Non รจ un mio problema
Come รจ presentata oggi nei media russi la questione cecena e come รจ stato affrontato il conflitto russo georgiano, ne parliamo con il sociologo Boris Dubin e il giornalista Boris Dolgin
Boris Dolgin Vice Capo Redattore e Redattore Scientifico di Polit.ru e Boris Dubin, Direttore del Dipartimento di Studi Sociali e Politici del Centro Levada per gli Studi Politici e Sociali
In primavera รจ stata annunciata la fine del regime antiterrorismo in Cecenia; parallelamente si รจ assistito ad una crescita della violenza nella regione, culminata negli attentati suicidi di settembre e ottobre. Come viene recepita questa contraddizione dal punto di vista del fruitore russo dell’informazione?
Dubin: Se teniamo in considerazione i sondaggi sociologici russi in generale, direi che il problema della Cecenia per l’opinione pubblica russa praticamente non esiste. E’ qualcosa che accade in un universo parallelo e che non ha alcun effetto diretto nell’esistenza del russo medio. Non รจ una questione nuova, anzi, risale a diversi anni fa: il potere di risoluzione della questione cecena รจ stato delegato interamente alle autoritร : "Ristabilite l’ordine in Cecenia, ma non fateci sapere a quale prezzo, perchรฉ noi comunque non lo vogliamo sapere. L’importante รจ che la cosa non ci disturbi." Il risultato รจ stato che durante la seconda guerra cecena รจ stato cancellato dai mezzi di comunicazione di massa, in particolare dalla televisione, qualsiasi punto di vista che non riflettesse quello ufficiale; chi non ha particolare desiderio di cercare notizie su quanto successo in Cecenia, non le trova disponibili sugli organi di stampa piรน diffusi. Il ragionamento del fruitore medio รจ il seguente: "Non รจ un mio problema, che lo risolvano le autoritร , che se la sbrighi l’esercito, comunque la cosa non mi riguarda." E’ anche vero che ogni volta che accende la televisione, tre – quattro volte al giorno, non si imbatte mai nel problema Cecenia, per cui la questione semplicemente non si pone.
Di solito la televisione riporta la normalizzazione della crisi, la ripresa del settore edilizio, la possibilitร di ricevere nuovi appartamenti, le varie feste, i concerti. Nonostante ciรฒ, il 60% circa dei russi rivela di temere di diventare vittima di un attentato terroristico, o di avere paura per i propri familiari; (nei primi anni del 2000 la percentuale raggiungeva l’80%). Un ulteriore indicatore significativo รจ rappresentato dal fatto che oltre il 60% degli intervistati considera la situazione in Caucaso del Nord molto tesa ed estremamente critica. I due dati dimostrano che la maggior parte dei russi รจ comunque consapevole della gravitร della situazione, per quanto la percepisca sullo sfondo e non in primo piano. Si estraniano comunque dalla questione, convinti che il problema riguardi le autoritร e l’esercito e che quindi a loro spetti risolverlo. Ma in linea di massima la gente preferisce credere alla versione ufficiale secondo cui la ricostruzione prosegue e tutto รจ a posto.
Dolgin: "Purchรฉ la Cecenia non ci arrivi in casa!" Di per sรฉ il documento sulla fine delle operazioni antiterrorismo, da qualunque parte lo si consideri, non riveste importanza particolare. La fase attiva del conflitto รจ terminata da tempo. Da un punto di vista giuridico, nessuno si prenderร la briga di esaminare l’atto o la terminologia adoperata nel testo. Per il cittadino medio russo non caucasico l’evento รจ passato inosservato. Del resto il senso della dichiarazione era puramente amministrativo: si รจ trattato di ampliare i poteri dell’amministrazione Kadyrov e di diminuire il controllo da parte dei servizi federali. La decisione in effetti sancisce il passaggio di potere. Per il cittadino di Mosca o San Pietroburgo la questione non riveste il minimo interesse. E’ importante invece per chi si interessa attivamente di politica o per chi รจ direttamente legato, in un modo o nell’altro, al conflitto e alle sue conseguenze. Parimenti รจ passato inosservato l’incremento, comunque moderato, della violenza in Cecenia.
Dubin: Sรฌ, in effetti per la coscienza di massa dei cittadini l’evento non si รจ verificato. Paradossalmente, il dato รจ dovuto al fatto che la maggior parte dei cittadini russi percepisce la Cecenia come separata dalla Russia. Se interrogati in merito, rispondono di solito che per quanto li riguarda la Cecenia si puรฒ separare dalla Russia, non sono disposti a imbracciare le armi e combattere per essa; altri invece la considerano de-facto indipendente; non entrano nel merito della determinazione giuridica del suo status, ma di fatto non la recepiscono come territorio russo. La maggioranza aritmetica dei cittadini russi oggi non รจ disposta a mantenere la Cecenia entro i confini con la forza. E’ un altro aspetto dell’assioma "non รจ un mio problema".
