Il primo ministro uscente, in carica ad interim dallo scorso febbraio, ha ricevuto mercoledì sera, 11 febbraio, la fiducia dell’assemblea di Pristina con 66 voti su 120, ponendo fine a dodici mesi di instabilità politica.
Alle legislative del febbraio 2025, il partito di Kurti era arrivato primo con il 42% dei consensi, senza però riuscire a costruire una coalizione di sostegno in aula.
Lo stallo è quindi durato a lungo, finché la presidente Osmani ha deciso di indire nuove elezioni. Il voto si è ripetuto a dicembre e, in quell’occasione, Kurti ha ottenuto il 51% delle preferenze.
Mercoledì sera il leader progressista ha presentato un esecutivo composto da 19 ministri e delineato le priorità per il prossimo quadriennio, annunciando un piano da un miliardo di euro per la difesa, insieme a misure a favore delle rinnovabili, dell’occupazione femminile e a un incremento del salario minimo, attualmente poco superiore ai 400 euro lordi mensili.Resta però centrale la questione dei rapporti con la Serbia, da cui il Kosovo ha dichiarato l’indipendenza nel 2008. Kurti ha assicurato che proseguirà nel percorso di normalizzazione con Belgrado, avvertendo però che non saranno accettate ingerenze serbe nella politica interna kosovara.
Naviga la raccolta di articoli sulla crisi politica in Kosovo








