Romania, dopo la crisi un governo di corto respiro

Dopo la crisi politica del maggio scorso, finalmente la Romania ha un governo: a guidarlo è Luca Niculescu, indipendente, diplomatico, ex ambasciatore, nonché ex giornalista. Le sfide però sono tutt’altro che semplici. L’intesa politica sull’esecutivo prevede un sostegno di sei mesi, poi si vedrà

29/10/2026, Mihaela Iordache
Luca Niculescu © LCV/Shutterstock

Luca Niculescu © LCV/Shutterstock

Luca Niculescu © LCV/Shutterstock

L’arrivo della stagione fredda ha spinto la classe politica di Bucarest a votare finalmente in Parlamento un nuovo governo, dopo una crisi durata quasi sei mesi. Sono stati gli stessi protagonisti della politica romena ad ammettere che si tratta di un governo formato per “portare la Romania fuori dall’inverno”. D’altronde, l’intesa politica prevede un sostegno di sei mesi, ma senza particolari garanzie.

Il nuovo governo di Bucarest è guidato da Luca Niculescu, un primo ministro indipendente, diplomatico, ex ambasciatore della Romania in Francia, nonché ex giornalista. Il suo governo conta 19 membri, in gran parte esponenti del Partito Socialdemocratico (PSD), ma anche tecnocrati.

Il PSD è il partito con il maggior numero di parlamentari e controlla gran parte dei ministeri, tra cui quelli della Giustizia, della Difesa e dei Trasporti. I ministeri dell’Energia, degli Esteri, dell’Istruzione e della Cultura sono invece affidati a ministri indipendenti.

Il sostegno al governo arriva dai parlamentari socialdemocratici, dal Partito Nazionale Liberale e dall’UDMR, il partito della minoranza ungherese in Romania. Passano invece sui banchi dell’opposizione i progressisti dell’USR (Unione Salvate la Romania). A far loro compagnia, tutti i partiti nazionalisti, a partire dall’AUR, che continua a essere in testa ai sondaggi elettorali.

Il 20 ottobre il Parlamento di Bucarest ha votato a favore del nuovo governo guidato da Luca Niculescu, con 280 voti favorevoli e 58 contrari. In questo modo, la crisi politica iniziata a maggio con la caduta del governo Bolojan è rientrata. Almeno per la stagione invernale, quando in Romania le temperature scendono significativamente sotto lo zero.

“Dico al popolo romeno che tipo di governo sarà questo. Sarà un governo che porterà denaro e investimenti nel Paese. Sarà un governo che creerà posti di lavoro. Sarà un governo che contribuirà a rafforzare l’Europa e a difendere il popolo romeno. E per questo, abbiamo bisogno, innanzitutto, di una corretta comprensione della situazione in cui ci troviamo: perché la Romania non sta attraversando soltanto una crisi di bilancio, ma una crisi del proprio modello di sviluppo. Si tratta di un modello che, in passato, ha certamente prodotto risultati significativi”, ha affermato il primo ministro Niculescu dalla tribuna del Parlamento.

Le priorità dell’esecutivo includono la disciplina finanziaria, l’uso efficiente dei fondi pubblici, la ripresa economica e l’attrazione di investimenti, nel rispetto degli impegni assunti nei confronti della Commissione europea.

Nulla è dato per scontato, nemmeno il sostegno del PSD. Il leader dei socialdemocratici, Sorin Grindeanu, ha annunciato che il PSD valuterà l’operato del governo di Niculescu dopo sei mesi, riservandosi la possibilità di ritirare i ministri socialdemocratici dall’esecutivo.

Grindeanu ha chiesto a Niculescu di assumersi la responsabilità di governo per due riforme chiave da attuare nel marzo 2027. Si tratta della riforma della pubblica amministrazione locale, che include la fusione su base volontaria dei piccoli comuni, e della riorganizzazione delle agenzie statali.

Le principali sfide della Romania

Nei prossimi mesi la Romania dovrà fare i conti proprio con la crisi dei conti pubblici. Il Paese deve ridurre uno dei deficit di bilancio più elevati dell’Unione europea, con l’obiettivo di arrivare al 5,3% del PIL nel 2027. Il governo dovrà conciliare tagli alla spesa, investimenti pubblici e protezione sociale, evitando di aggravare il rallentamento economico.

Il governo del liberale Ilie Bolojan aveva puntato sulle riforme, sugli aumenti delle imposte e sul congelamento di salari e pensioni nel settore pubblico, in un contesto di inflazione. Misure che hanno alimentato l’insoddisfazione sullo sfondo del caro vita.

Secondo il premier Niculescu, l’obiettivo del governo non è quello di aumentare le tasse, il processo di risanamento dei conti pubblici deve basarsi sulla riduzione degli sprechi, su un utilizzo più efficiente delle risorse pubbliche e sul miglioramento della riscossione dei tributi.

Bucarest deve accelerare gli investimenti e rispettare gli impegni assunti con Bruxelles. I ritardi nelle riforme possono compromettere i finanziamenti destinati a infrastrutture, sanità, istruzione e transizione energetica.

Un’altra sfida che attende il governo di Bucarest riguarda la sicurezza nazionale. La guerra in Ucraina, la vicinanza al Mar Nero e gli incidenti di sicurezza nella regione impongono alla Romania di rafforzare la difesa, la resilienza energetica e la cooperazione con la NATO e l’Unione europea.

Da qui derivano anche importanti sfide geopolitiche nei rapporti tra Washington, Bruxelles e la regione del Mar Nero. La Romania occupa una posizione strategica sul fianco orientale della NATO. Confina con l’Ucraina, si affaccia sul Mar Nero ed è un attore importante per la sicurezza della Repubblica Moldova.

Le reazioni

Il nuovo esecutivo ha attirato subito l’attenzione interna e internazionale. La Romania si presenta finalmente con un governo votato dal Parlamento e non sfiduciato, con l’aiuto del PSD, come era accaduto al governo Bolojan a maggio.

La stampa estera sottolinea la fine dello stallo politico in Romania, ma rileva che il nuovo governo deve affrontare sfide economiche significative e può contare su un sostegno parlamentare che potrebbe non rivelarsi duraturo.

Reuters presenta l’insediamento come un passo importante verso la risoluzione dello stallo politico, ma sottolinea le sfide economiche che il nuovo primo ministro dovrà gestire.

Reuters osserva poi che il PSD intende riesaminare il proprio sostegno all’esecutivo dopo sei mesi. La durata del governo dipenderà, di fatto, dalla capacità del primo ministro di mantenere l’appoggio del Parlamento.

L’Associated Press (AP) sottolinea le pressioni economiche che gravano sul nuovo esecutivo, in particolare l’elevato deficit di bilancio, e precisa che il sostegno politico al governo è solo temporaneo, in attesa che i partiti raggiungano accordi di più ampio respiro.

Dal canto suo, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si è congratulata con Luca Niculescu per l’assunzione dell’incarico di primo ministro della Romania, in un messaggio pubblicato sulla piattaforma X.

Von der Leyen ha sottolineato che la Romania e l’Unione europea hanno un “lavoro importante” da svolgere, in particolare nel creare opportunità per i cittadini e le imprese, nonché nel rafforzare la sicurezza sul fianco orientale.

“Non abbiamo tempo da perdere. Andiamo avanti insieme, per la Romania e per l’Europa”, ha scritto la presidente della Commissione europea.


Hai notato inesattezze o errori in questo articolo? Contattaci a redazione@balcanicaucaso.org .

Tag: