Bulgaria, studiare medicina a Pleven
Nel 2024 il numero di studenti stranieri iscritti nelle università bulgare è arrivato a 15.737, segnando un trend in crescita costante. Il 64% degli studenti provenienti da altri paesi UE in Bulgaria studia Medicina. Reportage dall’Università di Pleven

Studenti stranieri all’Università di Pleven, Bulgaria – Foto Università medica di Pleven
Studenti stranieri all'Università di Pleven, Bulgaria - Foto Università medica di Pleven
“Sono arrivato a Pleven nel febbraio 2021, nel pieno della pandemia Covid. Nevicava ed era tutto desolatamente chiuso. L’inizio non è stato facile: quando sono cominciate le lezioni, però, ne sono rimasto subito entusiasta, e ho capito che – nonostante la lontananza da casa – avevo fatto la scelta giusta”.
Emanuele Lepre è al quinto anno di Medicina: a spingerlo lontano dalla sua Agropoli, in provincia di Salerno, fino a Pleven, città della Bulgaria settentrionale, a metà strada tra la catena boscosa dei monti Balcani e le acque pigre del Danubio, è stato un sogno coltivato fin da quando era piccolo: diventare medico.
“Ho fatto vari tentativi di entrare a Medicina in Italia, e alla fine mi sono iscritto come tecnico radiologo alla Sapienza a Roma. Mi piaceva l’ambiente, ma ho capito presto che non era quello che volevo veramente”, racconta Emanuele in una delle aule dell’imponente edificio del rettorato dell’Università medica di Pleven. “Poi da un amico ho saputo della possibilità di venire a studiare in Bulgaria. Ci ho ragionato a lungo insieme alla mia famiglia, e ho deciso di tentare”.
Nel corso degli ultimi anni, la scelta di Emanuele è divenuta sempre meno isolata: secondo i dati riportati dal portale bulgaro online Mediapool, nel 2024 il numero degli studenti stranieri iscritti nelle università bulgare è arrivato a 15.737, segnando un raddoppio nel corso dell’ultimo decennio.

Università di medicina di Pleven, Bulgaria – Foto Università medica di Pleven
Perché la Bulgaria?
Gli studenti stranieri, riporta Mediapool, in Bulgaria vengono da paesi diversi: la fetta più numerosa (20%) arriva dalla vicina Grecia, ma numeri importanti si registrano anche da Gran Bretagna (14%), Ucraina (11%), Germania (9%). L’Italia (7%) è oggi al quinto posto, con numeri crescenti, seguita da Macedonia del Nord, Turchia e India.
“Chi sceglie la Bulgaria per studiare cerca istruzione di qualità e un diploma internazionale riconosciuto nell’Unione europea e in altri mercati avanzati. Qui trova questa combinazione ad un prezzo competitivo, sia per quanto riguarda le tasse universitarie che per il costo della vita”, ci aveva spiegato al telefono Dimitar Tsikandelov di Inter HECS, agenzia bulgara che da più di dieci anni offre consulenza e supporto agli studenti stranieri che arrivano nel paese.
“Le facoltà più richieste dagli studenti stranieri sono Medicina e Odontoiatria, seguite da materie tecniche, Farmacia e Veterinaria. Una preferenza che si è mantenuta stabile nel tempo, con Medicina a fare la parte del leone”, aggiunge Tsikandelov.
Un’analisi confermata dai dati raccolti da Open Society Institute: il 64% degli studenti provenienti da altri paesi UE in Bulgaria è infatti iscritto a Medicina. Ecco perché le università mediche bulgare, quelle di Sofia, Plovdiv, Varna e Pleven, giocano un ruolo così importante nell’attirare un numero crescente di ragazzi e ragazze stranieri nel paese.
Una verifica di Mediapool ha mostrato quanto costa in Bulgaria la formazione degli studenti stranieri in questo settore: in media, la formazione medica nelle università più scelte dagli studenti stranieri costa circa 9.500 euro all’anno, ovvero sui 57.000 euro per i sei anni. Un po’ meno quella odontoiatrica: attorno ai 9.000 euro all’anno, ovvero circa 54.000 euro per l’intero corso di studi.
Apertura agli studenti stranieri
“Puntare sugli studenti stranieri, all’inizio, è stata una necessità. Nel 1997 la Bulgaria era sprofondata nella peggiore crisi economica e finanziaria della sua storia recente: l’università non aveva in cassa i fondi nemmeno per pagare le bollette di luce ed acqua”, ci racconta nel suo ufficio il professor Dobromir Dimitrov, rettore dell’Università medica di Pleven.
“In quel frangente così drammatico, fu deciso di aprire un corso di studio tutto in lingua inglese, diretto soprattutto a studenti di India e Pakistan. I numeri iniziali erano limitati, appena un’ottantina di studenti in tutto. Eppure quella decisione è stata importante per sostenere l’università in un momento difficile, ed ha aperto una strada che negli anni successivi si è rivelata molto fruttuosa”.
Al momento, all’Università medica di Pleven studiano ragazzi e ragazze da 52 paesi diversi, provenienti da tutti e cinque i continenti. Gli studenti stranieri rappresentano oggi una larga fetta degli iscritti all’istituto: ben 1300 su un totale di 3700.
Grazie al crescente numero di richieste, l’università oggi di fatto ha raggiunto il limite consentito dai regolamenti ministeriali per il numero di studenti stranieri ammessi: per il 2026 le candidature presentate sono circa 750, ma ad essere ammessi saranno non più di 280-300 nuovi studenti, meno della metà.

