‡, medico specializzato in radioprotezione, osserva un notevole miglioramento delle condizioni di Radoslav, definendolo perรฒ โ€œillogicoโ€.

โ€œNon so come qualcuno possa riprendersi in cosรฌ poco tempo. A quellโ€™etร  la convalescenza non รจ cosรฌ veloce come ad esempio nei diciannovenniโ€.

A Radoslav รจ stato vietato di svolgere attivitร  a rischio radiazioni per cinque anni. Quindi, non ha perso il suo lavoro, solo che ora svolge altre attivitร  e non si espone a radiazioni.

Radoslav si dice perรฒ deluso. Oltre a lamentare il fatto di essersi trovato impossibilitato a fare quello che ha sempre fatto, sottolinea che alcuni dati citati nel rapporto ufficiale sullโ€™incidente di Iฤ‘oลก non corrispondono alla veritร , altri invece sono stati completamente omessi.

โ€œFaccio questo lavoro da anni. Sono un lavoratore esposto di categoria A [โ€ฆ] e con un certificato come questo [riguardante il divieto di esporsi a radiazioni] mi sento preso in giroโ€ฆ Sono stati commessi gravi errori. E a chi รจ stata addossata la colpa? A meโ€.

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