Malta: battuta d’arresto dopo l’assoluzione nel processo per l’omicidio di Daphne Caruana Galizia

La Valletta, Malta – 17 aprile 2022: fotografie, candele e messaggi lasciati ai piedi del Monumento al Grande Assedio per chiedere giustizia per la giornalista Daphne Caruana Galizia, assassinata nel 2017. Pablo L Mendoza – Shutterstock.
La Valletta, Malta - 17 aprile 2022: fotografie, candele e messaggi lasciati ai piedi del Monumento al Grande Assedio per chiedere giustizia per la giornalista Daphne Caruana Galizia, assassinata nel 2017. Pablo L Mendoza - Shutterstock.
I partner dell’MFRR lamentano oggi la mancata condanna del presunto mandante nel processo per l’omicidio della giornalista investigativa maltese
Il 2 settembre, Yorgen Fenech, potente magnate maltese, è stato assolto da una giuria da ogni coinvolgimento nell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, avvenuto nel 2017 con un’autobomba, lasciando il caso in una situazione di parziale impunità. La giuria di La Valletta ha raggiunto la decisione di assolvere Fenech da entrambe le accuse di omicidio e associazione a delinquere nel primo giorno di procedimento, dopo sole otto ore di deliberazione con un voto di 8 a 1. L’accusa ha già annunciato la propria intenzione di presentare ricorso contro il verdetto.
Dopo un processo durato mesi e una instancabile campagna di nove anni per ottenere che tutti i responsabili fossero chiamati a rispondere delle proprie azioni, la giustizia per l’omicidio di Daphne è stata così ulteriormente rinviata. I partner MFRR esprimono comune sgomento per questa significativa battuta d’arresto nella lotta per la verità. In un caso che è diventato simbolico della lotta per la libertà di stampa e lo Stato di diritto a Malta, questo verdetto rappresenta anche un grave ostacolo alla lotta globale contro l’impunità per l’omicidio di giornalisti in tutto il mondo. Tuttavia, la ricerca della verità non può finire qui.
Il processo penale a carico di Yorgen Fenech ha messo in luce numerose questioni irrisolte relative al possibile coinvolgimento di altre figure di potere, tra cui ex funzionari. Questa assoluzione non deve essere considerata come la fine della responsabilità delle autorità di accertare chi abbia pianificato, commissionato e reso possibile questo omicidio. Coloro che hanno ordinato l’omicidio di Daphne non possono restare impuniti.
Le nostre organizzazioni, i cui rappresentanti si sono recati a Malta per assistere alla lettura del verdetto, esprimono il loro pieno sostegno alla famiglia di Daphne e al suo team legale, ribadiscono la loro costante determinazione a garantire che i responsabili rispondano delle loro azioni e sottolineano il loro appoggio al ricorso in appello in arrivo. La famiglia di Daphne ha ragione: a nove anni dal brutale omicidio di Daphne, anche le carenze istituzionali che hanno reso possibile il suo omicidio rimangono irrisolte e senza riforme. Non può esserci una vera tutela della libertà di stampa finché l’omicidio di una giornalista rimane solo parzialmente chiarito. Sebbene il verdetto di ieri rappresenti una grave battuta d’arresto, la lotta per la giustizia e per le riforme a tutela della libertà di stampa continua.
Firmato:
- International Press Institute (IPI)
- European Federation of Journalists (EFJ)
- ARTICLE 19 Europe
- European Centre for Press and Media Freedom (ECPMF)
- Free Press Unlimited (FPU)
- Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT)
Tag: Libertà dei media