Studenti e docenti dell’Università di medicina di Pleven, Bulgaria – Foto Università medica di Pleven
Studenti italiani in Bulgaria
Le iscrizioni dall’Italia sono iniziate a crescere in modo più visibile a partire dal 2017, con un picco di 250 iscritti nel 2022. La maggior parte degli studenti italiani viene da Campania, Puglia e Basilicata, anche grazie alla collaborazione dell’Università medica di Pleven con agenzie di orientamento e assistenza attive come la Tutor Medicina di Napoli, ma negli ultimi anni, seppur minoritario, è cresciuto in modo visibile anche il numero di chi viene da regioni dell’Italia settentrionale.
“Rispetto al sistema italiano, in Bulgaria c’è un approccio molto più pratico e non solo teorico. Un grosso vantaggio qui a Pleven è dato dal fatto che gli iscritti di un anno vengono divisi in sottogruppi di una ventina di studenti, seguiti da un professore che ha tempo e risorse per seguire tutti personalmente”, ci racconta negli spazi dell’università Dafne Riccio, originaria proprio di Napoli ed iscritta al primo anno.
“Un’altra possibilità, estremamente difficile da trovare in Italia, è lo studio dell’anatomia fatto non solo sui libri, ma su cadaveri messi a nostra disposizione: una pratica che ci permette di sperimentare la complessità del corpo umano in modo realistico“.
Tra le sfide che gli studenti stranieri si trovano ad affrontare dopo il loro arrivo c’è l’adattarsi ad una realtà nuova e spesso inaspettata. Le prime settimane rappresentano un momento chiave, e per aiutare i nuovi arrivati ad affrontare i problemi quotidiani – dal trovare un appartamento in affitto fino ad iscriversi in palestra – l’università di Pleven ha creato un centro di supporto ad hoc.
Un elemento importante è naturalmente la barriera linguistica: ecco perché, nonostante i corsi per stranieri vengano tutti tenuti in lingua inglese, gli studenti seguono lezioni di bulgaro per i primi tre anni accademici.
“Nessuno si aspetta che tu diventi madrelingua: la conoscenza della lingua locale è però fondamentale: non serve solo a cavarsela nella vita quotidiana, ma anche e soprattutto per interagire con i pazienti e gli infermieri durante le ore passate in corsia per i tirocini clinici”, racconta Emanuele Lepre.
Per facilitare la vita ai tanti studenti stranieri che intendono iscriversi, l’Università medica di Pleven ha deciso di far cominciare il loro anno accademico non a settembre ma a febbraio: questo dà a molti di loro il tempo e la possibilità di sbrigare le incombenze burocratiche necessarie all’iscrizione, che talvolta possono essere pesanti, soprattutto per chi viene da paesi terzi fuori dall’UE.
“Pleven è una città accogliente, e questo ci ha molto aiutato a far sentire i nostri studenti stranieri a casa e a far crescere l’Università”, sostiene convinto il rettore Dimitrov. “In tutti questi anni, non ricordiamo un solo episodio di discriminazione nei confronti di nostri studenti stranieri, a prescindere dalla loro provenienza o fede religiosa”.

