Da binario morto a oasi urbana: il parco di Bucarest disegnato dalla comunità
Bucarest, capitale romena, quartiere Militari. Dove prima c’era una ferrovia abbandonata da vent’anni e piena zeppa di rifiuti è sorta un’interessante oasi urbana: il nuovissimo Parcul Liniei. Grazie ad un’idea del giornale PressOne e al coinvolgimento diretto della comunità locale

Parcul Liniei, Bucarest, Romania – Foto M. Ranocchiari
Parcul Liniei, Bucarest, Romania - Foto M. Ranocchiari
Bucarest, quartiere Militari. Una moltitudine di persone attende paziente il verde per attraversare uno dei tanti boulevard a più corsie del Settore n.6 della città. Sullo sfondo edifici a blocchi di dieci piani, alcuni scrostati di epoca comunista, altri modernissimi, bianco fiammante. Le loro sagome, insieme a quelle delle fragili file dei tigli lungo la carreggiata, intagliano il cielo.
Quando l’omino verde del semaforo si illumina, il rumore del traffico si attenua, per poi ricominciare, fino al prossimo incrocio, in una costante ripetizione con cui si potrebbe percorrere tutta la città. Dietro un incrocio apparentemente come tutti gli altri, però, il ritmo si spezza. Invece che d’asfalto la strada è fatta d’erba, disseminata di giostre, panchine, esili alberi appena piantati.
È il nuovissimo “Parcul Liniei”, nato sui resti di una ferrovia abbandonata da vent’anni e piena di rifiuti. Oggi è uno dei parchi lineari più grandi d’Europa (quando sarà ultimato raggiungerà i 4,2 chilometri), ma fino a sei anni fa non era stato neppure immaginato.
Tutto è iniziato nel 2020, con un articolo pubblicato da un piccolo giornale online indipendente, PressOne. L’idea, grazie al coinvolgimento diretto della comunità, sarebbe diventata presto un progetto concreto.

Parcul Liniei, Bucarest, Romania – Foto M. Ranocchiari
L’intuizione di PressOne
Le buone idee, si sa, spesso vengono viaggiando. Così è stato per Adrian Mihălțianu e i suoi colleghi del giornale indipendente PressOne: “Nel 2019 sono andato a Boston per lavoro. Lì – spiega – avevano una grande autostrada che costeggiava il mare. L’hanno interrata costruendo al suo posto un bellissimo parco”.
Altre città avevano fatto scelte simili: Parigi, New York, La Ciotat in Francia. Perché non replicarlo a Bucarest? In città c’era una linea ferroviaria dismessa che attraversa l’intera parte occidentale della città, per una lunghezza di 6 chilometri.
“L’idea del municipio era realizzarci l’ennesimo viale per auto. C’era anche l’idea di un treno metropolitano, ma la zona era già ben servita dal trasporto pubblico, con la metropolitana poco distante. Inoltre – prosegue Mihălțianu – la zona è troppo stretta, i treni sarebbero passati davanti alle finestre dei residenti”. Le 200.000 persone del quartiere, invece, non avevano un’area verde. “Nel 2020, perciò, lanciammo un’idea con un articolo sul nostro giornale”.
L’idea si fa strada
Nel frattempo a Bucarest era tempo di elezioni. “Dal momento che abbiamo intervistato tutti i candidati riformisti per le elezioni a sindaco di Bucarest, gli abbiamo anche presentato questa idea”.
Il candidato che sarebbe stato eletto sindaco del Settore 6, Ciprian Ciucu, era anche il più favorevole. “L’abbiamo messo in contatto con una Ong, che aveva esperienza nella rigenerazione di spazi industriali, Urbanize Hub. Fin da subito – aggiunge Mihălțianu – è stato chiaro che non doveva essere qualcosa che viene solo dall’ufficio del sindaco, ma un processo condiviso”.
Percorso di comunità
Iniziava così una lunga serie di consultazioni. “Eravamo in piena pandemia”, racconta Mihălțianu, “e farle di persona non era facile. Eppure la partecipazione è stata altissima per gli standard di una città come Bucarest, dove non ci sono molte comunità organizzate sul territorio. In oltre 45 hanno partecipato alle riunioni in presenza, e molte di più a quelle online organizzate da Urbanize Hub”.
Oltre 4.000 hanno risposto ai questionari online (con un picco di 3600 in un solo giorno) e in più di 70 hanno provato, grazie all’apposita app “Furban”, a disegnare loro stessi digitalmente il nuovo parco. L’associazione ha condotto anche indagini sociologiche e antropologiche per capire i bisogni e i desideri della popolazione coinvolta.
Una consultazione vera, che ha fornito un risultato che è stato più articolato di quanto immaginato dai promotori. “La gente chiedeva non solo spazi verdi, come avevamo pensato all’inizio, ma piste ciclabili, campi da tennis, ping-pong e da basket, posti dove i bambini possano giocare”.

Parcul Liniei, Bucarest, Romania – Foto M. Ranocchiari
Il parco realizzato e da realizzare
Da quando è stata aperta la sua prima porzione, il 1° giugno 2023, il parco è un punto di ritrovo per tutti. Non tutti, tra quelli che lo percorrono, hanno seguito il processo partecipativo che l’ha generato e tanti non ne sono neppure a conoscenza. Come la giovane mamma ucraina, Tatiana, che è arrivata solo un anno fa, e che assicura che il figlio – arrampicato su uno scivolo colorato – lo adora.
“È un quartiere verde”, commenta Tatiana, un colore un tempo impensabile da associare all’austero Militari.
Andrei e Ana, studenti di architettura preparano un esame al computer sotto un padiglione su cui i progettisti hanno predisposto delle prese elettriche per i caricabatterie, e una musica elettronica al minimo del volume accompagna i loro sforzi.
Un altro Andrei osserva il suo cane passeggiare nell’area apposita, mentre altri ragazzi sonnecchiano sulle amache. I bar a bordo parco, intanto, fanno affari d’oro.
“Ci hanno messo troppe cose!” scherza Mihălțianu, “io l’avrei preferito più naturale. Ad ogni modo il progetto predilige piante a bassa manutenzione e perenni, arbusti rispetto ai prati, e l’uso di alberi, arbusti e fiori locali per creare un’oasi di biodiversità”. Non sono mancate le difficoltà. “L’accesso al parco è a volte bloccato dai cortili privati di alcuni nuovi edifici, ma ci batteremo per garantire un accesso equo per tutti”. C’è anche un rischio più grave, comune a moltissime aree riqualificate: la gentrificazione.
“È un problema, ma meno grave che altrove: è vero che sono sorti nuovi edifici della classe media ma quelli popolati dalla classe operaia sono rimasti. È un quartiere misto. Tutti beneficiano di questo parco”.
Intanto, il successo del parco è così palese che il comune pensa di replicare il progetto nel settore 5, in un’area ancora più grigia di Militari. Mihălțianu ha un sogno per il “Parcul Liniei 2”: che sia realizzata con lo stesso processo di coinvolgimento della popolazione. Una cosa non scontata in Romania”.,città
Questo materiale è pubblicato nel contesto del progetto Station4Transformation cofinanziato dall’Unione europea (Ue). L’Ue non è in alcun modo responsabile delle informazioni o dei punti di vista espressi nel quadro del progetto. La responsabilità sui contenuti è unicamente di OBC Transeuropa.
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