Montenegro: persone transgender ancora senza diritti
Nonostante la Commissione europea abbia avvertito Podgorica che l’approvazione di una nuova legge sul riconoscimento giuridico dell’identità di genere è un obbligo a cui il Montenegro deve adempiere per aderire all’UE, le persone transgender nel paese continuano a subire discriminazioni

Podgorica, Montenegro, durante il pride LGBT del 2022 © Maria Sbytova/Shutterstock
Podgorica, Montenegro, durante il pride LGBT del 2022 © Maria Sbytova/Shutterstock
(Originariamente pubblicato da CIN-CG)
Immaginate di dover vivere anche solo per un giorno con un documento che non corrisponde alla vostra identità: andare in banca, ritirare un pacco, essere fermati da un vigile urbano, recarvi in una struttura sanitaria, in una farmacia. Per non parlare di come sarebbe la vita per un lungo periodo con una carta d’identità altrui: come fareste a cercare un appartamento, iscrivervi all’università, viaggiare, formalizzare una convivenza di fatto, affrontare pratiche burocratiche come l’iscrizione all’anagrafe, firmare un contratto, richiedere un prestito, stipulare un contratto di lavoro.
Così Aleksa Radonjić dell’associazione Spektra di Podgorica descrive la vita quotidiana delle persone transgender in Montenegro. Alle difficoltà quotidiane si aggiunge poi l’ostilità di chi ritiene che le persone trans “non dovrebbero esistere”.
“Come vivono le persone transgender? Sopravvivono”, afferma Aleksa. “Il sistema non ci riconosce. Dobbiamo combattere ogni giorno per un posto nella società, incontrando numerose difficoltà, dalla discriminazione a gravi minacce alla nostra incolumità”.
Dopo un intero decennio di lavoro sulla legge sul riconoscimento giuridico dell’identità di genere basato sull’autodeterminazione e diversi tentativi di porre il disegno di legge all’ordine del giorno del parlamento di Podgorica, non si sa ancora quando il testo legislativo potrà essere discusso ed eventualmente approvato.
La nuova normativa, tra le altre cose, permetterebbe alle persone transgender di ottenere la rettifica anagrafica del sesso senza dover ricorrere a interventi chirurgici e sterilizzazione. Pur non trattandosi di una procedura prescritta dalla legge, attualmente in Montenegro le persone transgender sono costrette a sottoporsi alla sterilizzazione se desiderano cambiare il genere sui documenti. Questa procedura è contraria agli standard europei in materia di tutela dei diritti umani.
Secondo il Programma di adesione del Montenegro all’Unione europea per il periodo 2026-2027, l’adozione della legge sul riconoscimento giuridico dell’identità di genere basato sull’autodeterminazione è prevista entro giugno di quest’anno.
Interpellato dal Centro per il giornalismo investigativo del Montenegro (CIN-CG), il parlamento di Podgorica ha spiegato che il disegno di legge sarà presentato ai deputati nel secondo trimestre di quest’anno, invitando a contattare i singoli partiti per maggiori informazioni.
Il CIN-CG ha contattato tutti i gruppi parlamentari dei partiti di maggioranza per capire quando prevedono di discutere il disegno di legge, se intendono sostenerlo e se ritengono che la mancata adozione della legge possa avere un impatto negativo sui negoziati di adesione con l’UE. Al momento della pubblicazione di questo articolo, nessun gruppo parlamentare ha risposto alle nostre domande.
I giornalisti del CIN-CG hanno inoltre chiesto al governo, in particolare al ministero per i Diritti Umani e delle Minoranze, perché la proposta di legge non sia ancora stata approvata e inviata al parlamento e se il governo intende rispettare le scadenze previste dal Programma di adesione all’UE. Anche queste domande sono rimaste senza risposta.
La società civile teme che alcuni partiti della compagine di governo possano bloccare l’adozione della nuova legge.
Aleksa Radonjić sottolinea di non aver mai ricevuto alcuna spiegazione ufficiale sul perché l’iter legislativo sia in una fase di stallo.
“Nell’aprile del 2025, l’adozione della legge è diventata un obbligo ufficiale nell’ambito del Piano d’azione per il capitolo 23 (magistratura e diritti fondamentali), e settembre dello stesso anno era stato fissato come termine ultimo per l’approvazione del testo legislativo”, spiega Radonjić. “La scadenza non è stata rispettata perché, come abbiamo appreso da una conferenza stampa del ministro Fatmir Đeka, alcuni esponenti del governo si sono opposti alla legge”.
Radonjić denuncia la propensione dell’esecutivo di Podgorica ad appoggiare sempre più apertamente le tendenze globali più retrograde. Per l’attivista transgender il comportamento del governo nei confronti della nuova normativa in materia dei diritti delle persone trans è solo un sintomo di un problema più ampio.
“I diritti umani vengono strumentalizzati, e il loro rispetto dipende dalla possibilità che i nostri rappresentanti politici ne traggano o meno un beneficio immediato”, afferma Radonjić.
Avvertimenti dell’Unione europea
La Commissione europea ha espresso un parere positivo sul disegno di legge sul riconoscimento giuridico dell’identità di genere già nel dicembre del 2024. Nella sua ultima relazione sullo stato di avanzamento del Montenegro verso l’adesione all’UE, la Commissione ha sottolineato che l’approvazione della legge rappresenta un obbligo assunto da Podgorica nel processo di armonizzazione della legislazione nazionale con l’acquis comunitario, in particolare nei negoziati sui capitoli relativi ai diritti umani e allo stato di diritto.
