Gaye Su Akyol: la musica รจ la mia arma
"Ripeto a me stessa di dover lottare per superare non solo i miei problemi, ma anche quelli che assillano lโintera societร turca. La musica รจ un linguaggio potente, รจ la mia arma". Intervista a Gaye Su Akyol, musicista e "sirena di Istanbul" che ammalia e sfida il potere

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Gaye Su Akyol in concenrto - Foto Mรกrio Pires/Flickr (CC)
(Originariamente pubblicato da Novosti )
Armature dorate, soprabiti con paillettes variopinte, costumi alati color argento. Un occhio guarda indietro, lโaltro punta dritto al futuro. La voce seducente di una sirena decanta Istanbul, i suoi gabbiani che si baciano e i gatti che fanno lโamore. E proprio quando vi ammalia, la sirena si trasforma in una guerriera che sfida il potere, chiedendo ai politici se si sentano a loro agio nei palazzi, mentre i cittadini vivono nelle proprie case come se fossero in esilio. Questa รจ Gaye Su Akyol, cantautrice, pittrice e antropologa, la nuova regina del rock anatolico.
Nata a metร degli anni โ80 a Kadฤฑkรถy, nella parte asiatica di Istanbul, dove tuttora vive, Gaye ha iniziato la sua carriera musicale collaborando con diverse band, tra cui Mai, Toz Ve Toz, Seni Gรถrmem ฤฐmkansฤฑz. Da una decina di anni si esibisce da solista. ร inutile provare a ingabbiare la sua espressione entro i ristretti confini dei generi musicali, trattandosi di una musicista che sperimenta continuamente e intreccia diverse esperienze sonore, dalla musica popolare turca alla psichedelia, dal grunge ai ritmi electro. Ripudia lโetichetta di world music, considerandola impregnata di connotazioni colonialiste. Seguendo il modello della cantautrice turca Selda Baฤcan, prigioniera politica negli anni โ80, Gaye Su Akyol rifiuta lโasfissiante retorica della fama e le mistificazioni esotico-esoteriche.
โScrivete di quelli che in Oriente muoiono senza mediciโ, cantava Baฤcan nel 1976. Oggi, a quasi mezzo secolo di distanza, sono i versi di Gaye Su Akyol a sfidare il regime. Versi che intrecciano pulsioni erotiche e vivacitร queer, riflessioni sui comportamenti femminili (in)accettabili e osservazioni sulle cittร e sulle persone impoverite. Pur essendo stata piรน volte interrogata dalla polizia a causa della sua musica e delle critiche rivolte al presidente turco Erdoฤan, Gaye continua a creare, cantare e ballare.
"Anadolu Ejderi" [Drago anatolico] รจ il suo quarto album. Nel corso degli anni lei ha sperimentato molto con i suoni, e sembra che non si preoccupi affatto dei confini tra i generi musicali, o perlomeno delle idee, comunemente accettate, su quei confini. Puรฒ dirci qualcosa sui suoi primi impulsi e influenze musicali subite? Cosa si porta ancora dentro?
Uno dei miei primi ricordi dellโinfanzia รจ lโimmagine di mia madre e mia nonna che cantano antiche melodie turche, risalenti al periodo ottomano, in cui riecheggiano tutte le culture che per migliaia di anni hanno convissuto in questa terra chiamata Anatolia. Vi si intrecciano diverse influenze, armene, greche, etc.
Per me questi ricordi rivestono grande importanza. Ho perso sia mia madre che mia nonna, ed รจ la musica a mantenere vivo il mio legame con loro. Ogni volta che mi sento sola, inizio a cantare una delle melodie che cantavamo insieme, melodie che mi legano non solo alla mia amata famiglia, ma anche ad una comunitร piรน ampia, al nostro passato condiviso.
Poi crescendo ho scoperto la psichedelia e il rock anatolico, una scoperta che ha inevitabilmente allargato i miei orizzonti musicali. La psichedelia anatolica รจ una musica molto intensa, espressiva e stratificata, in cui il folk turco si intreccia al rockโnโroll. Ed รจ una musica che col tempo ha assunto forti connotazioni politiche. Ascoltavo anche i Doors, i 13th Floor Elevators e i Nirvana. Questโultima band aveva travolto la mia adolescenza. Ricordo ancora la prima volta che mio fratello mi aveva fatto ascoltare una canzone dei Nirvana. Avevo pensato: โE questo cosโรจ? Ne avevo tanto bisogno, senza nemmeno saperloโ. Tutte queste esperienze mi hanno plasmata, e continuano a plasmarmi.
La psichedelia turca degli anni โ60 e โ70, come lei ha appena sottolineato, aveva una forte dimensione politica, fatto che perรฒ viene spesso sminuito, se non addirittura del tutto ignorato, nellโattuale revival del rock anatolico. Perchรฉ oggi la musica politicamente impegnata risulta problematica?
