Per il cinema rumeno รจ sempre mattino
Si รจ chiuso il 14 agosto scorso il Festival di Locarno. Ancora protagonista il cinema rumeno con il film โMorgenโ di Marian Crisan. Anche registi di altri paesi hanno confermato la vitalitร del cinema dei Balcani
Ancora una volta la Romania allโattenzione del cinema mondiale. Al 63ยฐ Festival di Locarno chiusosi sabato sera, โMorgenโ, opera prima di Marian Crisan, ha fatto incetta di premi e menzioni, a cominciare dal premio speciale della giuria. Dopo il cinese โWinter Vacationโ di Li Hongqi, che a sorpresa ha ricevuto il Pardo dโoro, si tratta del secondo premio per importanza.
Il cinema dei Balcani si รจ confermato molto vivace e ha ottenuto un altro pardo, quello per la migliore attrice, andato a Jasna Duriciฤ, una delle interpreti dellโinteressante serbo โBeli beli svetโ di Oleg Novkoviฤ.
โMorgenโ ha ricevuto pure il premio della giuria ecumenica, il terzo posto per la giuria giovani (che ha fatto le scelte piรน condivisibili di tutti premiando il cinese โKaramayโ di Xu Xin davanti allโottimo โPietroโ di Daniele Gaglianone, che inopinatamente non ha ricevuto nulla ma รจ giร nelle sale italiane) e il premio Ficc / Iffs della federazione internazionale dei cineclub.
Il premio Arte & Essai Cicae รจ andato a โBeli beli svetโ, curiosamente ambientato a Bor, cittร della Serbia orientale, come del resto โTilva Roลกโ del serbo Nikola Leลพaiฤ (storia di giovani skaters, semplicisticamente definita a Locarno il โGus Van Sant serboโ), del quale abbiamo giร scritto da Sarajevo, e che era nella sezione Cineasti del presente.
Entrambi i lungometraggi mostrano le miniere di rame e le fabbriche della cittร , le manifestazioni degli operai che hanno perso il lavoro. Il film di Novkoviฤ, giร autore di โKazi zasto me ostavi – Dimmi perchรฉ mi hai lasciataโ (1993, uno dei primi sulla guerra) โNormalni ljudiโ e โSutra ujutruโ, รจ una tragedia greca che ruota intorno al personaggio di Kralja, interpretato da Uliks Fehmiu (figlio di Bekim), proprietario di un bar.
La sua vita da scontroso viene sconvolta allโimprovviso da due fatti concomitanti. La visita della giovane e provocante Rosa, bella e selvaggia, figlia dellโamico rivale Animal. E lโuscita dal carcere di Ruzica, moglie di Animal e madre di Rosa, nonchรฉ sua vecchia amante. Da una parte travolto da una nuova passione e dallโaltro riportato allโindietro nel tempo, a scoprire cose del passato che lo sconvolgeranno. โBeli beli svetโ (nel cast cโรจ anche Neboisa Glogovac) รจ in parte anche un musical con i personaggi che a turno con le canzoni esprimono i loro stati dโanimo e il coro finale.
โMorgenโ รจ la storia del quarantenne Nelu (Hathazi Andras) che vive a Salonta, cittadina sul confine tra Romania e Ungheria, e lavora come guardia giurata in un supermercato. Le sue giornate sono tutte uguali. Allโalba va a pescare (folgorante la sequenza iniziale ripresa da lontano in cui le guardie di frontiera lo costringono a lasciare il pesce catturato), poi al lavoro, infine torna dalla moglie nella fattoria in mezzo ai campi. Il loro piccolo sogno รจ andare al mare. Una mattina Nelu si imbatte in un turco (Yalcin Yilmaz) che vuole passare illegalmente la frontiera. I due non si intendono se non per un paio di parole di tedesco, ma questo non gli impedisce di comunicare. Il padrone di casa, che inizialmente voleva tener lontano lโestraneo, finisce con lโospitarlo a casa in attesa di poterlo far espatriare, nonostante le minacce e i controlli delle guardie di confine.
La pellicola di Crisan รจ molto ben scritta, affidata a volti giusti, diretta con sensibilitร e dimostra conoscenza di ciรฒ di cui sta parlando. Unโopera prima notevole, nello stile dei lunghi pianisequenza della nuova scuola romena.
