Resistenza culturale a Sarajevo
Per tenere viva la memoria della resistenza culturale di Sarajevo sotto assedio, nell’ambito del Festival internazionale nel teatro (MESS) a Sarajevo, l’8 aprile si terrà un incontro con il giornalista e fotografo Mario Boccia nell’anniversario della morte di Jovan Divjak, fondatore dell’associazione “L’istruzione costruisce la Bosnia Erzegovina”

La Fioraia di Sarajevo, copertina della versione bosniaca
La Fioraia di Sarajevo, copertina della versione bosniaca © Obrazovanje gradi BiH
l’International Theater Festival MESS è uno degli eventi culturali di cui Sarajevo va più fiera. Nato nel 1960, nella Jugoslavia di Tito, per iniziativa di Jurislav Korenić, autore e drammaturgo del Teatro Nazionale e fondatore del Kamerni Teatar 55 di Sarajevo, è un festival di teatro sperimentale aperto a gruppi provenienti da diversi paesi.
Da allora si tiene ogni anno, eccetto solo nel 1992 con l’inizio dell’assedio della città. Già nel 1993, su iniziativa di uno dei direttori teatrali più famosi del paese, Haris Pašović, ripartì lanciando la resistenza culturale della Sarajevo sotto assedio. In quel periodo si vide la partecipazione anche di direttori teatrali stranieri come Peter Schumann e Susan Sontag. A quest’ultima, rimasta nella memoria dei sarajevesi per essere rimasta mesi sotto le granate a realizzare lo spettacolo “Aspettando Godot”, è stata dedicata una piazza del centro città.
Nel 1996, con la fine del conflitto, è stata poi ideata nell’ambito del MESS l’iniziativa “Modul Memorije” (Modulo Memoria), un programma dedicato a progetti culturali che preservino la memoria del tragico passato della Bosnia Erzegovina, con uno speciale focus sull’arte come intreccio di estetica ed etica. Da allora si svolge annualmente a partire dal 6 aprile, giorno di inizio dell’assedio nel 1992.

Internacionalni teatarski festival MESS © mess.ba
Si inserisce in questa cornice l’evento che si tiene l’8 aprile, al Museo Storico della Bosnia Erzegovina (Historijski Muzej Bosne i Hercegovine) alle ore 18.00 con il fotografo e giornalista italiano Mario Boccia. Viene presentato il libro la “Fioraia di Sarajevo”, con testi di Mario Boccia e illustrazioni di Sonia Marialuce Possentini, uscito in Italia nel 2021 con Orecchio Acerbo Editore, pubblicato ora in lingua bosniaca per iniziativa dell’associazione OGBiH – Obrazovanje gradi BiH (L’istruzione costruisce la Bosnia Erzegovina) – e il patrocinio di Amnesty Italia – che dal 1996 offre borse di studio a studenti dell’intera Bosnia Erzegovina.
Nell’ambito del progetto “Trancityons” OBCT porta nei Balcani una mostra fotografica dedicata all’assedio di Sarajevo con foto di Mario Boccia. Dopo le tappe al MITAG di Rovereto e al Muzej Devedesetih di Belgrado, la mostra si sposterà a maggio a Zagabria, per poi arrivare a Sarajevo in autunno.
La scelta dell’8 aprile non è casuale: in questa data ricade il quinto anniversario della morte del fondatore e animatore dell’associazione, Jovan Divjak. Un uomo che, militare della JNA, ha scelto di restare in città e difenderla durante l’assedio, come ha scritto Azra Nuhefendić nel suo articolo per OBCT del 9 aprile 2021: “Divjak avrebbe potuto scegliere di stare dalla parte dei ‘suoi’, cioè dei serbi, e starsene ‘tranquillo’, come avevano fatto tanti, lasciare Sarajevo e sparare dalle montagne sovrastanti verso la città assediata. Ma ha preferito rimanere a Sarajevo, difendere la città e i suoi abitanti perché, come diceva a quelli che gli chiedevano di spiegare la sua scelta, ‘era mio dovere, morale e personale. Noi siamo chi scegliamo di essere e l’identità non è immutabile. La mia scelta è stata la Bosnia Erzegovina’.“

Jovan Divjak e Mario Boccia Sarajevo ottobre 1997 © Foto Mario Boccia
Grande costruttore di pace dalla fine del conflitto, “Čika Jovo” (Zio Jovo, come viene chiamato non solo a Sarajevo) è stato una delle persone, proprio come Mario Boccia, che ha mantenuto vivo il ponte di relazioni tra l’Italia e la Bosnia Erzegovina. Infatti, Mario Boccia oltre ad essere tra i giornalisti e fotografi italiani che più hanno seguito i conflitti di dissoluzione della ex Jugoslavia, dal 2003 sostiene l’iniziativa della Cooperativa agricola “Insieme” fondata nel 2003 a Bratunac a pochi chilometri da Srebrenica, conosciuta in Italia perché negli anni ha ricevuto il sostegno di enti, associazioni e singoli, nella produzione di marmellate e succhi di “Frutti di pace”.
Mario Boccia grazie alle sue fotografie e ai suoi racconti, da 30 anni mantiene viva la memoria della resistenza civile della città, nelle scuole e in incontri pubblici.
Tag: Assedio di Sarajevo
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