Prendiamo lโesempio del reggae. ร un genere musicale storicamente importante per i neri, per il loro desiderio di uguaglianza, per le loro aspirazioni rivoluzionarie, etc. Per me รจ problematico lโatteggiamento di chi oggi suona il reggae e afferma di โvoler semplicemente far ballare la genteโ. Cosรฌ ci si lascia sfuggire la sostanza. Non mi fraintenda. Ballare รจ importante, puรฒ essere un atto davvero rivoluzionario. Perรฒ non si puรฒ sostenere che una musica che fa ballare sia completamente slegata dalla politica. Credo che dobbiamo cercare di comprendere i retroscena, quello che cโรจ dietro la musica.
Gli esponenti della psichedelia anatolica degli anni โ60 e โ70 erano molto impegnati politicamente. Venivano incarcerati per le loro canzoni, maltrattati, costretti ad emigrare allโestero. In Turchia per decenni i musicisti venivano sottoposti a torture terrificanti. Chi oggi suona la musica psichedelica dovrebbe saperlo. Molti musicisti hanno sofferto per fornirci espedienti artistici rivoluzionari.
Certo, la psichedelia anatolica contiene anche una dimensione gioiosa e permette di esprimere una creativitร molto variegata. Non dobbiamo perรฒ fuggire dal suo significato e contesto politico. Lo tengo sempre a mente quando scrivo nuove canzoni per arricchire questo genere musicale. Ripeto a me stessa di dover lottare per superare non solo i miei problemi, ma anche quelli che assillano lโintera societร turca. La musica รจ un linguaggio potente, รจ la mia arma. Unโarma che non uccide, capace perรฒ di diffondere un suono ribelle.
Quali sono oggi i principali problemi per lei e le persone che la circondano? Lei vive a Kadฤฑkรถy, il quartiere meno convenzionale di Istanbul, dove perรฒ la vita รจ sempre piรน cara. Forse possiamo provare a tracciare un quadro dellโattuale situazione in Turchia partendo dalla sua cittร natale e dai cambiamenti che lโhanno attraversata negli ultimi decenni?
Sono nata a Kadฤฑkรถy e lโanno prossimo saranno quarantโanni che vivo qui. Nel corso degli anni ho assistito a molti cambiamenti nel mio quartiere e nellโintera cittร di Istanbul. Sono avvenute grandi svolte, perlopiรน negative. La politica ufficiale sta continuamente e deliberatamente cercando di cancellare tutti gli aspetti di una storia condivisa della cittร . Istanbul รจ una delle cittร piรน antiche del mondo. Per secoli รจ stata un crocevia di tante comunitร diverse. La storia di queste comunitร รจ stata cancellata in nome di una nuova storia nazionale dove i legami culturali e sociali sono costantemente sotto attacco.
Questa perรฒ รจ solo una dimensione del problema. Un altro aspetto, estremamente importante, รจ quello economico. La vita qui sta diventando sempre piรน difficile. Questo peggioramento delle condizioni di vita va di pari passo con il costante intensificarsi delle sfide politiche e sociali. Non credo che [in Turchia] le donne si sentano al sicuro, nรฉ tanto meno credo che le persone LGBTQ e i poveri provino un senso di sicurezza.
Ovviamente, non รจ un problema circoscritto alla Turchia, รจ una realtร sempre piรน diffusa in tutto il mondo. Francamente, non รจ facile riflettere su questi argomenti ed essere sereni. Quando ero piรน giovane, il futuro mi sembrava piรน luminoso, pieno di speranza. Non credo che questa percezione fosse legata esclusivamente alla mia giovinezza. Ora invece vedo il futuro come un groviglio dei periodi piรน bui della nostra storia. Questโimmagine perรฒ, anzichรฉ scoraggiarci, dovrebbe spingerci ad alzare la voce e ad organizzarci.
Se guardiamo al passato, ad esempio alla lotta per lโuguaglianza di genere, nulla รจ mai stato regalato alle donne. Tutti i diritti di cui oggi godiamo, li abbiamo conquistati col sangue. Dobbiamo continuare a impegnarci e ad essere solidali con chi condivide la nostra lotta e i nostri obiettivi. I malvagi sono molto compatti e ben organizzati. Noi invece non siamo ancora cosรฌ uniti e capaci di mettere in atto azioni collettive. Nel mondo ci sono milioni e milioni di oppressi, ed รจ in questi numeri che sta la forza. Una forza tanto individuale quanto sociale.