Anche โPerifericโ di Bogdan George Apetri รจ un altro esordio interessante per un regista, che vive tra Romania e Stati Uniti, giร segnalatosi con dei cortometraggi. Matilda (interpretata dalla brava Ana Ularu) รจ una detenuta a metร della pena che riceve 24 ore di permesso per il funerale della madre. Il suo obiettivo รจ perรฒ scappare allโestero, facendosi portare dal camionista (Ion Sapdaru) marito della sua compagna di cella al porto di Costanza. Dopo che il fratello e la cognata non lโhanno voluta aiutare, va a trovare Paul (Mimi Branescu) da cui ha avuto un figlio, Toma, otto anni, che ora sta in un istituto. Dallโuomo, un pappone che lโha fatta finire in prigione nonostante la sua innocenza, deve ricevere dei soldi, ma il loro litigio li fa finire fuori strada con lโauto e lui muore. Lโincontro con il figlio, che nellโistituto frequenta ragazzini piรน grandi, giร coinvolti in giri di piccola criminalitร , riserva a Matilda altre brutte sorprese. Se la storia non รจ originalissima, lo spirito, il ritmo e lo stile (piรน classico nella scomposizione in inquadrature e lontano dai pianisequenza degli altri cineasti romeni) tengono avvinti. Gli attori sono bravi e convincenti.
Senza premi nella sezione Cineasti del presente lโaltro interessante esordio romeno "Burta balenei – Il ventre della balena" di Ana Lungu e Ana Szel. La seconda รจ anche protagonista nei panni di una trentenne separata che vive con i genitori insieme alla figlia. Riceve la visita dellโex marito che poi se ne va portandosi dietro figlia e suocera. Ana prepara una serata con altri tre amici. Vogliono vedere un film, ma lโinizio รจ continuamente rinviato: prima perchรฉ non riescono a completare tutti i collegamenti del proiettore, poi perchรฉ la padrona di casa si accorge di non trovare piรน il telefono mentre aspetta la chiamata dellโuomo con cui ha trascorso la notte precedente. Partono cosรฌ le ricerche e poi il surreale scambio di messaggi con il ragazzino (e i suoi genitori) che hanno ritrovato il cellulare. Le registe rischiano molto perchรฉ allโinizio non si capisce dove la storia vada a parare, i tempi sono lunghi e alcuni passaggi sembrano superflui. Lo spunto รจ perรฒ interessante e man mano che la vicenda si sviluppa acquista un suo senso e lo stile (anche qui lunghi piani sequenza) trova una motivazione.
Si conclude poi in Romania โIl responsabile delle risorse umaneโ dellโisraeliano Eran Riklis (โLa sposa sirianaโ, โIl giardino dei limoniโ) presentato in Piazza Grande che, come prevedibile, ha vinto il premio del pubblico. La vicenda (da un romanzo di Abraham Yehoshua) ruota attorno a una romena emigrata a Gerusalemme per lavoro e morta in un attentato. La notizia del suo cadavere non reclamato da nessuno arriva sui giornali e manda nei guai il grande panificio in cui era stata impiegata. Per recuperare il danno dโimmagine, il responsabile delle risorse umane del panificio, accompagnato da un giornalista, torna al villaggio natale della dipendente.
Nei Cdp lโinteressante documentario turco (nel concorso internazionale cโera anche โSac โ Capelliโ di Tayfun Pirselimoglu) "12 Settembre" di Ozlem Sulak che ricostruisce le vicende del colpo di stato del 12 settembre 1980 guidato dal generale Kenan Evren. Un evento (affrontato in piรน occasioni dal cinema di fiction) che ha segnato in profonditร la societร del paese oltre che deviarne la storia politica. Ne parlano 17 persone che al tempo erano lavoratori e studenti e che lโhanno vissuto in varie forme, qualcuno lโha sostenuto, qualcuno รจ stato spettatore senza rendersi ben conto di quel che stava succedendo, ma la maggioranza degli intervistati era contro il golpe. Ciononostante molti corsero a nascondere, o addirittura bruciare, i testi โsovversiviโ che potevano farli accusare. Colpisce inoltre il racconto delle conseguenze del golpe sulla vita personale di ciascuno: nei giorni successivi al golpe furono in molti quelli che corsero a sposarsi e fecero figli, ritirandosi dalla partecipazione attiva alla vita politica e associativa. Interessante la forma scelta dalla regista. Ogni intervista รจ un pianosequenza di unโazione lavorativa dellโintervistato (chi fa il pane, chi lavora i campi, chi fila, chi scrive) con il sonoro registrato a parte.
Tag: Cinema
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