Pubblicato il: 09/06/2017

Croazia: fermate le violenze della polizia sui rifugiati!

Diverse associazioni denunciano l’uso della violenza e respingimenti illegali da parte della polizia su rifugiati entrati in Croazia. Il ministero dell’Interno nega, ma promette l’avvio di indagini

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“Dal 10 maggio abbiamo verificato un aumento sensibile di casi di violenza della polizia su rifugiati che hanno attraversato il confine” ha dichiarato lo scorso 26 maggio per T-Portal Owen Breuil, responsabile della sezione croata di MdM – Médecins du monde. Una violenza che, secondo le 30 testimonianze raccolte dal 19 maggio nei pressi dei confini da MSF – Medici Senza Frontiere in Serbia, ha sempre le stesse caratteristiche: percosse con manganelli, distruzione dei cellulari, sequestro dei soldi.

Il portavoce di MSF, Stephane Moissaing, ha aggiunto che è inaccettabile che si usi la violenza come deterrente per rimandare indietro i migranti che sono da mesi bloccati lungo la rotta balcanica. Violenze, oltre che respingimenti illegali, che in realtà vengono segnalate da mesi da organizzazioni come Human Rights Watch , JFS – Jesuit Refugee Service, OXFAM , oltre che dai rappresentanti dell’iniziativa “Dobrodošli! ” (Benvenuti!) che fa riferimento al Centro per gli studi sulla pace e dall’associazione locale "Are you Syrious? ", nata a Zagabria nel 2015 durante il primo grande flusso di rifugiati e che produce informazione giornaliera sulla situazione dei migranti nei Balcani.

Il 29 maggio a Zagabria, le due associazioni hanno presentato pubblicamente il “Rapporto sulla nuova ondata di violenze sui migranti ai confini della Repubblica di Croazia ”, realizzato in base a testimonianze raccolte direttamente o dati di altre organizzazioni. Come ad esempio il report di aprile 2017 dell’Unhcr in Serbia dal quale risulta che in quel mese 246 rifugiati sono stati rimandati a forza in Serbia, mentre il report della settimana tra il 15 e il 21 maggio segnala: “137 rifugiati hanno subito l’espulsione collettiva, un numero doppio rispetto alla settimana precedente, a molti è stato negato l’accesso alla procedura d’asilo e si denota lo sproporzionato uso della forza da parte della polizia".

Nel rapporto di Are You Syrious e Dobrodošli vengono citati anche dati forniti dalle missioni in Serbia di MSF e MdM sul numero dei feriti: “Negli ultimi dieci giorni, MdM ha curato 23 casi nella loro clinica di Adaševci [ndr: in Serbia, al confine con la Croazia] il che conferma l’aumento significativo della violenza usata ai confini (…). MSF sostiene di aver curato nel proprio ospedale a Belgrado, nella settimana tra il 19 e il 25 maggio, dieci migranti feriti e tutti hanno dichiarato di essere stati picchiati dalla polizia croata”.

Secondo “Are you Syrious?” e “Dobrodošli!” le violenze perpetrate dalla polizia alla frontiera tra Croazia e Serbia hanno preso di nuovo il sopravvento. Durante la presentazione pubblica del rapporto Lea Horvat, di Dobrodošli, ha rilevato come oltre alla violenza fisica i migranti subiscano la violazione del diritto all’asilo, vale a dire l’accesso al sistema di protezione internazionale recepito dalla legislazione croata.

Kelsey Montzka, dell’associazione Are You Syrious, ha fornito anche dei dettagli sulle modalità: “Dalle denunce dei migranti emerge che i poliziotti li fermano una volta già entrati in territorio croato e li riportano nei territori in vicinanza del confine con la Serbia. Qui vengono trasferiti su altri mezzi e trasportati alla frontiera. All’arrivo li scaricano uno ad uno, picchiandoli a mani nude o con bastoni o manganelli, come se con i loro corpi ‘giocassero a calcio’”.

Sulla base delle testimonianze raccolte tra i rifugiati da parte delle due associazioni, emerge che si tratta di violenze frequenti e continue, che provocano pesanti conseguenze sull’indennità fisica e sulla sicurezza dei rifugiati. Per questo motivo Are You Syrious e Dobrodošli hanno presentato alle autorità croate precise richieste: fermare immediatamente l’uso della violenza da parte della polizia, avviare urgentemente un’indagine e sanzionare i responsabili; assicurare a chiunque lo richieda l’accesso alla procedura di richiesta dell’asilo; rendere possibile ai rifugiati illegalmente espulsi e interessati a richiedere asilo in Croazia, di rientrare ed essere accolti nel centro per richiedenti asilo di Zagabria o di Kutina per poter avviare la richiesta di protezione internazionale; sospendere il Regolamento di Dublino .

Il ministero dell’Interno ha risposto immediatamente alle accuse con una nota ufficiale, come riporta il quotidiano Večernji List del 26 maggio : “Fino ad ora non ci risultano registrati casi di comportamento non professionale o illegale della polizia nei confronti dei migranti. In caso di segnalazioni, come sempre fatto in passato, il procuratore di Stato avvierà le dovute indagini”. Ha aggiunto, inoltre, che con i colleghi della Serbia avvengono giornalieri scambi di informazioni e finora non sono mai stati segnalati i casi denunciati dalle Ong.

Di diverso avviso Vladimir Cucić, Commissario responsabile per i profughi e le migrazioni in Serbia, che il 2 giugno ha confermato l’uso della forza : “Non sono rari i casi di migranti, rimandati indietro dai paesi vicini, che tornano con visibili ferite e segni da percosse”. Aggiungendo, infine, che questa “prassi” viene usata oltre che dalla Croazia anche da Ungheria e Bulgaria.

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