Elezioni in Kosovo, pesanti sospetti sui risultati finali
Ad un mese dalle elezioni politiche dello scorso 28 dicembre, in Kosovo è stato effettuato un riconteggio generale delle schede: a provocarlo, pesanti sospetti di brogli e manipolazione dei risultati elettorali

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Riconteggio dei voti in Kosovo - A.Berisha
Ad un mese dalle elezioni del 28 dicembre 2025 in Kosovo, i voti sono stati riconteggiati in tutto il paese a seguito di forti sospetti che i candidati dei principali partiti politici siano stati coinvolti in manipolazioni del voto, attraverso i propri rappresentanti nei seggi comunali.
Uno dei casi più clamorosi riguarda Fetah Pacarizi del Partito Democratico del Kosovo (PDK), a cui sono stati assegnati indebitamente circa 6.000 voti. Da quanto sta emergendo si tratta di una manipolazione su larga scala.
Venerdì scorso, la Commissione Elettorale Centrale ha annunciato che il processo di riconteggio dei 2.557 seggi elettorali è stato completato presso il Centro di Conteggio e Risultati (CRC).
“La CEC ha deciso di effettuare il riconteggio con l’obiettivo di garantire l’accuratezza dei risultati elettorali e di assicurare che la volontà dei cittadini della Repubblica del Kosovo venga registrata e riflessa accuratamente, esattamente come espressa sulle schede elettorali”, ha dichiarato la Commissione Elettorale Centrale.
La polizia del Kosovo ha arrestato oltre 100 commissari dei principali partiti politici nel solo comune di Prizren con l’accusa di manipolazione del voto. Più di venti di loro sono attualmente in custodia cautelare e appartengono ai quattro principali partiti (LVV, AAK, PDK e LDK), nonché al Partito Democratico Turco del Kosovo (KDTP).
I funzionari della CEC hanno affermato che le discrepanze sono state individuate dopo aver esaminato le registrazioni video delle telecamere installate ai seggi.
“Abbiamo preso provvedimenti perché la situazione era palese; oggi abbiamo scoperto prove e casi di corruzione, poiché uno dei commissari ha continuato a collaborare con l’accusa”, ha dichiarato il procuratore Petrit Kryeziu in una conferenza stampa.
D’altra parte, i partiti politici hanno silenziosamente preso le distanze dallo scandalo. In un post su Facebook, Albin Kurti, leader del Movimento Vetëvendosje, vincitore delle elezioni, ha accusato singoli individui, ma non ha menzionato i partiti politici o i candidati coinvolti.
Ha affermato che il Kosovo rimane un esempio di democrazia nella regione e ha sottolineato che tutti i casi devono essere affrontati secondo la legge e la volontà politica espressa attraverso il voto.
“Ai commissari e agli individui coinvolti in manipolazioni elettorali, che hanno danneggiato colleghi e partiti politici, non verrà concessa l’amnistia. Incoraggiamo le istituzioni responsabili a portare le indagini fino in fondo”, ha dichiarato Kurti.
Nel frattempo Lumir Abdixhiku, leader della Lega Democratica del Kosovo (LDK), il cui partito ha perso voti dal febbraio 2025, ha annunciato gravi conseguenze per coloro che interferiscono con il sistema e ha affermato che l’interferenza colpisce il processo di riforma da lui avviato e danneggia in modo sproporzionato i candidati giovani.
“Quello che sta accadendo in diverse città non è una coincidenza. È la resistenza di coloro che hanno eroso la nostra casa dall’interno e ora vogliono fermare la riforma che non possono tollerare. L’attacco ai nomi nuovi e puliti è un attacco al nostro lavoro quinquennale e alla volontà dei sostenitori, chiaramente espressa attraverso il voto”, ha scritto Abdixhiku su Facebook.
Un caso isolato?
Nel processo elettorale del Kosovo, ad ogni elettore viene segnato un dito con inchiostro nero prima di entrare nel seggio. Sebbene questa politica risalga all’amministrazione UNMIK nel 1999-2000, continua a essere attuata dalle istituzioni kosovare per garantire che gli elettori non possano votare più di una volta.
La Missione di osservazione elettorale dell’Unione europea, nella sua dichiarazione sulle elezioni del febbraio 2025, ha classificato l’inchiostro sulle dita come un’ulteriore misura di sicurezza per impedire il voto multiplo.
“Tuttavia, gli osservatori UE hanno notato che le dita degli elettori non sono state controllate in modo sistematico nel 15% delle osservazioni. Inoltre, hanno riferito che la traccia di inchiostro sulle dita poteva essere rimossa”, si legge nella dichiarazione.
Durante tutto il 2025 (dalle elezioni parlamentari di gennaio, che non hanno prodotto istituzioni, alle elezioni locali e alla recente tornata di dicembre), i partiti politici hanno sollevato sospetti di manipolazione del voto.
Ad esempio, il Movimento Vetëvendosje ha sollevato preoccupazioni in merito al voto assistito, affermando che elettori giovani sono stati assistiti in violazione delle norme. Inoltre, Vetëvendosje sospetta che i voti della diaspora inviati per posta alle elezioni di febbraio 2025 siano stati manipolati, accusando l’LDK di coinvolgimento.
Secondo la Legge sulle elezioni generali, il Kosovo è un’unica circoscrizione elettorale. Lo spoglio dei voti per i partiti alle elezioni parlamentari viene effettuato presso i seggi al termine delle votazioni, mentre per i candidati deputati avviene in 38 Centri di scrutinio comunali.
Oltre allo spoglio dei voti, questi centri verificano anche i risultati dei partiti sulla base dei moduli compilati presso i seggi elettorali dopo lo spoglio delle schede. Si tratta di una nuova politica introdotta nel 2023, che è stata messa in discussione dai rappresentanti della società civile a causa di preoccupazioni relative alla manipolazione.
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