Macroregioni europee: per trasporti marittimi più sicuri e sostenibili
La digitalizzazione e lāinnovazione tecnologica sono la chiave per lo sviluppo dellāindustria marittima europea. I servizi digitali per la comunicazione di dati e informazioni sono sempre più essenziali per garantire una navigazione più sicura e sostenibile nelle acque europee

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Una nave nel Mar Adriatico - Ā© stepmorem/Shutterstock
Durante la settimana delle macroregioni dellāUe, rappresentanti delle istituzione europee e nazionali, della societĆ civile, del settore privato e della ricerca, nonchĆ© singoli cittadini, hanno potuto partecipare ad una serie di conferenze interattive concepite attorno a tre tematiche principali: empowerment giovanile, innovazione sociale e sviluppo sostenibile.
Una delle sessioni di lavoro ĆØ stata dedicata al tema dell’importanza della digitalizzazione e della condivisione di dati per lo sviluppo di unāindustria marittima sostenibile ed efficiente e di trasporti più sicuri.
Migliore connettività e trasporti più sicuri e sostenibili
āLa condivisione di dati e informazioni riguardanti il traffico e lāattivitĆ marittima ĆØ essenziale non solo per favorire la connettivitĆ tra regioni, ma anche per garantire una navigazione più sicura nelle acque europee" ha esordito Lazaros Aichmalotidis dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) in apertura della sessione. āLa comunicazione immediata di informazioni sulla posizione o sui movimenti delle imbarcazioni, su possibili incidenti o su eventuali pericoli in mare ĆØ un vero e proprio strumento salvavita. La mancata condivisione di dati, soprattutto per quanto riguarda le rotte marittime, ĆØ molto pericolosa e negli anni ĆØ stata causa di incidenti che avrebbero potuto essere evitatiā ha confermato Ulf Siwe dellāAmministrazione marittima svedese e co-coordinatore della strategia europea per il Mar Baltico (EUSBSR).
LāAgenzia europea per la sicurezza marittima svolge un ruolo centrale nel coordinamento dellāattivitĆ marittima: non solo si occupa della raccolta di dati a livello europeo, ma, mettendo i suoi database a disposizione di tutte le autoritĆ marittime nazionali favorisce anche il coordinamento tra i paesi europei.
Come ha sottolineato Aichmalotidis ālāobiettivo principale di EMSA non ĆØ solo quello di trasformare i dati raccolti in informazioni utili, ma anche e soprattutto quello di trovare soluzioni innovative in grado di gestire e comunicare queste informazioniā. Il progetto Safe Sea Net gestito da EMSA ĆØ nato proprio come sistema di monitoraggio centrale del traffico navale dellāUe in grado di fornire informazioni immediate sul traffico navale alle autoritĆ pubbliche di tutti i paesi allo scopo di aumentare sicurezza ed efficienza nella navigazione.
Coordinamento tra macroregioni europee
Lāindustria marittima rappresenta un settore in comune in cui due strategie macroregionali come EUSBSR e EUSAIR possono scambiarsi e condividere buone pratiche: āNonostante le specificitĆ di ogni paese, i bisogni legati al trasporto marittimo sono simili tra regioni, per questo ĆØ importante lavorare insieme per sviluppare servizi moderni e armonizzare le procedure tanto a livello europeo quanto a livello internazionaleā ha spiegato Aichmalotidis.
Il progetto EUREKA – finanziato in gran parte con fondi della politica di coesione europea – coordinato dal ministero del Mare, dei Trasporti e delle Infrastrutture croato e al quale partecipano le autoritĆ marittime di tutti i paesi della macroregione dellāAdriatico-Ionio, tra cui la guardia costiera italiana, rappresenta un esempio di buona pratica a livello macroregionale.
Per consolidare il funzionamento dei servizi marittimi nella macroregione āgrazie a questo progetto verrĆ creata una rete transnazionale permanente per la sicurezza marittima che riunirĆ esperti da ogni paese e continuerĆ a lavorare anche dopo la conclusione del progetto prevista per il 2023ā ha spiegato Toni MariÄeviÄ del ministero del Mare, dei Trasporti e delle Infrastrutture croato.
Inoltre, dal momento che il progetto coinvolge anche soggetti provenienti da paesi non membri dellāUe (Albania, Bosnia Erzegovina e Montenegro) āquesto favorisce lo scambio di know-how e competenze digitali tra paesi membri e paesi candidati o potenziali candidati, contribuendo cosƬ a migliorare le loro capacitĆ gestionale e la trasparenza della pubblica amministrazioneā ha aggiunto MariÄeviÄ.
Sguardo al futuro
Lo sviluppo di navi autonome in grado di navigare senza un equipaggio rappresenta il futuro del trasporto marittimo europeo. Per Minsu Jeon dell’Associazione Internazionale delle AutoritĆ per i Fari (IALA), le MASS (Maritime Autonomous Surface Ships) sono ālāavanguardia dellāindustria marittima. Sviluppate sul modello delle auto autonome e sfruttando la tecnologia dellāintelligenza artificiale, garantiranno il massimo della sicurezza nei trasporti e renderanno la navigazione più regolare e più sostenibile anche dal punto di vista ambientaleā.
Se ĆØ vero che le navi senza equipaggio si stanno sviluppando sempre più rapidamente, ĆØ anche vero che serviranno parecchi anni prima che queste diventino completamente operative nelle acque europee: āSoprattutto per le aree più trafficate ĆØ necessario sviluppare tecnologie ed infrastrutture più moderne e un sistema di raccolta dati più accurato. Eā probabile che dovremo aspettare almeno altri 20 anni prima di vedere navi autonome navigare nei nostri mariā, ha concluso Jeon.
Questo materiale ĆØ pubblicato nel contesto del progetto "Work4Future" cofinanziato dallāUnione europea (UE). LāUe non ĆØ in alcun modo responsabile delle informazioni o dei punti di vista espressi nel quadro del progetto. La responsabilitĆ sui contenuti ĆØ unicamente di OBC Transeuropa. Vai ai materiali "Work4Future"
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