La delegazione dell’UE in Montenegro ritiene che – anche se la legge non è esplicitamente citata tra i parametri di riferimento finali per il capitolo 23 – “la sua adozione rafforzerebbe le basi per stabilire un convincente equilibrio di risultati nell’applicazione delle disposizioni in materia di divieto di discriminazione, parità di genere e lotta contro la violenza di genere, nonché di tutela delle persone appartenenti a minoranze e dei diritti culturali in conformità con l’acquis comunitario e gli standard europei, che costituisce uno dei parametri di riferimento finali per il capitolo 23”.
Aleksa Radonjić sottolinea che, indugiando nell’adozione della legge, Podgorica perde credibilità nei negoziati di adesione e rallenta la chiusura dei capitoli negoziali, rischiando di suscitare critiche da parte della Commissione europea.
“Così si ignorano le raccomandazioni e si viola direttamente la prassi della Corte europea dei diritti dell’uomo che più volte si è pronunciata chiaramente in difesa del diritto delle persone transgender alla vita privata e familiare”, denuncia l’attivista.
In Europa sono sempre più i paesi che decidono di introdurre un modello di riconoscimento giuridico dell’identità di genere basato sull’autodeterminazione. Questo approccio permette alle persone di cambiare il genere sui documenti senza doversi sottoporre a procedure mediche, sterilizzazione ed esami psichiatrici.
Nei paesi che non hanno ancora introdotto questo modello, le persone transgender spesso non riescono ad ottenere un documento d’identità che corrisponda alla loro identità di genere, e quindi incontrano difficoltà in ambito lavorativo, nell’accesso ai servizi pubblici e nell’attraversamento delle frontiere.
Stando ai dati diffusi dalle organizzazioni che monitorano la legislazione sui diritti delle persone transgender in Europa, la sterilizzazione o un intervento medico irreversibile sono ancora una condizione per il riconoscimento giuridico dell’identità di genere in una dozzina di paesi, tra cui la maggior parte dei paesi dei Balcani occidentali, Montenegro compreso.
Le organizzazioni internazionali per i diritti umani e il Consiglio d’Europa considerano la sterilizzazione obbligatoria una violazione del diritto alla vita privata e all’integrità fisica e ne raccomandano l’abolizione.
Sempre più discriminate
Il recente caso di minacce rivolte alla psicologa e attivista transgender Ida Marković ha riportato in auge la questione della sicurezza e della condizione sociale delle persone trans in Montenegro. Le organizzazioni della società civile sottolineano che le minacce di rapimento e di violenza fisica rivolte a Ida Marković tramite i social mettono seriamente in pericolo l’incolumità della psicologa. Gli attivisti chiedono alle istituzioni di intervenire con urgenza, ma anche di migliorare il quadro giuridico che regolamenta i diritti delle persone trans.
Un’analisi, basata su un rapporto dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali che ha preso in considerazione trenta paesi europei, dimostra che nel periodo 2024-2025 le persone trans sono state esposte ad un livello significativamente più elevato di discriminazione e violenza rispetto ad altri gruppi LGBTQI+. Secondo la ricerca, circa il 40% delle persone trans intervistate ha vissuto una qualche forma di discriminazione, mentre un quarto ha subito violenza nel periodo precedente.
Stando ai dati dell’organizzazione Transgender Europe, dal 2009 sono stati registrati oltre 5300 omicidi di persone transgender in tutto il mondo. Di questi 281 sono avvenuti nel periodo compreso tra ottobre 2024 e settembre 2025.
Alcune ricerche condotte in Montenegro evidenziano le gravi difficoltà affrontate dalla comunità transgender. Un’analisi focalizzata sulla violenza contro le persone trans, realizzata nel 2023 dall’organizzazione non governativa Juventas, ha dimostrato che discriminazione, pregiudizi e violenza verbale sono ancora esperienze frequenti nella comunità transgender, anche per via di una tutela istituzionale inadeguata.
I dati diffusi dall’associazione Spektra dimostrano che circa il 40% delle donne trans denuncia discriminazioni sul posto di lavoro. Risultati analoghi emergono da un rapporto della Banca Mondiale, secondo cui le persone trans in Montenegro registrano il tasso più elevato di discriminazione sul lavoro tra gli intervistati LGBTIQI+.
Aleksa Radonjić spiega che la maggior parte delle persone transgender non denuncia la violenza per via della sfiducia nelle istituzioni, ma anche per il timore di subire ulteriori violenze.
Il nuovo disegno di legge stabilisce che, nel valutare una richiesta di rettifica anagrafica del sesso, le autorità non possono chiedere all’interessato di sottoporsi a esami medici o di fornire prove di esami e interventi medici.
L’associazione Spektra sottolinea che le persone transgender hanno dovuto accettare forti compromessi durante il processo di elaborazione del nuovo disegno di legge. Nello specifico, la legge stabilisce che una persona deve avere almeno diciotto anni e che non può essere sposata per poter esercitare il diritto al riconoscimento giuridico dell’identità di genere basato sull’autodeterminazione.
Inoltre, la legge si applica solo alle persone in possesso della cittadinanza montenegrina, a condizione che non siano coinvolte in procedimenti penali e che non stiano scontando una pena detentiva.
Il Montenegro, come paese candidato all’adesione all’UE, si è impegnato ad armonizzare la propria legislazione con l’acquis comunitario. Mentre in Europa si stanno adottando norme giuridiche che rafforzano la tutela dell’identità di genere, Podgorica continua a rinviare l’approvazione di una legge che permetterebbe alle persone transgender di far valere i propri diritti.
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