Croazia: Amnesty International contro Vladimir Ć eks
Amnesty International ha precisato in piĂč occasioni che esistono prove sufficienti per avviare unâindagine sul conto del vice presidente del Parlamento croato Vladimir Ć eks, sospettato di crimini di guerra. Ć eks rigetta le accuse, ma intanto il rapporto di Amnesty Ăš arrivato sui tavoli di Bruxelles
Vladimir Ć eks, vicepresidente del Parlamento croato e uno dei politici piĂč influenti del partito di governo Unione democratica croata (HDZ) della premier Jadranka Kosor, si Ăš trovato in serie difficoltĂ dopo che Nicola Duckworth, direttrice di Amnesty International per lâEuropa e lâAsia centrale, ha ribadito che la sua organizzazione Ăš in possesso di prove sufficienti e fondate che potrebbero essere assunte dalla magistratura croata per avviare unâindagine sulla possibile implicazione di Ć eks in crimini di guerra commessi da parte croata.
Le dichiarazioni di Amnesty International
Amnesty aveva pubblicato un rapporto su questa questione giĂ allâinizio dello scorso dicembre , sostenendo di avere informazioni simili su Tomislav MerÄep, ex assistente del ministro degli Interni, ed anche sullâammiraglio in pensione Davor Domazet. Interessante il fatto che il giorno dopo la pubblicazione del rapporto, a Zagabria Ăš stato arrestato proprio Tomislav MerÄep, indagato per responsabilitĂ per i crimini di guerra avvenuti 19 anni fa a PakraÄka Poljana, Croazia centrale. In quel caso Ć eks non aveva rilasciato dichiarazioni, probabilmente pensando che Amnesty International sarebbe stata soddisfatta dellâarresto di MerÄep e che di conseguenza non avrebbe avanzato richieste sulle sue responsabilitĂ . Ma un mese dopo, il 14 gennaio, il settimanale zagabrese Novosti ha pubblicato una lunga intervista con Nicola Duckworth , in cui questâultima faceva nuovamente riferimento a Ć eks.
âCredo che ci siano prove sufficienti per poter avviare unâindagine [contro Ć eks]. Sappiamo bene dagli atti dell’accusa relativi al caso Branimir GlavaĆĄ che Ć eks ha affermato di essere stato in posizione di comando a Osijek nel 1991, quando furono commessi molti crimini di guerra. Questa Ăš una prova fondamentale e sufficiente per poter avviare unâindagine contro Ć eks, nonostante sia un politico molto influente in Croaziaâ, ha precisato Duckworth riportando al settimanale Novosti le posizioni di Amnesty International.
Il giorno stesso Vladimir Ć eks, di sua iniziativa, si Ăš rivolto alla Procura di Stato con lâintento di rilasciare le sue dichiarazioni sul caso. DopodichĂ©, partecipando la sera stessa al tg della Televisione croata, ha precisato che non câĂš alcun motivo di avviare un processo contro di lui e che questo verrĂ confermato dalla stessa Procura mediante un particolare comunicato. Tuttavia, fino ad oggi la Procura non si Ăš ancora espressa in merito.
Ć eks, un ostacolo sul cammino europeo della Croazia?
Nel frattempo, il Dipartimento di giustizia croato ha confermato che il 18 gennaio Ăš stata avviata unâindagine contro Davor Domazet, sospettato di crimini di guerra. Nonostante lâammiraglio non sia stato arrestato, come invece accaduto a MerÄep, lâindagine sul conto dei due non lascia Ć eks tranquillo. Tanto piĂč quando Amnesty International, con un comunicato stampa, il 17 gennaio , il terzo nellâarco di un mese e mezzo, ha ripetuto la sua posizione in merito a Ć eks.
Si tratta di un messaggio estremamente chiaro che la Croazia dovrĂ prendere seriamente in considerazione, anche perchĂ© Amnesty ha inviato lo stesso rapporto a Bruxelles, dove Ăš allâesame uno dei capitoli piĂč problematici in merito all’integrazione Ue, quello sulla giustizia croata e sui diritti fondamentali, ritenuto di importanza cruciale per poter chiudere i negoziati di accesso, negoziati che Zagabria vuole concludere entro la fine di giugno.
In questo modo Ć eks, inaspettatamente, potrebbe diventare un ostacolo per raggiungere il principale obiettivo della politica estera della premier Jadranka Kosor: chiudere i capitoli negoziali per lâingresso del Paese nellâUe. Il problema si complica ancora di piĂč per via del fatto che attualmente Ć eks Ăš uno degli uomini piĂč forti dellâHDZ, a sostegno della stessa premier Kosor.
Il ruolo di Vladimir Ć eks durante la guerra
Ć eks allâinizio della guerra in Croazia era presidente del Comitato di crisi della Slavonia orientale, regione in cui vivevano circa un milione di abitanti e che aveva contatti diretti con la Serbia.
Il ruolo dei comitati di crisi non era definito in modo chiaro e al tempo di guerra i suoi membri avevano assunto ampi poteri nelle operazioni di difesa e nelle azioni militari. Lo stesso Ć eks, a quel tempo, intervenendo alla Televisione croata, si era presentato vestito con la mimetica, ribadendo che: âTutte le truppe della Repubblica di Croazia nella provincia della cittĂ di Osijek agiranno in accordo con le decisioni del Comitato di crisiâ. Questa frase, ma anche altre decisioni prese allâepoca dal Comitato di crisi presieduto da Vladimir Ć eks, testimoniano che tale organo aveva funzioni di comando.
Ora Ć eks, dovendo fare i conti con le accuse di Amnesty International, cerca di relativizzare il suo ruolo nella guerra. Egli afferma che in guerra, come presidente del Comitato di crisi, ha esercitato esclusivamente una funzione civile, senza alcuna giurisdizione militare o di comando. Ma, allo stesso tempo, va rilevato che Ć eks porta i gradi di general-maggiore dellâEsercito croato, oltre che godere dello status di difensore nella cosiddetta guerra patriottica, ed avere altre decorazioni che si attribuiscono per meriti in battaglia. Era stato nominato generale dallâallora presidente croato Franjo TuÄman, il 5 marzo 1993, mentre il suo impegno militare, ufficialmente, si sviluppa tra il 15 ottobre 1990 e il 30 settembre del 1993, di cui gli ultimi tre mesi passati al Comando delle Forze armate a Osijek.
Proprio nella cittĂ di Osijek durante la guerra, tra il 1991 e il 1992, sono accaduti crimini di guerra per i quali Branimir GlavaĆĄ, anchâegli generale dellâEsercito croato e allâepoca stretto collaboratore di Ć eks, Ăš stato condannato a otto anni di reclusione. Durante le indagini e il processo, GlavaĆĄ in piĂč occasioni ha dichiarato che lâufficio di guerra di Ć eks si trovava solo un piano sopra il suo, alludendo che anche Ć eks doveva essere al corrente di tutti i crimini per cui GlavaĆĄ Ăš stato condannato.
E proprio a tutti questi fatti si riferiva Amnesty International quando ha reso noto che la procura dovrebbe avviare unâindagine contro Ć eks. Questâultimo rigetta tutte le accuse, affermando che in guerra era solo un civile. Il grado di generale dellâEsercito croato, che si teneva stretto desiderando garantirsi la sua parte di fama acquisita in guerra, ora gli Ăš diventato di peso.
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