Fare all’amore รจ pericoloso in Azerbaijan

La diffusione di video intimi in Azerbaijan non รจ usata solo come strumento di repressione politica, ma dimostra anche misoginia e omofobia

20/07/2021, Zhala Bayramova

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Obiettivo di una telecamera - ยฉ EVGEIIA/Shutterstock

(Pubblicato originariamente da Oc Media , selezione e traduzione a cura di OBCT, tit. orig. "Making love is a burden in Azerbaijan")

Nello scorso anno la continua circolazione di video hard e altri materiali privati ha scosso la societร  azera. Nonostante la costituzione preveda che ciascuno abbia il diritto alla riservatezza nella vita privata e familiare, i recenti eventi dimostrano che, in pratica, non รจ cosรฌ e la legge non fa nulla per arginare il fenomeno.

Le violazioni della privacy non sono limitate a politici, attivisti e membri dellโ€™opposizione, in quanto anche le persone comuni corrono il rischio, ogni giorno, di avere i loro momenti piรน intimi pubblicati in rete.

Prima che Telegram diventasse ampiamente utilizzato in Azerbaijan, era Instagram una delle principali piattaforme usate per disseminare queste immagini senza il consenso dei loro proprietari. Numerose pagine Instagram azere ad esempio sembravano esistere solamente per condividere foto private con lโ€™intento di umiliare o far provare vergogna ai membri della comunitร  LGBT. Altre diffondevano immagini che donne mandavano ai loro fidanzati. Se si cercano alcune parole chiave su Instagram, appaiono pagine su pagine con foto di donne azere condivise senza il loro consenso.

Telegram ha solo reso la situazione peggiore: questi canali sono soggetti ancora a un minor controllo rispetto a Instagram e postano contenuti molto piรน espliciti. Canali che – insieme a immagini rubate a figure politiche, ai loro parenti o revenge porn rispetto a persone azere considerate importanti – postano spesso anche video o foto prese da luoghi come camerini in negozi di abbigliamento.

Ciรฒ che dice la legge

Lโ€™articolo 156 del codice penale azero proibisce che siano diffuse informazioni personali senza previo consenso. Lโ€™articolo punisce anche la violazione della corrispondenza, dei diritti di proprietร  e gli attacchi informatici. 

Quando le vittime presentano una denuncia, lโ€™ufficio del procuratore distrettuale รจ obbligato a investigare nel migliore dei modi.

Se lo stato fallisce nel risolvere queste questioni oppure dimostra carenze per la riluttanza nel procedere contro coloro che violano le norme o ancora nel caso si verifichino violazioni procedurali, allora sta violando i diritti dei suoi cittadini fissati dalla Convenzione europea dei diritti dellโ€™uomo, che lโ€™Azerbaijan ha firmato.

Tuttavia, la gran quantitร  di casi che si verificano, rende evidente come le procure non stiano portando avanti i loro obblighi legali nei confronti dei cittadini. Ancora, il fatto che spesso i membri dellโ€™opposizione siano presi di mira dimostra come le autoritร  statali siano complici di questi crimini.

Il caso di Khadija Ismayilova contro lโ€™Azerbaijan, portato dinanzi alla Corte europea dei diritti dellโ€™uomo, รจ lโ€™esempio piรน evidente del fallimento delle autoritร  azere. La giornalista Khadija Ismayilova, che aveva piรน volte documentato casi di corruzione connessi al governo, ha denunciato di essere stata presa di mira, dopo lโ€™uscita di un video online, dove era stata ripresa di nascosto.

Nella maggior parte dei casi accade lo stesso: il governo prende di mira delle donne per il loro lavoro o per danneggiare la reputazione dei loro parenti uomini e dopo che il materiale รจ trapelato, le forze dellโ€™ordine procedono molto lentamente nelle indagini, senza mai raccogliere prove sufficienti a trovarne i responsabili. 

Lo stato ha un obbligo negativo che proviene dallโ€™articolo 8, il quale non permette di interferire illegalmente nella vita privata delle persone. Nonostante questo, lโ€™installazione di telecamere, la presenza di linee telefoniche statali, gli attacchi informatici e agli attivisti che vengono anche derisi pubblicamente, lโ€™utilizzo di spie che abbiano rapporti sessuali con attiviste allo scopo di filmarle e, infine, il fatto di rallentare deliberatamente le indagini dimostrano lโ€™intromissione del governo nella vita privata delle persone e la violazione dei suoi obblighi negativi.

Altri episodi presentano lo stesso schema, anche se non sono mai arrivati fino di fronte alla Corte europea dei diritti dellโ€™uomo. Informazioni o immagini personali vengono rubate subito dopo o prima di proteste, pubblicazioni o altri atti di sfida alle autoritร . In questo modo, si cerca non solo di punire e zittire lโ€™opposizione, ma di creare anche un effetto deterrente per coloro che vogliano esprimere liberamente le proprie visioni politiche.

Anche se รจ difficile o quasi impossibile dimostrare direttamente la colpevolezza delle autoritร  statali nella creazione e la diffusione di tali materiali, rimane a loro carico il dovere di investigare in modo efficace e perseguire questi crimini โ€“ cosa su cui le istituzioni continuano a fallire.

2021, sempre peggio

Nel 2021, la situazione รจ diventata ancora piรน terribile. Nel corso di una settimana, nellโ€™ultimo inverno, sono stati condivisi su Telegram tre differenti video hard che coinvolgevano figure dellโ€™opposizione o loro familiari.

Si crede che siano direttamente alcuni poliziotti ad amministrare questi canali su Telegram e pagine di Instagram.

Nonostante le autoritร  azere spesso abbiano finto la loro incompetenza informatica, sono state capaci di creare eserciti di troll su Facebook, chiudere pagine web e togliere lโ€™accesso ad internet.

Se prendessimo le loro affermazioni come veritiere, sembrerebbe che lโ€™unica cosa che lo stato azero non sappia fare sia indagare su account Instagram o Telegram. 

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