Grecia, parte a Lesbo il controverso processo contro gli attivisti umanitari

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20/11/2021
E’ partito sull’isola di Lesbo, in Grecia, il processo contro ventiquattro volontari attivi nel salvataggio di migranti in mare, ma accusati dalle autorità di spionaggio, contrabbando e traffico di persone. Francesco Martino (OBCT) per il GR di Radio Capodistria [20 novembre 2021]
E’ iniziato giovedì scorso in Grecia il controverso processo contro un gruppo di volontari e attivisti dell’Emergency Response Center International, un’Ong attiva sull’isola di Lesbo nella ricerca e salvataggio in mare di rifugiati e migranti al picco della crisi umanitaria nell’Egeo, tra il 2016 e il 2018.
Gli imputati, sia cittadini greci che internazionali, sono accusati di aver costituito una rete illegale per il supporto dell’immigrazione nel paese, anche attraverso pratiche di spionaggio e contrabbando: se ritenuti colpevoli, rischiano pene cumulative fino a venticinque anni di reclusione.
Secondo le dichiarazioni degli imputati tutte le operazioni dell’Ong erano coordinate con le autorità , ed indirizzate all’unico scopo di salvare vite in mare. Tra le persone al banco degli imputati c’è anche Sarah Mardini, rifugiata siriana divenuta famosa nel 2015 per aver salvato a nuoto un gruppo di rifugiati in difficoltà durante la traversata verso Lesbo.
Le indagini prima e il processo poi hanno sollevato dure proteste e forte indignazione sia in Grecia che a livello internazionale: quarantanove organizzazioni, tra cui Oxfam e il Greek Council for Refugees, hanno firmato una lettera invitando le autorità elleniche ad abbandonare il caso, e accusando la Grecia di portare avanti una politica di criminalizzazione della solidarietà e militarizzazione dei confini.
Dopo la prima seduta, il processo è stato aggiornato, visto che la corte di Lesbo si è dichiarata non competente a giudicare il caso: non è quindi chiaro quando e come la procedura dovrebbe riprendere.
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