Italia: MFRR segnala la continua erosione della libertà di stampa

La libertà di stampa in Italia continua la sua traiettoria discendente degli ultimi due anni, fra l’attentato con autobomba ad uno dei giornalisti più famosi del paese, i nuovi attacchi spyware ai giornalisti, la politicizzazione dell’emittente pubblica, le molestie legali ai giornalisti da parte dei politici al governo e le continue preoccupazioni sul pluralismo dei media, hanno affermato le organizzazioni partner del Media Freedom Rapid Response (MFRR)

11/03/2026, Redazione
Delegazione MFRR a Roma, marzo 2026

Delegazione MFRR a Roma, marzo 2026

Delegazione MFRR a Roma, marzo 2026

I risultati, condivisi in una conferenza stampa a Roma a seguito di una missione di advocacy di follow-up del 9-10 marzo, mostrano che dalla precedente visita in Italia del 2024, il clima per la libertà di stampa e il giornalismo indipendente ha subito gravi pressioni sotto il governo di coalizione del primo ministro Giorgia Meloni.

MFRR sottolinea che riforme chiave come il recepimento della Direttiva UE Anti-SLAPP mancano di ambizione, si limitano ad un recepimento minimo della Direttiva e difficilmente verranno attuate entro la scadenza di maggio 2026. L’Italia sembra inoltre violare attivamente il nuovo European Media Freedom Act (EMFA) per quanto riguarda il controllo politico sulla Radiotelevisione Italiana (RAI).

Sebbene l’Italia continui a godere di solide tutele costituzionali per la libertà di stampa, diversi sviluppi negativi nell’ultimo anno, uniti alla mancata attuazione di riforme chiave, hanno contribuito ad un ulteriore indebolimento del panorama della libertà di stampa e dei media.

RAI e EMFA

Dall’entrata in vigore dell’EMFA nell’agosto 2025, la continua influenza del governo sulla dirigenza, le nomine politicizzate e la successiva soppressione di programmi e l’esodo di giornalisti dalla RAI hanno rappresentato, a nostro avviso, una chiara violazione dell’articolo 5 dell’EMFA, che obbliga gli Stati membri a garantire l’indipendenza delle emittenti pubbliche.

Se la RAI subisce da tempo la politicizzazione attuata dai governi di turno, i partner di MFRR sottolineano che la portata e l’intensità della riforma dell’attuale governo sono di particolare rilievo nella storia italiana moderna. Questo palese tentativo di modificare la linea editoriale della RAI ha utilizzato le stesse tattiche utilizzate nei paesi più in violazione della libertà di stampa nell’UE. Questa influenza politica sulla RAI è resa possibile da carenze legislative che consolidano il controllo della maggioranza di governo sul Consiglio di Amministrazione e su altre posizioni chiave.

A questa indebita influenza politica si sono aggiunti, nell’ultimo anno, ulteriori tagli al bilancio della RAI, che compromettono la necessità di finanziamenti stabili e sostenibili, come previsto dall’articolo 5 dell’EMFA. Nel frattempo, la paralisi della commissione parlamentare di controllo della RAI e la sua continua incapacità di vigilare sul rispetto dell’indipendenza e del pluralismo da parte dell’emittente pubblica stanno indebolendo il controllo democratico dell’emittente, causando ulteriore instabilità istituzionale.

Un disegno di legge attualmente in discussione in Parlamento, che riformerebbe il sistema di governance della RAI per eliminare le nomine del consiglio di amministrazione da parte dell’esecutivo e passare invece ad una semplice maggioranza parlamentare, di fatto la coalizione di governo, rischia di consolidare l’influenza politica sul consiglio di amministrazione della RAI. Secondo MFRR il disegno di legge, se approvato nella sua forma attuale, non allineerebbe il sistema radiotelevisivo pubblico italiano all’articolo 5 dell’EMFA.

Spyware

Nel 2025, l’Italia è stato l’unico paese dell’UE a registrare nuovi casi di sorveglianza tramite spyware ai danni dei giornalisti, secondo il monitoraggio MFRR, diventando un focolaio europeo per l’abuso di tecnologie spyware a pagamento contro la stampa. Finora, non è stata accertata alcuna responsabilità per queste violazioni illegali della privacy giornalistica e della protezione delle fonti. Durante un incontro con i rappresentanti del ministero della Giustizia, non è stata fatta chiarezza sulle indagini giudiziarie in corso sui noti attacchi spyware ad almeno tre giornalisti italiani.

Le nostre organizzazioni accolgono con favore la recente svolta nell’indagine della procura che ha confermato che lo spyware Graphite, venduto dall’azienda israeliana Paragon Solutions, è stato utilizzato illegalmente per hackerare il dispositivo mobile del direttore di Fanpage.it Francesco Cancellato. Tracce del software di sorveglianza Graphite, noto per essere utilizzato dai servizi segreti AISI e AISE, sono state confermate sui dispositivi di Cancellato e di due attivisti, con una corrispondenza significativa di data e ora di installazione del software spia. I procuratori sottolineano che restano dubbi su chi sia dietro questa sorveglianza illegale del giornalista e che le indagini proseguono. Altri due casi di attacchi spyware ai danni di giornalisti italiani nel 2025, Ciro Pellegrino e Roberto D’Agostino, rimangono irrisolti.

