Capodistria, la biblioteca del conte Francesco Grisoni
Il fondo Grisoni, consultabile presso la Biblioteca centrale Srečko Vilhar di Capodistria, contiene libri che vanno dal XVI al XX secolo rappresenta per integrità ed eccellente stato di conservazione, un autentica perla del patrimonio culturale della città. Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Fondo del conte Francesco Grisoni a Capodistria – Verica Janeva
Fondo del conte Francesco Grisoni a Capodistria © foto Verica Janeva
A Capodistria, città che nel 2024 ha festeggiato i 1500 anni dalla sua fondazione e patria degli intellettuali, scienziati e illustri personaggi come Carlo Combi, Gianrinaldo Carli, Verderio e Santorio e che fu capoluogo dell’Istria veneta, vi è la biblioteca della antica nobile famiglia capodistriana dei Grisoni. Tra le biblioteche di questo genere in Slovenia, rappresenta per integrità ed eccellente stato di conservazione, un autentica perla del patrimonio culturale della città costiera. Un fondo librario di pregio e un inestimabile patrimonio raccolto tra Illuminismo e Risorgimento che, grazie a un insieme di fortuite circostanze, fu preservato dallo smembramento e da una possibile distruzione giungendo a noi quasi intatto, salvo la dispersione di un centinaio di titoli.
La Biblioteca Grisoni contiene libri che vanno dal XVI al XX secolo e consta, come dettagliato da Dott. Peter Štoka, responsabile del reparto di Storia patria e dei beni librari della Biblioteca centrale Srečko Vilhar di Capodistria, di 3.288 tomi, 748 titoli e 675 fascicoli di periodici ed è suddivisa per argomenti: storia 918, histoires 874; letteratura e poesia 582, littérature 301; arti e scienze 321, arts et sciences 166; classici latini 126. I libri in lingua italiana sono 1.821 (il 56% della collezione), in lingua francese 1.341 (il 41% della collezione) e in latino 126 (il 3% della collezione). Tra le materie prevalgono la storia, che rappresenta più della metà della biblioteca, e la letteratura, che rappresenta un quarto del fondo.

Volumi del fondo del conte Francesco Grisoni a Capodistria © foto Verica Janeva
Nonostante l’ampiezza enciclopedica, la biblioteca è soprattutto di carattere umanistico. I volumi conservati e la loro ricchezza di contenuti spaziano dai classici greci e latini a quelli italiani, dalle opere di storia, storia dell’arte e letteratura, fino ai più svariati lavori di medicina e scienze naturali. Tra essi spiccano autentiche rarità come ad esempio la prima edizione de “Prose e versi” di Ugo Foscolo (Milano 1822) e altri capisaldi della storia e della letteratura italiana.
Sorprendente è anche la varietà dei contenuti: cartografia, calligrafia, religione, teatro, diari e impressioni di viaggi, saggi e dibattiti filosofici nonché la straordinaria cura per l’aspetto esteriore quali la ricercatezza della legatura, la stampa e la carta. L’importanza e il valore della raccolta si riflette anche negli armadi accuratamente progettati, in legno di noce, che dopo due secoli sono ancora ben conservati e funzionali.
La biblioteca è riuscita a sopravvivere grazie all’accortezza dell’ultimo discendente della famiglia, Francesco Andrea Elio Grisoni (1772-1841), illustre protagonista della scena intellettuale dell’epoca, bibliofilo e benefattore, nonché cosmopolita e profondo conoscitore delle diverse lingue e culture; il conte nel suo testamento ha assicurato, con mezzi finanziari e legali, l’esistenza dell’intera raccolta anche dopo la sua morte, cercando in questo modo di salvaguardare e tramandare ciò che i suoi discendenti, gli zii Francesco e Antonio e il padre Santo Grisoni, avevano iniziato prima di lui.
Il fondo librario nel 1952 trova la sua collocazione nella Biblioteca civica di Capodistria e oggi nel palazzo Brutti presso il Reparto di storia patria e beni librari della Biblioteca Centrale Srečko Vilhar di Capodistria ed è l’unica biblioteca personale conservatasi in Istria, compresi gli armadi originali.
Questa preziosa eredità è stata per decenni celata al grande pubblico e solo ultimamente, grazie a un insieme di iniziative volte a promuovere tale patrimonio, ha trovato una più adeguata e giusta valorizzazione.