Dolgin: Analizzando il fenomeno รจ comunque importante sottolineare che l’incremento della violenza in Cecenia รจ stato moderato. La Cecenia รจ un coacervo di problemi, ma se prendiamo in considerazione il solo aspetto della violenza, questa รจ cresciuta non tanto in Cecenia quanto nelle regioni circostanti, soprattutto in Inguscezia, che oggi rappresenta la situazione piรน problematica. Il classico effetto spill-over. La sostituzione al vertice della Repubblica รจ stata una decisione giusta ma presa con notevole ritardo. Il Presidente precedente non era in grado di far fronte alla violenza da parte delle forze federali. L’attuale Presidente, invece, avrebbe potuto fare qualcosa di piรน, ma poi ha subito un attentato. Sono tante le cose che non vanno e che sfociano in un aumento della violenza. Anche in Dagestan la situazione non รจ rosea. Si tratta di situazioni che differiscono da quella cecena, ma che sono comunque ad essa collegate, e che godono di maggiore attenzione: se si viene a sapere dell’omicidio di una famiglia russa in Inguscezia, la notizia produce il suo effetto. Anche il caso delle elezioni locali in Dagestan ha avuto la sua risonanza, almeno per le persone che seguono gli eventi della regione. Mentre il fatto che in Cecenia uccidano qualcuno รจ una non-notizia, รจ cosรฌ da tanto tempo, uno piรน uno meno non fa differenza.
Parliamo del conflitto russo-georgiano. Si รจ parlato del fatto che televisione di massa e in parte i giornali da un lato, e i siti web dall’altro, hanno riferito sulla guerra in maniera completamente diversa. In cosa รจ consistita la differenza?
Dubin: Come centro Levada abbiamo monitorato l’evolversi del conflitto molto prima che questo prendesse forma armata, i nostri dati raccontano cosa รจ effettivamente successo, per la maggior parte dei cittadini russi, giร prima dello scoppio delle ostilitร . La versione ufficiale degli eventi รจ stata accettata in toto: "La Georgia si preparava ad aggredire e poi ha effettivamente aggredito i nostri concittadini, per cui la Russia รจ intervenuta per difendere dei cittadini russi." Se sia stato corretto da parte russa distribuire preliminarmente passaporti russi, รจ un aspetto che non viene preso in esame. L’opinione pubblica si รจ dimostrata sensibile all’argomento, per cui la versione dell’aggressione a cittadini russi รจ stata accolta subito e senza riserve.
Altra questione rilevante a livello di comunicazione: Saakashvili รจ stato definito "fascista". L’utilizzo del termine rievoca nella memoria dei russi la Grande Guerra Patriottica, per cui l’associazione immediata ha portato all’identificazione del conflitto russo-georgiano come una continuazione della Seconda Guerra Mondiale. I dati dimostrano come mese dopo mese fino a ยพ della popolazione hanno approvato le misure adottate, il comportamento di Medvedev e Putin, l’invio di truppe russe, e tutto lo scenario presentato, hanno condannato la Georgia e i georgiani, in primis Saakashvili. L’aspetto piรน interessante di questo quadro รจ che la maggior parte dei cittadini, in una percentuale compresa fra il 75% e l’80%, ha recepito lo scontro caucasico come una guerra non fra la Russia e la Georgia, ma fra la Russia e gli Stati Uniti, la mano invisibile che ha armato e supportato la Georgia; il conflitto dell’agosto 2008 รจ stato interpretato come una guerra mondiale non dichiarata, il che ha suscitato un’ondata di acceso antiamericanismo. Settimana dopo settimana i dati Levada dimostrano il livello raggiunto dagli umori antiamericani e di conseguenza antigeorgiani, antiucraini e antibaltici. I grafici relativi a queste quattro tendenze sono praticamente paralleli.
Sui siti internet il tono รจ stato completamente diverso. Si traduceva, sostanzialmente, in una richiesta di vera e autentica informazione. "Perchรฉ non circolano fotografie o filmati? Dove sono le testimonianze oculari?" E subito sono comparsi input di altro tipo, insieme all’analisi di politologi competenti ed esperti che giร lavoravano su queste aree. Il fatto che passando dalla televisione ai computer fosse possibile assistere contemporaneamente due guerre, e quindi a due Russie, diverse ha prodotto un’impressione fortissima.
Dolgin: In effetti la televisione russa a livello federale ha riportato un unico punto di vista, con la parziale eccezione di RenTV. Giornali, siti internet e blog hanno presentato una situazione molto piรน complessa. Da una parte si รจ fatta sentire l’esigenza pressante di informazioni attendibili, documentabili e verificabili. D’altro canto, le informazioni provenienti da una qualunque delle parti in gioco erano accolte con estrema diffidenza: "Tutti mentono" รจ stato il leit-motiv che ha pervaso la rete. In rete si รจ assistito anche a una polarizzazione delle prese di posizione: chi ha accolto la versione ufficiale degli eventi, o addirittura ha espresso un’opinione ancora piรน radicale di quella ufficiale, chi invece si รจ attestato su posizioni diametralmente opposte ("poveri georgiani, non hanno fatto niente"); qualcuno invece ha adottato una linea di mezzo: "sappiamo che l’informazione รจ falsata da entrambe le parti, cerchiamo di capirci qualcosa, capiamo che ogni parte in causa ha le sue colpe, che la Russia ha messo in atto la sua propaganda, parlando di attacco, mentre รจ chiaro che non c’รจ stato nessun genocidio…" insomma, le persone hanno compreso la complessitร dell’evento e adottato un punto di vista consono, non univoco. Questo processo รจ stato favorito dal fatto che anche alcuni media occidentali, che di solito fanno da punto di riferimento, hanno fornito stavolta una prospettiva di parte. Ha aiutato a fare chiarezza il ricorso agli archivi: รจ stato possibile determinare come e quando le informazioni sono state diffuse. E’ possibile andare a verificare quando Saakashvili ha iniziato a parlare di intervento georgiano come reazione all’aggressione russa, o cosa ha dichiarato Medvedev in relazione alle cifre degli osseti uccisi durante il conflitto, e su cosa si basa tale stima.