Questi casi preoccupanti ci ricordano l’urgenza di applicare le disposizioni contenute nell’articolo 4 dell’European Media Freedom Act e la necessaria armonizzazione del quadro giuridico italiano ai più elevati standard in termini di tutela del segreto giornalistico e trasparenza sull’accesso ai dati personali.

SLAPP

In ambito legale, l’Italia rimane anche il Paese europeo con il più alto numero di cause legali strategiche contro la partecipazione pubblica (SLAPP) nel 2025, secondo la Coalizione CASE, di cui fanno parte diverse organizzazioni MFRR. Considerando anche l’esistenza di leggi penali sulla diffamazione tra le più severe in Europa e il fenomeno per cui le SLAPP sono troppo spesso avviate da alti funzionari pubblici, i partner MFRR concludono che i giornalisti in Italia corrono gravi rischi legali rispetto ai colleghi di altri Paesi dell’UE.

Un disegno di legge parlamentare ha definito il quadro normativo per il recepimento della Direttiva UE anti-SLAPP. Tuttavia, la delegazione è consapevole che il governo affronterà solo le SLAPP transfrontaliere, anziché anche quelle nazionali, come delineato nella Raccomandazione del Consiglio d’Europa dell’aprile 2024 sulla lotta alle SLAPP.

La probabilità che il recepimento della direttiva anti-SLAPP da parte dell’UE venga completato entro la scadenza di maggio 2026 appare sempre più remota, esponendo i giornalisti a minacce legali. La completa depenalizzazione della diffamazione in Italia, unita ad una riforma completa del codice civile, che includa severe disposizioni anti-SLAPP per le SLAPP sia nazionali che transfrontaliere, rimane l’unica soluzione accettabile.

Pluralismo e sicurezza

Durante la missione, i partner MFRR hanno anche discusso della vendita approvata delle attività mediatiche di GEDI. L’accordo, che secondo quanto riferito vedrà La Stampa venduta al Gruppo SAE e La Repubblica venduta alla società greca Antenna, ha suscitato l’allarme del personale per la potenziale perdita di posti di lavoro e le potenziali minacce alla sua indipendenza editoriale. Per affrontare queste preoccupazioni, MFRR chiede all’autorità di regolamentazione dei media italiana, AGCOM, di richiedere una valutazione della fusione mediatica al nuovo Consiglio europeo dei servizi media creato dall’EMFA, che dovrebbe occuparsi del caso e valutarlo attraverso la lente del pluralismo dei media e dell’indipendenza editoriale. Data l’importanza di La Repubblica e La Stampa nell’ecosistema mediatico italiano, MFRR ritiene che AGCOM abbia la responsabilità di richiedere un controllo europeo e garantire che l’accordo non abbia un impatto negativo sulla libertà editoriale dell’agenzia di stampa.

Per quanto riguarda la sicurezza dei giornalisti, l’attentato con autobomba contro il presentatore di Report, Sigfrido Ranucci di ottobre 2025 è stato un attacco sconvolgente alla professione giornalistica in Italia che, se avesse avuto successo, sarebbe stato il più eclatante omicidio di un giornalista in Europa degli ultimi decenni. L’attacco è un agghiacciante promemoria delle minacce che i giornalisti investigativi in Italia devono affrontare. Finora, nessun autore è stato identificato o perseguito e questo caso rimane impunito.

Nel complesso, nonostante quasi due anni di pressioni politiche sulla RAI, il governo italiano non ha ancora dovuto affrontare alcuna seria reazione da parte dell’Unione Europea su quella che i partner del MFRR considerano una chiara violazione dell’EMFA. Se la Commissione Europea ha espresso una certa preoccupazione per la libertà dei media e in particolare per la RAI nella Relazione annuale sullo Stato di diritto, non vi è stata alcuna analisi o reazione significativa da parte dell’UE.

Registrazione video della conclusione della missione della delegazione europea Media Freedom Rapid Response (MFRR) dedicata alla libertà dei media in Italia:

I partner della missione ringraziano tutti gli stakeholder che hanno incontrato la delegazione a Roma e rimangono aperti a ulteriori scambi con gli stakeholder nazionali, in particolare con i partiti di governo, sulla libertà di stampa in Italia. Un rapporto completo sui risultati della missione sarà pubblicato nelle prossime settimane.

La missione in Italia è stata guidata dalla Federazione Europea dei Giornalisti (EFJ) e vi hanno partecipato i partner del consorzio MFRR: Centro Europeo per la Libertà di Stampa e dei Media (ECPMF), Free Press Unlimited (FPU), International Press Institute (IPI) e Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa (OBCT).

Questo comunicato è stato prodotto all'interno del progetto Media Freedom Rapid Response (MFRR), un meccanismo a livello europeo che traccia, monitora e risponde alle violazioni della libertà di stampa e dei media negli Stati membri dell'UE e nei Paesi candidati.