Facoltà di Farmacia, Pleven, Bulgaria – Foto Università di Pleven
Impatto sociale, culturale ed economico
La crescita del numero di studenti stranieri sta lentamente trasformando anche il tessuto sociale, culturale ed economico della città. La Bulgaria settentrionale, di cui Pleven è uno dei centri principali, è infatti una delle aree uscite peggio dalla lunga transizione degli anni ‘90.
Per molti anni la regione ha vissuto una profonda crisi che ha portato molti ad emigrare, tanto che la stessa Pleven è passata dai 130mila abitanti del 1992 ai 92mila registrati nel 2021. La ricaduta positiva della presenza di centinaia di studenti stranieri è oggi uno dei fattori economici più importanti per il centro, che si sta adattando alla sua nuova dimensione di città universitaria, con un’inaspettata apertura al mondo ed un’offerta di servizi più variegata.
Per gli studenti stranieri di Medicina, le prospettive dopo la fine degli studi sembrano essere diverse soprattutto a seconda della loro provenienza. Per quelli che vengono da paesi terzi, l’obiettivo è spesso quello di rimanere nell’Unione europea o di puntare agli Stati Uniti.
Per chi invece viene da paesi UE, l’idea è molto più spesso quella di rientrare ed esercitare la professione medica nel paese di origine. C’è poi un numero ridotto, ma comunque significativo di studenti che – una volta laureati – decidono di restare in Bulgaria.
“Per me è ancora un orizzonte lontano, ma come prima opzione penso mi piacerebbe tornare in Italia”, ci dice Dafne Riccio. “Non nascondo però di essere indecisa: io sono italo-olandese, e forse per questa mia identità multinazionale mi attrae la possibilità di provare anche altre strade. Da questo punto di vista, avere una laurea in lingua inglese rappresenta di certo un grosso vantaggio competitivo”.
Con una scelta strategica, l’Università medica di Pleven di fatto oggi forma i suoi studenti italiani con un occhio di riguardo verso la prospettiva di un futuro inserimento nel sistema sanitario del nostro paese. Negli ultimi anni sono stati stretti accordi con numerose università e con molti ospedali italiani, che permettono agli studenti di effettuare stage estivi ed esperienze Erasmus in Italia, con la possibilità di toccare con mano cosa significa lavorare nella sanità italiana anche durante gli studi in Bulgaria.

Giorno di laurea alla Facoltà di medicina di Pleven, Bulgaria – Foto Università di Pleven
Uno sguardo al futuro
Consolidati i numeri, per il sistema accademico bulgaro è ora il tempo di guardare verso il futuro. “Il settore ha buone prospettive di sviluppo: le università bulgare in questi anni stanno migliorando sensibilmente la propria offerta, sia dal punto di vista didattico che per quanto riguarda le infrastrutture”, ritiene Dimitar Tsikandelov di Inter HECS.
“Di certo la concorrenza di altri paesi UE, come Romania, Grecia, Croazia e Ungheria è sempre più forte ma per ora, nonostante una certa crescita dei prezzi, a noi resta il vantaggio dei costi complessivi più economici di un percorso accademico in Bulgaria rispetto a molte altre realtà”.
Nel 2022, ad esempio, scrive Mediapool, oltre 14.000 studenti stranieri hanno scelto la vicina Romania per la loro formazione medica (dati Eurostat). Tra il 2019 e il 2024 più di 55.000 stranieri hanno completato corsi di laurea triennale , magistrale e dottorato nelle università romene, con Medicina in testa come corso di studi più popolare.
Se guardiamo la retta annuale, aggiunge Mediapool, per i corsi di Medicina e Odontoiatria a Bucarest è oggi la stessa di quella di Sofia: circa 10mila euro, per un totale di circa 60mila euro in sei anni.
Per il rettore Dimitrov, la capacità di attrarre studenti stranieri, ma anche locali, dipenderà innanzitutto dalla capacità delle università bulgare di affrontare la principale sfida che si prospetta all’orizzonte: quella della digitalizzazione della sanità, che potrebbe trasformare drasticamente il settore e rendere marginali quelle realtà che non dovessero riuscire a tenersi al passo con i tempi.
“Credo però che il lavoro fatto finora sia un’ottima base per affrontare le sfide del futuro e continuare crescere. Ormai abbiamo un nome ed un prestigio che ci danno la motivazione per migliorare ancora”, sostiene convinto il rettore.
“Oggi c’è chi chiama Pleven ‘la piccola Oxford dei Balcani’. Senza falsa modestia, sono convinto che sia un titolo meritato. E il merito va, in buona parte, al respiro internazionale portato dai tanti giovani che, venendo da lontano, hanno scelto di studiare e crescere con noi”.
Tag: In evidenza | PULSE | Università
In evidenza
- Graphic novel
- MIGRAZIONI
- Confini e conflitti