In tali situazioni l’esperienza degli attivisti per i diritti umani e degli esperti che giร da tempo lavoravano sul territorio e hanno quindi acquisito gli strumenti per valutare la situazione e capire cosa stava succedendo veramente รจ stata fondamentale. Sono stati loro a raccontare come si รจ svolta l’evacuazione dei georgiani o degli osseti, che non c’รจ stato nessun genocidio, che hanno descritto come รจ avvenuta la formazione di unitร semipartigiane sul Caucaso del Nord che hanno combattuto in Ossezia; noi abbiamo cercato di dare ampia visibilitร alle loro dichiarazioni, che ovviamente non hanno incontrato il favore di nessuna delle parti ufficiali. Reazione che di solito รจ sintomo di un lavoro professionale e di qualitร .
Dubin: E’ importante rilevare che da un punto di vista strutturale e funzionale le possibilitร offerte dai media come internet hanno semplicemente riflesso un diverso quadro della realtร . Si รจ creata la possibilitร di un dialogo fra piรน parti, rispetto al monologo televisivo, si รจ potuto interagire in prima persona, e soprattutto รจ apparsa la possibilitร di rivolgersi agli archivi, e questo riveste estrema importanza al di lร delle problematiche contingenti legate alla guerra. Internet, come canale, diventerร sempre piรน importante in futuro per l’utente medio comune.
A parte la guerra in sรฉ, anche le conseguenze che ha suscitato sono state notevoli e pesanti per tutte le parti in gioco. Prendiamo in considerazione la vittoria russa: a prima vista sembrerebbe la solita vittoria, caratterizzata dall’incapacitร dei leader di trasformarla in un vantaggio generale per la societร , con un incremento del benessere materiale, oppure dello spettro delle libertร , o del livello di tolleranza.
A livello di convinzioni, tale vittoria ha rafforzato l’impressione, sia fra i cittadini sia fra le autoritร russe, che si possa avallare l’intervento armato lร dove ci sono cittadini russi, in Moldavia o in Crimea. Le autoritร ufficiali hanno messo in piedi un’attivitร propagandistica efficace restaurando l’immagine di una nuova Russia nello spazio post-sovietico, sulla base delle guerre caucasiche, delle guerre del gas, in maniera molto semplificata, e piuttosto rozza: "Non crediate di avere un pari rapporto con noi, se ci mettete i bastoni fra le ruote vi schiacceremo, e potrete respirare quando vorremo noi, e non quando voi ne avrete bisogno". Questo almeno รจ stato una delle tendenze emerse dopo il conflitto dello scorso anno. Per di piรน questi segnali sono stati recepiti, per esempio, dai Paesi baltici, dalle istituzioni ucraine, bielorusse, moldave… il significato di questa guerra va ben oltre i danni materiali e le vittime causate da una parte e dall’altra. Abbiamo assistito all’inizio di un processo che si evolverร nel tempo, in forme anche pacifiche, o relativamente pacifiche, ma non possiamo escludere che assumerร anche le forme di un conflitto armato.
Secondo il teorema di Thomas una situazione รจ reale se sono reali le sue conseguenze. Vale a dire che non รจ importante cosa avessero in mente le autoritร russe con quelle dichiarazioni, ma il fatto che tutti gli attori coinvolti abbiano percepito lo scenario come abbastanza reale. Questo ha influito concretamente sul clima politico.
Dolgin: Per di piรน questa situazione ha avuto effetto anche sulla politica interna russa. L’ordine del giorno รจ stato immediatamente modificato. Alcune riforme sono state sospese, come quella giudiziaria, le questioni della difesa e della complicazione dei rapporti con l’occidente sono state poste al centro dell’attenzione, col rischio di una crescita del senso di isolamento della Russia. Fortunatamente l’Unione Europea ha adottato una posizione non univoca, piuttosto complessa, da mediatore, il che ha impedito l’impiego di un’accesa retorica antioccidentale. Antiamericana sรฌ, antioccidentale no. Se l’Unione Europea fosse stata meno attiva e avesse adottato una posizione piรน di parte, le conseguenze del conflitto per la Russia e per i rapporti internazionali sarebbero state molto piรน deleterie.
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