Parlando di lotte e solidarietร , devo dire che oggi anno, in occasione della Giornata internazionale della donna, in diverse cittร croate si svolgono marce notturne. Il primo corteo fu organizzato nel 2016 ispirandosi proprio alla lotta e alle marce delle femministe turcheโฆ
ร cosรฌ bello sentirlo. Mi รจ venuta la pelle dโoca, sono davvero molto emozionata. Anchโio ogni anno cerco di organizzare i miei concerti e altri impegni in modo da poter partecipare alla marcia di Istanbul. Ogni anno le donne e le persone queer devono combattere solo per poter sfilare liberamente lungo ฤฐstiklรขl Caddesi. Gli agenti di polizia, muniti di manganelli e lacrimogeni, ci accompagnano come se fossimo terroristi.
Ancora oggi รจ molto difficile chiedere uguaglianza e solidarietร . Il sistema non vuole che ci organizziamo, i potenti non vogliono che la loro zona di comfort venga travolta, proteggono il loro potere ad ogni costo. Le donne che osano sfuggire ai ruoli a cui sono state relegate vengono marginalizzate e definite streghe, esseri inferiori e indesiderati. Perรฒ noi siamo qui per cambiare la situazione e i potenti dovranno accettarlo.
Lei si ispira ampiamente alle generazioni precedenti sia per quanto riguarda la sua musica che le sue idee politiche. Eppure, il suo sguardo, anche quando รจ rivolto al passato, non รจ mai nostalgico. Anzi, la sua espressione รจ assai avveniristica, sembra essere focalizzata sullโazione, la sperimentazione, lโinnovazioneโฆ
ร proprio quello che sto cercando di fare. Mi fa piacere che si riesca a cogliere questo aspetto. Non amo le immersioni nostalgiche e romantiche nellโarte del passato. ร importante conoscere e comprendere la storia, perรฒ รจ solo lโinizio. Il tempo scorre, quindi bisogna essere coraggiosi, autentici e pronti a rischiare, bisogna cercare nuovi modi di pensare e agire, bisogna anche sapersi emozionare per la possibilitร di raccontare la propria storia. Altrimenti la produzione artistica diventa lโennesima imitazione del passato, e per me lโessenza dellโarte รจ unโaltra.
ร triste vedere che molte nuove band continuano a suonare le solite vecchie canzoni. ร molto facile riprodurre i suoni degli anni โ60 e โ70, cosรฌ perรฒ si rischia di creare una musica artificiosa. Dobbiamo trovare un linguaggio adatto allโepoca in cui viviamo. Oggi ci sono talmente tanti problemi assurdi, tanti orrori in tutto il mondo, quindi le cose di cui possiamo parlare di certo non mancano. Allora, facciamolo! Cantiamo dei problemi attuali. Naturalmente, dobbiamo cantare anche di gioie, sogni, idee e fantasie che ci rendono vivi.
Ecco soffermiamoci sulla fantasia. I costumi, sempre molto elaborati e sontuosi, sono un aspetto importante delle sue esibizioni. Perchรฉ rivolge cosรฌ tanta attenzione agli abiti di scena? Quali orizzonti cerca di esplorare attraverso i costumi?
Faccio musica di lavoro, perรฒ รจ un lavoro che mi permette di dare forma alle mie fantasie intime. Il palco รจ il mio universo. Per me non cโรจ nulla di piรน bello della possibilitร di esprimermi liberamente, senza preoccuparmi di cosa ne penseranno o diranno gli altri. Sul palco mi trasformo in una supereroina. Mi piacerebbe che tutti si sentissero capaci di farlo, perchรฉ nessuno verrร a salvarci alla fine della giornata. Certo, la solidarietร e i legami sociali ci rendono piรน forti, perรฒ dobbiamo anche assumerci la responsabilitร di noi stessi.
Attraverso i costumi cerco di creare la persona che vorrei essere nella vita reale. ร una versione sublime del mio universo, una specie di figura retro-futuristica di un film di fantascienza. Da ragazzina ero affascinata da โXena principessa guerrieraโ. Ricordo anche i costumi da pasciร e sultano che in Turchia i ragazzi solitamente indossavano dopo la circoncisione, che per loro doveva essere una procedura molto traumatica. Mi chiedevo perchรฉ anchโio non potessi indossare quegli abiti.
Ci sono molte persone non binarie, persone che rifiutano di essere incasellate in categorie sessuali. Questo atteggiamento mi ha sempre affascinata. Mi piace molto Zeki Mรผren, un cantante queer turco degli anni โ50 e โ60. Per me sono importanti anche Grace Jones, David Bowie, e tante altre figure, note e meno note.
La persona che divento sul palco รจ una combinazione di tutte queste influenze: una persona ribelle e forte, perรฒ imperfetta โ non mi interessa la perfezione โ e quindi una persona autentica che non sfugge alla propria natura umana e cerca di mettere a confronto i propri problemi e quelli degli altri. Cโรจ una grande forza in questa visione, cosรฌ come cโรจ una grande bellezza nei dettagli scintillanti, nei colori, nelle paillettes. Nel permetterci di giocare con tutti i modi possibili di esistere in un mondo che ogni giorno cerca di annientarci.
Tag: Musica
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