Kosovo, Vetëvendosje sbaraglia l’opposizione
Lo scorso 28 dicembre il movimento Vetëvendosje di Albin Kurti ha vinto in modo convincente le elezioni anticipate in Kosovo, ottenendo oltre la metà dei consensi. Ora il nuovo governo dovrà impegnarsi per preservare le relazioni con i suoi principali alleati internazionali

Albin Kurti
Albin Kurti © Alexandros Michailidis/Shutterstock
Le elezioni parlamentari anticipate in Kosovo dello scorso 28 dicembre si sono concluse con una schiacciante vittoria del movimento Vetëvendosje (LVV).
Il partito del primo ministro ad interim, Albin Kurti, ha ottenuto il 51,01%, ovvero oltre 485 mila voti. Secondo i dati preliminari della Commissione Elettorale Centrale (CEC), che è nella fase finale dello spoglio dei voti, Kurti è diventato il candidato più votato in queste elezioni con oltre 400 mila voti.
Questo risultato rappresenta un aumento significativo rispetto alle elezioni parlamentari regolari del 9 febbraio 2025, quando LVV aveva ottenuto il 42,30%. Con questi numeri, LVV ha superato anche il risultato del 2021, quando aveva ottenuto il 50,2%.
Il Partito Democratico del Kosovo (PDK) si classifica al secondo posto con il 20,24%, riuscendo a mantenere il livello di voti rispetto alle elezioni di febbraio. Nel frattempo, la Lega Democratica del Kosovo (LDK) ha subito il calo maggiore dei consensi, ottenendo solo il 13,26%, in discesa rispetto al 18,27% delle elezioni di febbraio. In questo modo, il partito guidato da Lumir Abdixhiku ha perso oltre 45 mila voti.
L’Alleanza per il Futuro del Kosovo (AAK), d’altra parte, è riuscita a mantenere il suo sostegno, ottenendo il 5,5% dei consensi.
Secondo questi risultati, si prevede che il LVV avrà 57 deputati nella decima legislatura, seguito dal PDK con 22 seggi, dall’LDK con 15 seggi e dall’AAK con 6.
Questa convincente vittoria apre la strada a Vetëvendosje per costituire il prossimo parlamento e formare il nuovo governo, processi che non sono stati completati per nove mesi nel 2025, a causa del mancato raggiungimento di una maggioranza parlamentare semplice di almeno 61 deputati.
Come si spiega il trionfo di Vetëvendosje?
L’analista politico Shemsi Jashari non si aspettava un simile risultato elettorale. Offre questa valutazione, citando l’esito delle elezioni del febbraio 2025, la responsabilità di Vetëvendosje nel blocco politico e le accuse pubbliche di corruzione contro i funzionari governativi.
Secondo Jashari, diversi fattori hanno ribaltato la logica di voto dei partiti politici. “Tra i principali, l’utilizzo del bilancio statale nella distribuzione di vari sussidi, principalmente quelli sociali per bambini, donne e pensionati. Ciò ha spinto un gran numero di cittadini, che ne avevano beneficiato economicamente poco prima delle elezioni, a decidere di sostenere Vetëvendosje“.
“Un altro fattore è l’arrivo su larga scala della diaspora, che non ha affrontato l’attuale governance, non ha sperimentato la mancanza di progressi a livello nazionale, ma è stata spettatrice dall’estero”, ha poi aggiunto Jashari a OBCT, sostenendo che l’opposizione non è riuscita a dimostrare la reale situazione socio-economica del Kosovo.
Anche un altro analista politico, Egzon Osmanaj, ritiene il risultato sorprendente. La sorpresa più grande, secondo lui, è stato lo spostamento degli elettori dai partiti di opposizione verso il partito al potere. “Quello che è successo è che alle elezioni del febbraio 2025 abbiamo assistito a uno spostamento di voti dal partito al governo ai partiti di opposizione; nove mesi dopo, è accaduto il contrario. Questo è sorprendente perché per nove mesi il blocco è stato attribuito al partito vincitore (Vetëvendosje), in quanto si è assunto l’onere principale di creare una maggioranza parlamentare, formare il governo e sbloccare la situazione, ma non abbiamo visto tali progressi”, ha dichiarato Osmanaj a OBCT.
Un motivo che, secondo Osmanaj, ha influenzato il mantenimento dei voti da parte di LVV è stato anche il notevole ammorbidimento della retorica di Albin Kurti durante la campagna elettorale di dicembre nei confronti dei partiti rivali.
Cosa cosa aspettarsi ora?
Una volta formato il nuovo governo, Jashari afferma che questo dovrebbe concentrarsi urgentemente sul rilancio dell’economia – colpita dall’inflazione – e sul miglioramento del benessere dei cittadini.
Allo stesso tempo, chiede attenzione anche alla politica estera. “Il governo dovrebbe concentrarsi sul miglioramento dell’immagine del Kosovo nei confronti dei suoi alleati, ricostruendo i ponti spezzati della cooperazione con i nostri tradizionali interlocutori, tornando al dialogo strategico con gli Stati Uniti d’America e, certamente in coordinamento con i nostri alleati, valutando come affrontare il dialogo con la Serbia, una questione che è diventata un ostacolo all’adesione del Kosovo alle organizzazioni internazionali”, sostiene Jashari.
Nel frattempo, Osmanaj considera i prossimi anni decisivi per il Kosovo, dati gli sviluppi senza precedenti nell’ordine globale e la fluttuazione delle alleanze tradizionali.
Di conseguenza, l’analista ritiene essenziale che l’impegno del governo avvenga su due livelli. “Il Kosovo deve essere cauto nel preservare le relazioni con i suoi alleati, in particolare gli Stati Uniti d’America, il Regno Unito in Europa e la Turchia a Est: questi sono i tre principali partner in materia di sicurezza. Questo è il primo punto su cui il Kosovo dovrebbe concentrarsi, perché gli approcci e le posizioni di questi alleati cambiano ogni giorno, soprattutto quelli degli Stati Uniti”.
“In secondo luogo, a livello interno, dovrebbe concentrarsi sulla creazione di stabilità politica all’interno del Paese per evitare crisi istituzionali”, aggiunge Osmanaj, sottolineando come elemento positivo l’approccio più morbido di Albin Kurti nei confronti dei partiti di opposizione.
Secondo l’analista, per evitare altre potenziali crisi, anche gli altri partiti devono mostrare un atteggiamento costruttivo. Questo perché, subito dopo la costituzione dell’Assemblea e la formazione del Governo, il Paese si trova ad affrontare l’elezione del presidente, un processo che richiede una maggioranza di due terzi.
L’attuale capo dello Stato, Vjosa Osmani, vedrà il suo mandato scadere ad aprile di quest’anno, mentre si candida per un ulteriore mandato. Finora, i partiti politici non hanno reso pubbliche le loro posizioni in merito alla candidatura per un suo proseguimento del mandato.
Se i partiti non riusciranno a raggiungere un compromesso sulla questione del nuovo presidente, il Kosovo dovrà affrontare un nuovo ciclo elettorale.
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